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Georgia: Conflitti congelati, felicità congelata

A ridosso dell'anniversario della breve guerra che ha viste coinvolte Russia e Georgia per la secessione dell'Ossezia del Sud [en], Evolutsia rivolge l'attenzione a un altro dei due conflitti “congelati” del paese, quello in Abcasia [en]. Entrambi i territori sono stati riconosciuti dalla Russia come stati indipendenti a seguito della guerra del 2008. Il blog commenta le notizie delle nuove violenza inter-etniche, aggiungendo inoltre che la crescente influenza russa su questi territori, la cui indipendenza non è stata riconosciuta da quasi nessun altro Paese, non ha trovato l'accoglienza che molti auspicavano [en].

[…]

Mentre la maggior parte degli abcasi, e certamente coloro che fanno parte della classe politica, comprendono che l'assistenza della Russia era e rimane fondamentale ai fini della loro separazione dalla Georgia, è crescente la sensazione che gli accordi con il Cremlino potrebbero avere un che di faustiano [it].

[…] con i russi che ne controllano il bilancio, i confini e le principali vie di comunicazione, c'è sicuramente un ampio margine di profondo risentimento tra i cittadini abcasi medi riguardo la veridicità della propria cosiddetta “indipendenza” e [la sfacciataggine] con la quale i russi hanno raggiunto nel Paese i posti di comando in ambito politico ed economico.

Un tale senso di risentimento, unitamente a dissapori di natura più prosaica, come quelli per la spartizione dei fondi, può diventare una miscela esplosiva. Atteggiamenti nervosi e dissapori potrebbero condurre a forme di violenza, che [a sua volta] potrebbero avere risvolti piuttosto seri, a meno che le autorità abcase o russe non riescano meglio a tenere le cose sotto controllo. […]

I frequenti episodi di violenza, soprattutto nelle zone al confine tra Armenia e Azerbaijan, e il continuo fallimento dei tentativi per raggiungere una pace duratura nel conflitto per il territorio della repubblica del Nagorno Karabakh inducono alcuni analisti a ritenere che i tre conflitti regionali non siano del tutto “congelati”.

Ciononostante, il termine continua ad essere uno di quelli maggiormente utilizzati in relazione all'Abcasia, l'Ossezia del Sud e alla repubblica del Nagorno Karabakh. [Ecco ad esempio] un messaggio diffuso via Twitter dall'account [en] di un blog georgiano, Dream for our Brotherhood, che afferma che questa situazione equivale a un “congelamento della felicità”:

immagine di un tweet: il conflitto è infelicità. Un conflitto bloccato vuol dire una felicità bloccata. Risolviamo i problemi e riprendiamoci la felicità. Ottenendo la pace

“Ogni conflitto è infelicità. Conflitto congelato, felicità congelata. Risolviamo le divergenze e riportiamo la felicità!” – Getting to Peace

Il blog commenta anche un reportage video [ge/ru/en] nel quale vengono riassunte una varietà di riflessioni di cittadini dei paesi coinvolti nei due conflitti congelati, l'Ossezia del Sud e l'Abcasia.

Nella società georgiana, le posizioni sulle modalità di risoluzione dei conflitti territoriali sono nettamente contrapposte.

Questo post fa parte dello speciale di Global Voices Caucasus Conflict Voices [en].

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