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Malesia: come la mettiamo con la libertà d'informazione?

Quale Paese è l'elemento che non c'entra in quest'elenco? Tanzania, Uganda, Zambia e Malesia. Ok, diciamo che sono uno di quegli autori odiosi che provano a stravolgere la conoscenza del tuo Paese, e tu provi a impressionarmi con ciò che sai. Quindi, la Malesia è lo Stato economicamente più prosperoso del Sud Est asiatico, ha le migliori infrastrutture sviluppate, un tasso di povertà sostanzialmente basso, uhm… puoi ancora dire che è il più democratico. Ma ancora come un'eccezione, la Malesia langue sotto Tanzania, Uganda e Zambia nella classifica della libertà di stampa 2009 [en, come tutti i link che seguono].

Come evidenziato da recenti sviluppi nello stato della libertà di stampa in Malesia, si possono osservare tre fenomeni chiave:

1) I partiti di opposizione dovranno continuare a combattere con difficoltà attraverso i media online, data la loro limitata possibilità di accedere alla stampa e ai media elettronici.

2)  Nonostante le affermazioni e i tentativi di dimostrare che i mezzi di informazione sono liberi, il governo conserva il proprio potere nel controllo dei media attraverso le leggi sull'informazione e la stampa.

3) La censura dell'informazione è inefficace finché Internet rimane libera. Aumentare il numero degli utenti Internet e dei contenuti online indipendenti darà forma a una maggiore consapevolezza e metterà il governo sotto pressione.

Quando l'ultimo indice della libertà di stampa è stato pubblicato quest'anno, i politici di opposizione hanno reagito rapidamente attraverso i loro portali di partito e i blog personali. Le loro critiche online si sono intensificate quando il governo ha ritardato la decisione sul rinnovo delle autorizzazioni per le newsletter dell'opposizione, e la proibizione della satira nei cartoni animati politici ha offerto un'altra opportunità per alimentare malcontento e speculazioni attraverso i media online. Un cittadino, Lai ha scritto:

La giustificazione del governo, che ci si voglia credere o no, è stata che “certi contenuti possono influenzare le persone e indurle ad agire contro i leader e le politiche del governo”… I cartoni animati possono portare a rivolte? Uau! Abbiamo scoperto delle nuove armi!

E’ stato interessante vedere come, al di là delle strategie dei media online nella critica della censura, uno Stato [Selangor: la Malesia è una monarchia federale] guidato dall'opposizione ha assunto la decisione senza precedenti di promuovere il progetto di legge sulla Libertà d'informazione al fine di facilitare la diffusione di informazioni di pubblico interesse a tutti. Anil ha scritto, prendendosela con un rappresentante del governo di Selangor che ha votato contro il progetto:

Oggi è un giorno storico per il Paese nella nostra battaglia per una società più responsabile…

Mentre nel Paese proliferano portali di informazione indipendenti e contenuti prodotti dai netizen, Gopal Krishnan ha previsto:

Nonostante le risposte oppressive alle voci alternative, il governo è in grado di riconoscere l'inutilità (per non menzionare le conseguenze politiche) di continuare a soffocare gli spazi per il giornalismo indipendente. E’ stato stimato che nel 2009 più del 65% delle case in Malesia sono connesse a Internet. Oltre a questo, non solo abbiamo assistito alla diffusione di innumerevoli canali e fonti di informazione online, ma è stato esplosivo anche il fenomeno del giornalismo partecipato e dei social media, che hanno – tra le altre cose – effettivamente fatto nascere un nuova realtà politica nel Paese.

In definitiva, la libertà di stampa non è qualcosa che il governo o i partiti di opposizione possono decidere a loro discrezione, ma ha a che fare con i cittadini che pretendono la verità e i giornalisti che vogliono raccontarla. Come ha affermato Attan:

Come ho detto, noi giornalisti perdiamo in ogni caso – il governo di Najib [il Premier] sospende i giornali, Guan Eng (il leader del partito d'opposizione DAP) li mette al bando e Anwar [il leader dell'opposizione] ci fa processare.

[ Traduzione italiana a cura di Gianluca Pizzigallo ]

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