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E’ il Cile il primo Paese a legiferare sulla neutralità di Internet

Dopo quasi tre anni di discussione parlamentare, in Cile è stata approvata [es, come tutti i link tranne ove diversamente specificato] quella che comunemente è nota come “legge per la neutralità del web” [it], cui si aggiungono anche tre [nuovi] articoli della Normativa Generale sulle Telecomunicazioni.

La riforma prevede [en], tra le altre cose, che i provider non potranno più bloccare, interferire, discriminare, occultare o restringere i contenuti, le applicazioni o i servizi legali utilizzati dagli utenti sulle loro reti in modo arbitrario.

La nuova legge impone anche l’obbligo di rendere trasparenti le informazioni sui piani di connessione e offre la possibilità di richiedere – a spese dell’utente – i controlli da parte dei genitori sulla navigazione online dei figli. L'introduzione di queste garanzie legali viene vista come un grande trionfo del principio di neutralità [en] ed è stato sottolineato che il Cile è il primo Paese a sancire tale principio per via legale.


Video realizzato da Public Knowledge [en] che spiega il concetto di neutralità della rete. Utilizzato con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.5.

Uno degli elementi più importanti della riforma è il fatto che sia stata promossa da un gruppo di cittadini, organizzati attraverso la community Neutralidad Sí, che è riuscito a convincere i rappresentanti parlamentari dell’importanza di dotarsi una legge come questa a garanzia dei diritti degli utenti. [La community] ha lavorato sodo per dimostrare che alcuni importanti ISP (Internet Service Provider) stavano agendo in contrasto con il principio di neutralità, ad esempio bloccando le porte che permettono lo scambio di file P2P.

Nel commentare la legge, Felipe Morandé, Ministro dei Trasporti e delle Telecomunicazioni ha dichiarato:

“Si tratta di un passo importante verso una maggiore trasparenza nel mercato della banda larga, in quanto stimola la competizione nell’offerta di servizi di elevata qualità, elemento centrale della nostra politica per le telecomunicazioni” e ha evidenziato anche che questa normativa “fa del Cile un’avanguardia a livello mondiale, a dimostrazione del fatto che la politica nazionale vuole modernizzare l’impianto normativo che regola le telecomunicazioni e dare più potere ai consumatori. Questa è la strada che stiamo percorrendo a beneficio dei cittadini.”

L’iniziativa è stata accolta positivamente dal pubblico, come viene riportato ad esempio su ChileGeek, dove Diego Navaerz mette in evidenza quattro ragioni per ritenerla un [esempio di] buona legislazione. Il blogger evidenzia:

Con este proyecto la legislación se pone a la vanguardia respecto a otros países como EEUU y comunidad Europea, en donde la neutralidad de la red no se encuentra legislada por el fuerte lobby que efectúan las empresas de telecomunicaciones y proveedoras de acceso.

con questo progetto la legge si pone all’avanguardia rispetto ad altri paesi come gli Stati Uniti e la Comunità Europea, dove la neutralità della rete non è tutelata da una legge a causa delle forti pressioni fatte dalle compagnie di telecomunicazione e dai provider.

Non tutti sono d’accordo. Anche se aver legiferato su una materia così importante potrebbe sembrare una notizia positiva, sono molti i dubbi circa la sua reale portata. Su Blawger, blog specializzato in questioni legali, Miguel Morachimo sostiene:

El proyecto ha sido denominado de “neutralidad de red” pero en verdad señala obligaciones diversas para los ISPs y las empresas de telecomunicaciones que les provean de servicios, entre las cuales está la de no discriminación arbitraria en la capa de aplicaciones, servicios o contenidos legales con efectos anticompetitivos. Sin embargo, la no discriminación es una obligación que ya está presente en la regulación sectorial chilena.

Il progetto è stato denominato “neutralità della rete” ma in realtà contiene approcci e vincoli differenziati per i diversi ISP e le compagnie di telecomunicazioni che offrono i servizi, come ad esempio la non discriminazione arbitraria delle applicazioni, servizi o contenuti legali che abbiano effetti lesivi della libera concorrenza. La non discriminazione è, tuttavia, è un vincolo già presente nella legislazione cilena in materia.

Anche Derechos Digitales  (Diritti Digitali),  ONG cilena a tutela dei diritti online, ha avanzato le proprie perplessità, dichiarando:

La consagración legal de la neutralidad no es absoluta, sino que se configura como un derecho de los usuarios sujeto a límites importantes. Por una parte, al establecer la ley que los prestadores de Internet “No podrán arbitrariamente bloquear, interferir, discriminar, entorpecer ni restringir” el derecho a usar contenidos y redes (Art. 24 H a), deja abierta la posibilidad de intervención en la medida en que ésta no sera arbitraria.

Junto con lo anterior, la neutralidad es garantizada como un derecho a utilizar contenidos o servicios y realizar actividades de carácter legal a través de Internet sin dicha intervención discriminatoria. En consecuencia, un uso ilegal autorizaría al proveedor de conexión a ejercer medidas contrarias al principio de neutralidad.

La consacrazione legale della neutralità della rete non è assoluta; piuttosto essa si configura come un diritto degli utenti soggetto a molti limiti. Da un lato, aver stabilito che i provider “non possono bloccare, interferire, discriminare, occultare o restringere in modo arbitrario” il diritto di utilizzare contenuti e reti (Art. 24 H a), lascia aperta la possibilità di intervenire in modo non arbitrario.

Inoltre, la neutralità è garantita quale diritto all'utilizzo di contenuti o servizi e alla realizzazione di attività di carattere legale attraverso Internet senza incorrere nel sopracitato intervento discriminatorio. Un eventuale utilizzo illegale permetterebbe quindi al provider della connessione di adottare quelle misure contrarie al principio di neutralità.

In sostanza, la legge viene percepita come un progetto interessante nelle sue intenzioni, del quale però è impossibile prevedere effetti e portata. Molte delle sue lacune saranno colmate da regolamenti che verranno pubblicati tra 90 giorni, ma il loro contenuto non potrà essere oggetto di pubblico dibattito, come invece è accaduto per la legge. Allo stesso tempo, è interessante notare come le associazioni di cittadini si confrontino con i cambiamenti imposti dal mondo digitale molto prima che l’ iniziativa arrivi dalla mondo politico.

Immagine “In difesa di Internet” ripresa da Tonymadrid Photography, utilizzata con licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic.

1 commento

  • pingback: oggi | Alaska

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