chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Jornal do Brasil: chiude l'edizione cartacea, si passa alla sola versione digitale

Post originale GV

Prima pagina dell'ultima edizione cartacea. Dal blog Diário do Rio

Il 31 Agosto scorso il Jornal do Brasil (JB) ha annunciato la fine delle pubblicazioni della sua edizione cartacea e il passaggio totale alla sola versione digitale. [Se da un lato] il proprietario del giornale, Nelson Tanure [pt, come tutti i link seguenti tranne ove diversamente specificato] così come gli ultimi editoriali hanno elogiato l'iniziativa, considerata un passo in avanti in vista del futuro, d'altro canto i dipendenti protestavano contro quello che rappresenterebbe il primo passo verso la definitiva chiusura di uno dei più antichi giornali brasiliani.

Fondato nel 1891, JB ha figurato tra i più importanti quotidiani del Brasile alla fine del 19° e per la maggior parte del 20° secolo, e nel 1995 fu anche il primo quotidiano nazionale ad andare online. Vi hanno militato molti dei più stimati giornalisti brasiliani e,  secondo il deputato federale Brizola Neto, c'è stato un periodo in cui [il marchio] JB era sinonimo di credibilità:

“Deu no JB”, por muitos anos, foi uma frase que lembrava o tom de credibilidade de um “deu no NY Times

“pubblicare su JB“, per molti anni, era una frase che rimandava al livello di credibilità dell'affermazione pubblicare sul NY Times
Post originale in portoghese

Prima pagina del 14 Dicembre 1968, subito dopo il varo della legge che istituzionalizzava la censura in Brasile. Da Último Segundo

Alcuni utenti Twitter, come @zamuna47, hanno commentato l'importante ruolo svolto da JB durante il colpo di stato militare (1964) e la seguente dittatura (fino al 1985). Alberto Dines [en]- in quegli anni capo-redattore di JB – scrive sul blog dell’ Observatório de Imprensa [Osservatorio sulla stampa] che alla fine degli anni '60/inizi anni '70, “anche in epoca di dittatura e censura”, JB restava un giornale molto competitivo, riferendosi con questo alla “sfida giornalistica” tra questo e Globo – il più grande giornale brasiliano. La sfida tra i due quotidiani veniva definita “uno scontro fra titani, una lotta a colpi qualità”. Dines si rammarica quindi per il modo con cui JB ha annunciato la sua fine:

o fim do JB impresso foi confirmado na edição de quarta-feira (14/7) sob a forma de anúncio, publicidade. Aquela Casa não acredita em texto. E o seu jornal morreu sem epitáfio.

la chiusura dell'edizione cartacea è stata confermata mercoledì (14 luglio) sotto forma di annuncio pubblicitario. Il nome dell'editore non compare, nel testo: il suo quotidiano è morto senza epitaffio.

Brizola Neto, in un video postato su Vi o Mundo [Ho visto il mondo], riferisce un episodio del 1982, quando i giornalisti del quotidiano “aiutarono a sventare un tentativo di frode alle elezioni politiche a Rio de Janeiro” poi vinte da suo nonno, Leonel Brizola. Nel suo blog, Neto spiega cosa, secondo lui, si nasconda dietro il fallimento di JB:

Dizem que  neste embate ao império global esteve parte do motivo da decadência do JB. Contam que o departamento comercial de O Globo era extremamente agressivo e avançava sobre os anunciantes do concorrente, propondo publicidade casada com outras publicações das Organizações Globo, numa concorrência desleal.

E’ stato detto che questa battaglia contro il dominio “globale” [da Globo, il nome della compagnia] sia in parte la ragione del declino di JB. E’ stato detto che l'ufficio marketing di O Globo era estremamente aggressivo e in anticipo sugli inserzionisti concorrenti, proponendo inserzioni condivise con altre pubblicazioni della Globo Organization, esercitando di fatto una concorrenza sleale.

Infatti, JB aveva parecchi problemi finanziari, come commenta sul blog Panorama Economico Silvio Giedes Crespo:

O passivo acumulado do JB chega a R$ 800 milhões, a maior parte em dívidas trabalhistas e fiscais.
Segundo o Estadão, o “colapso financeiro” ocorreu no final da década de 1990; em 2001, os acionistas do JB arrendaram a marca por 60 anos à Companhia Brasileira de Multimídia (CBM), que é controlada pela Docasnet, empresa de Tanure. A CBM também havia arrendado a marca Gazeta Mercantil, que deixou de circular em 2009.

Il debito accumulato da JB raggiunge gli 800 milioni di real, per la maggior parte debiti di lavoro e fiscali. Secondo [il quotidiano] Estadao, lo “collasso finanziario” inizia alla fine degli anni '90; nel 2001, gli azionisti di JB hanno affittato il marchio per 60 anni alla Companhia Brasileira de Multimidia (CBM), controllata da Docasnet, azienda di proprietà dell'imprenditore brasiliano Nelson Tanure. La MBC ha anche affittato il marchio Gazeta Mercantil, che smise di essere pubblicato nel 2009.
Post originale in portoghese

La prima inserzione che avvisava tutti i lettori dell'imminente passaggio alla sola versione digitale del giornale. Dal blog Radar Econômico.

Per Júlio Pegna, del blog As Sandálias do Pirata [I sandali del Pirata], l'episodio rappresenta una bella lezione per tutti i vecchi media:

Mais do que apenas a quebra de uma empresa, o fim do JB representa um sinal para a grande imprensa. Mostra como é possivel, mesmo para um ícone, perder consistência financeira quando falta capacidade de visão. Os veiculos de comunicação impressos estarão condenados ao desaparecimento à medida que o público leitor tiver acesso à informação instantânea; a banda larga é o caminho inexorável que irá fulminar o bom e velho jornal. Fica a dúvida de como será embrulhado o peixe na feira livre dali em diante.

Più che rappresentare soltanto il fallimento di un'impresa, la fine di JB manda un segnale a tutte le grandi aziende. Dimostra come sia possibile, anche per un'icona, perdere consistenza finanziaria quanda manca una visione d'insieme. Le forme mediatiche cartacee sono destinate a scomparire, vista la sempre più ampia capacità dei lettori di accedere a informazioni in tempo reale; la banda larga è il cammino inesorabile che affosserà il buon vecchio quotidiano. La domanda è: con cosa incarteremo il pesce al mercato, d'ora in poi?

Anche se è stato detto che la maggioranza dei suoi lettori si è trovata d'accordo con il passaggio da cartaceo a versione unicamente online, alcuni non hanno visto la cosa di buon occhio, come Guilherme Valadares, che su Papo de Homem [Chat dell'uomo] scrive:

Um marco radical. Resta saber se a guinada vai vingar. Pessoalmente, não considero um caminho acertado. Não vejo o brasileiro, em especial os leitores cativos de jornais impressos, prontos para fazer o pulo 100% para o Digital. Eu deixaria a operação da versão impressa mais enxuta, mas não iria abrir mão da mesma nunca.

Una svolta radicale. La domanda è se il passaggio avrà successo. Personalmente, non la considero la mossa giusta. Non credo che il brasiliano medio sia pronto a compiere il salto verso il solo digitale, specialmente i lettori affezionati all'edizione cartacea. Avrei lasciato un'edizione cartacea più sottile, ma non l'avrei mai abbandonata del tutto.
Post originale

Foto dal blog Zenello.

Negli ultimi giorni di vita del quotidiano cartaceo, molti giornalisti hanno avanzato proteste contro l'imminente licenziamento di quasi la metà dei suoi dipendenti, sostenendo che la decisione equivarrebbe a buttare via la memoria del paese.

Il giornalista Ricardo Kotscho, che ha lavorato per JB dagli anni '70 ai '90, racconta che il giornale stava lentamente spegnendosi:

Restavam lá trabalhando apenas 60 jornalistas, a circulação vinha minguando abaixo dos 20 mil exemplares, o jornal já tinha encolhido de tamanho e o passivo chegava a 100 milhões de reais. Alguns dos seus antigos craques hoje ainda podem ser encontrados nas páginas de O Globo. A imprensa brasileira deveria decretar três dias de luto.

Erano rimasti solo 60 giornalisti a lavorarci, la tiratura era scesa sotto le 20.000 copie, il quotidiano aveva già ridotto il formato e il passivo ammontava a 100 milioni di real. E’ possibile leggere alcune delle sue principali firme nelle pagine dell'O Globo. La stampa brasiliana dovrebbe dichiarare tre giorni di lutto.

Leandro Mazzini, del blog Informe JB ha postato le sue reazioni e sembra essere più ottimista per il futuro:

É difícil mudar uma tradição de leitura de jornais, mas não impossível diante das tendências do presente e do futuro: com a convergência de mídias a cada dia mais essenciais, haverá em alguns anos uma inevitável migração dos impressos para o conteúdo digital (inclusive pelo fator ambiental, tão em voga).

E’ difficile cambiare la tradizione del leggere il giornale, ma non impossibile, guardando alle tendenze attuali e future: con la convergenza di media sempre più essenziali, in pochi anni ci sarà un'inevitabile passaggio dal contenuto cartaceo al digitale (considerando anche il fattore ecologico, così di moda).

Il blog Diário do Rio ripropone le motivazioni addotte dal giornale circa il cambiamento radicale e posta una cronologia della ricca storia di JB.

Questo articolo è stato corretto da Ricardo Salta.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.