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MENA: l'Arabia Saudita vieta alle giovani marocchine il pellegrinaggio a La Mecca

La decisione presa lo scorso mese dalle autorità saudite di vietare ad alcune donne marocchine “di giovane età” [ar] di dirigersi a La Mecca [it], il posto più sacro dell'Islam, per partecipare all’Umra [it], il cosiddetto pellegrinaggio minore, ha suscitato indignazione in Marocco. Le autorità hanno giustificato tale divieto sulla base del sospetto che le giovani donne marocchine che avevano richiesto il visto d'ingresso (anche quando accompagnate dai genitori), “avessero altre intenzioni”, non del tutto pie, facendo un evidente riferimento all'ipotesi di prostituzione. I parlamentari conservatori marocchini hanno condannato pubblicamente l'accaduto, definendolo un “processo alle intenzioni” e un “insulto a tutte le donne marocchine ed alle loro famiglie”. Anche molti blogger hanno reagito al divieto imposto dalle autorità saudite.

Tawaf della Kaaba - un rituale del pellegrinaggio musulmando verso la Mecca - foto di Omar Chatriwala, utente di Flickr

Tawaf della Kaaba – un rituale del pellegrinaggio musulmano verso la Mecca – foto di Omar Chatriwala, utente di Flickr

Nesrine Malik, blogger di origine sudanese e redattrice della rubrica Comment is Free del quotidiano londinese “The Guardian” sostiene che l'Arabia Saudita, rendendo effettivo tale divieto, fallisce nell'adempiere ai suoi obblighi religiosi [en] nei confronti dei fedeli musulmani. Conclude inoltre così:

Le autorità saudite hanno il dovere di permettere ai fedeli musulmani di tutto il mondo di partecipare ai pellegrinaggi alla Mecca. Quindi, per mitigare la questione e con uno spirito di generalizzazione denigratoria, suggerisco che allo stesso modo venga impedito l'ingresso in Marocco a quei sauditi che si ritiene usino i loro visti turistici con “altre intenzioni”.

La blogger marocchina Sarah (Words for Change) [en] ha risposto al divieto in questione scrivendo un post dal titolo “Sono una Prostituta, una Strega, una Tossicomane, una Sionista.” Ha espresso il suo disgusto nei confronti di quelli che ritiene essere stereotipi artificiosi nei confronti dei marocchini e ha scritto:

Negli ultimi anni ho provato a essere molto diplomatica nello spiegare quanto sia affascinante il Marocco e che tutto ciò che dicono i sauditi ha a che fare con aspetti culturali dei marocchini ecc… Ora ho deciso di non essere più diplomatica e di rispondere alle loro accuse […]
Le donne marocchine sono più dignitose di tante altre ragazze orientali che praticano sesso in modo superficiale, sesso anale per preservare la loro verginità o che ricostruiscono la verginità come un pezzo di ricambio cinese[en] nel caso dovessero perderla, in modo tale da comportarsi come vergini di Maria “Achraf mini Echaraf Mafiich” [come se fossero più dignitose della stessa dignità].

Un blogger libanese di nome Mustapha, che scrive su BeirutSprings.com è rimasto scioccato[en] dal divieto e ha chiesto che le autorità marocchine rispondano in modo più vigoroso. Ha scritto così:

La responsabilità non è soltanto dei sauditi. Le autorità marocchine avrebbero dovuto fare più clamore al riguardo. Avrebbero dovuto minacciare di andare fino in fondo e di vietare ai loro cittadini di andare in Arabia Saudita, se necessario. Forse, soltanto in questo modo la questione del divieto si sarebbe diffusa maggiormente e avrebbe indotto tutto il mondo arabo a riflettere sui facili stereotipi con cui viene etichettato il popolo marocchino.

Il blogger marocchino Anas di Big Brother Maroc è d'accordo con Mustapha [fr], infatti ha scritto sul suo blog:

[Q]ue faire ? Notre pays n'a ni le pétrole des Saoudiens, ni suffisamment de puissance économique pour refuser “l'aide” en millions de dollars que donne la Monarchie Saoudienne au Maroc.

Si cela ne dépendait que de moi, j'aurai décidé de ne plus partir à la Mecque, mon pays économisera les millions de dollars au lieu de les transférer vers l'Arabie saoudite à travers les pèlerinages de Marocains, j'imposerai le Visa aux Saoudiens et je commencerai à corriger ce qui est à corriger dans mon pays.

Che si può fare? Il nostro Paese non possiede né petrolio né potere economico sufficienti per permettersi di perdere i milioni di dollari di aiuti che i sovrani sauditi offrono al Marocco.

Se fosse per me, mi rifiuterei di visitare La Mecca per sempre e aiuterei il mio Paese a risparmiare soldi invece che portarli in Arabia Saudita con i pellegrinaggi. Imporrei un visto ai sauditi e cercherei di risolvere i problemi che affliggono il nostro Paese.

Anche su Twitter è divampata la discussione sulla questione.

Miss Nabokov (dal Marocco) ha commentato:

Se le cose stanno così, allora ai sauditi dovrebbe essere impedito di entrare in Marocco, dato che sono loro i primi ad andare all'estero in cerca di sesso.[en]

Ciò che mi fa alterare è che l'AS [Arabia Saudita] e tutti i Paesi del Golfo accusano il Marocco di avere una moralità fiacca, quando, invece, sono proprio i LORO uomini a venire qui per sfruttare ragazze povere [en].

Jillian C. York (dagli USA), d'accordo con Miss Nabokov, ha affermato:

Il Marocco è un Paese molto carino, ma povero. La colpa è dei sauditi che se ne approfittano.[en]

@Medmouad (dal Marocco) ha risposto a Jillian C. York, scrivendo:

@jilliancyork preferisco pensare che sia il Marocco che l'Arabia Saudita e tutto il Golfo sono responsabili. Se i marocchini fossero ben difesi, sarebbe meglio.[en]

Afrinomad (dal Morocco), unendosi alla discussione su Twitter, ha scritto:

@jilliancyork è disgustoso che, dal punto di vista degli arabi del Golfo, “marocchino” non sia inteso come una nazionalità ma come un'occupazione[en].

Tarek Amr @gr33ndata (dall'Egitto) ha scritto questo su Twitter:

عشان الناس إل زعلت لما قلت الحج و العمرة لازم تكون تحت إدارة دولية بعيدا عن خبل السعودية و عنصريتها[ar] http://bit.ly/bfA9Nn

Per coloro che si sono irritati quando ho proposto che l’Hajj [it] e l’Umra [it] vengano posti sotto un'autorità internazionale e allontanati dalla pazzia e il razzismo dell'Arabia Saudita, vi consiglio il link seguente [ricollegandosi all'articolo di Al-jazeera riguardo il divieto da parte dell'Arabia Saudita]: http://bit.ly/bfA9Nn

Jasmine Aladdin (dall'Egitto) la pensa come Tarek Amr e ha aggiunto, riferendosi al divieto imposto dall'Arabia Saudita:

@gr33ndata da habbal weste3bat gamed awi we ta55aloofff begad we maloush ay 3elaqa bel deen!!!

Questa è pazzia. E’ un'offesa colma di perversione. Che grettezza! Ciò non ha in alcun modo a che fare con la religione!!!

Ahmed Fouad (dall'Egitto) si è mostrato, invece, in disaccordo e, sempre su Twitter, ha commentato:

@gr33ndata لا اعتقد ان سبب المنع هو العنصرية ولكن اكيد هوا المحافظة علي قدسية هذا البلد وطهارتة[ar]

Non penso che questo sia razzismo. E’ senza dubbio un tentativo di conservare intatta la purezza e la religiosità del Paese.

Questa non è la prima volta che si crea controversia intorno a questo tema. Ultimamente, il quotidiano del Kuwait “al-Watan” ha dovuto pubblicare le proprie scuse [en] a seguito di un'animazione disegnata da un popolare cartone animato, prodotto dal quotidiano, che ha ritratto donne marocchine come avide streghe che tramano per indurre ricchi uomini del Kuwait a sposarsi con loro.

Il sito internet del Ministro egiziano alle Comunicazioni, da quanto riferito, è stato aggredito da hacker marocchini che hanno attaccato il server causandone il collasso. Secondo Hespress.com [ar], un portale internet marocchino di informazione, l'aggressione informatica è l'espressione della rabbia provocata dalla rappresentazione di donne marocchine in una serie TV egiziana andata in onda quest'estate dal titolo al-Aar (Vergogna).

Foto di omar_chatriwala disponibile su Flickr con licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic.

[ Traduzione italiana a cura di Gianluca Pizzigallo ]

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