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Angola: un altro giornalista ucciso: vittima del regime o della violenza urbana?

Il 5 settembre scorso il giornalista Albert Graves Chakussanga ha perso la vita per mano di ignoti che gli hanno sparato a sangue freddo mentre si trovava nella propria abitazione di Luanda. Secondo Reporter Senza Frontiere[en], Chukassanga è stato colpito alle spalle con una pistola munita di silenziatore. La cognata del giornalista si trovava in casa, ma non si è accorta di nulla. Le ragioni dell'omicidio non sono ancora state chiarite. E ovviamente la questione non è passata inosservata nella blogosfera angolana.
Sul blog Pensar e Falar Angola [pt, come tutti gli altri link, salvo ove diversamente indicato] si legge:

Familiares e vizinhos de Chakussanga encontraram o jornalista caído, baleado nas costas, em um corredor de sua casa no distrito de Viana, em Luanda, na manhã de segunda-feira, de acordo com jornalistas locais. Ele era apresentador de um programa semanal de notícias com participação de ouvintes, em língua Umbundu, na emissora privada Rádio Despertar.

Secondo quanto riportato dai giornali locali, i familiari e i vicini di Chakussanga lo hanno trovato lunedì mattina per terra, colpito alle spalle, nell'ingresso della propria abitazione nel quartiere di Viana, a Luanda. Chakussanga curava una rubrica settimanale, all'interno del notiziario in lingua Umbundu, dell'emittente radiofonica privata Rádio Despertar [Svegliati Radio].

Due domande sorgono spontanee. Chakussanga è una vittima della criminalità che tiene in pugno la città, oppure è stato fatto tacere per aver detto cose che non avrebbe dovuto? La risposta non è chiara. Secondo quanto si è saputo, in seguito alle perquisizioni nell'abitazione dello sfortunato giornalista, sembra mancare soltanto una bomboletta di gas per uso domestico. La polizia non ha effettuato arresti e la morte di Alberto Chakussanga, o quella di chiunque altro, appare niente di più che l'ennesimo omicidio di giornalista sul quale indagare.

Sempre secondo lo stesso blog:

Chakussanga possuía uma legião de ouvintes entre os Ovimbundu, o maior grupo étnico angolano originário do sul do país, base do antigo movimento rebelde UNITA, de acordo com jornalistas locais. A Rádio Despertar foi lançada em Dezembro de 2006 sob os termos do acordo de paz de 2002 entre o partido governante, MPLA e a UNITA.

Secondo fonti giornalistiche, Chakussanga era seguito regolarmente tra gli Ovimbundu, maggior gruppo etnico originario del sud del Paese, la base del vecchio movimento di ribelli UNITA[it]. Rádio Despertar è stata lanciata nel dicembre 2006, a seguito degli accordi di pace del 2002 tra il partito al governo MPLA [it] e lo stesso UNITA.

Sul blog Universal si fa riferimento all'omicidio del giornalista Ricardo de Melo — caso tutt'ora irrisolto.

O assassinato de Alberto Graves Chakussanga é mais um caso em que forças ocultas decidem silenciar jornalistas incómodos. A 18 de Janeiro de 1995, o director da publicação independente, ImparcialFAX, Ricardo de Melo, foi assassinado em Luanda. As autoridades nunca apuraram as circunstâncias da morte de mais esta voz de uma comunicação social não comprometida com o regime no poder.

L'omicidio del giornalista Alberto Graves Chakussanga è un altro esempio di mani ignote che mettono a tacere un giornalista scomodo. Il 18 gennaio 1995  il direttore della testata indipendente ImparcialFAX, Ricardo de Melo, venne assassinato a Luanda. Le autorità non hanno mai scoperto le reali circostanze della morte di questa voce appartenente a una testata d'opposizione al regime al potere.

L'autore del blog Em Angola scrive anche dello sfortunato Chakussanga, sottolineando che fare giornalismo in Angola comporta ancora seri rischi.

Não tivesse sido morto, o jornalista Alberto Graves Chakussanga talvez nunca ficasse conhecido. Uma busca pelo nome de Chakussanga no Google gera 16 mil resultados. A prática do jornalismo em Angola é delicada, já que o país é governado por um mesmo partido há três décadas, e não há muita liberdade de imprensa.

Se non fosse stato ucciso, il giornalista Alberto Graves Chakussanga probabilmente non sarebbe stato notato. Cercando su internet il suo nome ora si ottengono 16.000 voci. Fare giornalismo in Angola è rischioso, perché orami da tre decenni è al governo lo stesso partito, e non c'è molta libertà di informazione.

Molte le posizioni di condanna per la morte di Chakussanga, come quella di Reporter Senza Frontiere e anche Mohamed Keita, coordinatore del Comitato per la Difesa dei Giornalisti in Africa. Nella sua dichiarazione, Keita si è appellato alle autorità angolane per fare luce sui motivi di quest'omicidio seguendo il filone del lavoro giornalistico della vittima. Anche la voce di Irina Bokova, direttore generale dell'UNESCO, si è aggiunta alle altre nel condannare pubblicamente l'accaduto. Bovoka manifesta il proprio dolore per la morte del giornalista, così come per quella di altri reporter di diverse nazionalità che hanno perso la vita il mese scorso, dando voce alla propria preoccupazione per l'ondata di omicidi di giornalisti a livello globale.

Aggiornamento [en]: Il 22 ottobre un altro giornalista di “Radio Despertar” – Antonio Manuel “Jojó” da Silva – è stato ferito da una pugnalata, riporta lo stesso Comitato per la Difesa dei Giornalisti [en].

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