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Aggiornamento sul conflitto di confine tra Nicaragua e Costa Rica

In un post precedente, pubblicato su Global Voices il 5 novembre [it] scorso, avevamo illustrato la disputa in corso tra Nicaragua e Costa Rica, sui terreni della frontiera comune lungo il fiume San Juan, citando anche le prime reazioni della blogosfera costaricana. La contesa, iniziata il 2 novembre, si è resa nel frattempo più complessa, nutrendo le agende patriottiche e gli spiriti nazionalistici, alimentando gli attacchi xenofobi o l'attività simbolico-culturale online — risvegliando su entrambi i lati il revisionismo storico, l'analisi politica e un notevole fermento multimediale.

In questo post riassumiamo alcuni momenti salienti della crisi come visti sia dalla blogosfera “nica” (nicaraguense) che da quella “tica” (costaricana).

L'errore di Google

Un titolo ripreso da migliaia di post e tweet riportava l'invasione del Costa Rica da parte del Nicaragua, ma la notizia deriva in realtà da un “errore” di Google Maps, che aveva tratto in inganno persino noti blog come FayerWayer [es, come gli altri eccetto dove diversamente indicato] e finanche Time.com.

El excomandante nicaragüense Edén Pastora utilizó esto como excusa para justificar la incursión de tropas nicas lideradas por él en suelo costarricense, pese a que los trazados limítrofes de ambos países coinciden entre sí y discrepan con la versión de los mapas de la “gran G”.

L'ex-comandante nicaraguense Edén Pastora ha sfruttato il fraintendimento generale come alibi per giustificare l'incursione di truppe nicas [nicaraguensi] nel territorio del Costa Rica, anche se i tracciati delle frontiere sono gli stessi per i due Paesi e contraddicono la versione della “grande G” [Google Maps].

Sebastián Cabezas, da FayerWayer riporta:

Pero no conforme, Pastora insólitamente insistió en su punto: “Vea la foto satelital de Google y ahí se ve la frontera. En los últimos 3.000 metros las dos márgenes son de Nicaragua. De allí hacia El Castillo, la frontera sí es la margen derecha, está clarito”, alegó en entrevista al diario La Nación de Costa Rica.

Non soddisfatto, Pastora ha insistito in maniera inusuale su questo punto: “Guardate la foto satellitare di Google, lì si vede la frontiera. Negli ultimi 3.000 metri le due sponde del fiume [río San Juan] appartengono al Nicaragua. Da lì a El Castillo, il confine è determinato dalla sponda destra, è evidente”, ha affermato in un'intervista al quotidiano La Nación del Costa Rica.

Con più di 500 commenti [al momento della pubblicazione di questo post], anche il Time [en] ha menzionato l'”errore” di Google. L'ultima volta che Time.com aveva scritto sul Nicaragua lo aveva fatto con l'articolo “Diplomazia del baseball” [en].

Su Google Maps c'è un errore di circa 3.000 metri nella frontiera tra Nicaragua e Costa Rica. Come conseguenza, il comandante nicaraguense Eden Pastora ha deciso di invadere il Costa Rica e ordinare la rimozione delle bandiere costaricane nei territori occupati…

L'utilizzo di Google Maps da parte del Nicaragua è stato menzionato per la prima volta in un'intervista a Eden Pastora, rappresentante del Presidente per il dragaggio del Rio San Juan, concessa al quotidiano costaricano La Nacion. Ecco la sua versione:

¿Asegura que todos los trabajos son en suelo nicaragüense? “Basta revisar el Laudo Cleveland y los acuerdos limítrofes. El 24 de julio de 1900 se decidió así. Los sedimentos están en territorio nica y la limpieza de árboles para descubrir el caño está en territorio nicaragüense. Vea la foto satelital de Google y ahí se ve la frontera. En los últimos 3.000 metros las dos márgenes son de Nicaragua. De allí hacia El Castillo, la frontera sí es la margen derecha, está clarito.”

Può esser certo che tutti i lavori vengano condotti in territorio nicaraguense? “Basta rivedere il Laudo Cleveland [trattato risolutorio di una disputa territoriale tra Argentina e Brasile] e gli accordi sulle frontiere. Il 24 luglio 1900 si è decisa l'attribuzione dei sedimenti al territorio nicaraguense, cosí come la pulizia del canale [canale naturale che collega il fiume alla laguna Los Portillos e quindi al mare] da alberi e detriti è di competenza del Nicaragua. Guardate la foto satellitare su Google e lì vedrete il confine. Entrambe le sponde del fiume per gli ultimi 3.000 metri appartengono al Nicaragua. Da lì a El Castillo, la frontiera è la sponda destra, è più che evidente”.

Un blog dedicato a Google Earth (Ogle Earth: Examining how internet mapping tools like Google Earth affect science and society) [en] si è fatto carico del caso, e ha fornito quella che è probabilmente la più completa raccolta di immagini del contesto storico in merito alla soluzione del caso, comprensiva di una rilettura dei trattati originari sui confini.

Il post “Costa Rica, Nicaragua, il confine condiviso e Google” [en] si conclude così:

Date le informazioni disponibili, si può concludere che l'informazione dominante su Internet è erronea: il Nicaragua non ha invaso il territorio costaricano basandosi su Google Maps. Ortega si giustifica richiamandosi ai documenti del XIX secolo, mentre il riferimento a Google Maps da parte di Pastora è solo una provocazione.

Nel frattempo il dibattito sulle mappe continua, con riferimenti a cartine della metà del XIX secolo e commenti come quelli di Stephen Geens [en] e di JCA [en] sulla loro interpretazione mappe e sulla necessità del Nicaragua di presentare mappe che dimostrino l'esistenza del canale naturale al tempo della firma dei trattati originali, canale che al momento è oggetto di un'operazione di dragaggio.

Edén Pastora, figura centrale della disputa

La questione del dragaggio del fiume San Juan risale a parecchio tempo addietro, ma è a inizio di novembre che l'operazione ha avuto effettivamente inizio. Nello scorso aprile, il nicaraguense Carlos Lucas aveva scritto nel suo blog:

A manera de empresa independiente, cedida directamente (a Eden Pastora) por la Presidencia la autorización de llevar a cabo la obra, sin estudios del Ministerio de Construcción, sin valoración científico- técnica del impacto ambiental, sin análisis jurídico de las implicancias del manejo de las aguas, con desembolso ya efectuado por CARUNA, empresa que maneja los fondos venezolanos, por 1.2 millones de dólares, está cercana la fecha, prácticamente con las primeras lluvias, para iniciar esta operación, estimada en durar 2-3 años y a un costo total de unos 4 millones de dólares.

Una empresa de esta envergadura […] se ha asignado, sin licitación técnico-financiera tampoco, como una manera tal vez de mantener ocupado a un hiperactivo comandante sandinista, comandante contra, confeso agente de la CIA, subordinado de Oliver North.

Con la diretta autorizzazione del Presidente ad avviare l'opera, senza studi del Ministero delle Costruzioni, nessuna valutazione tecnico-scientifica di impatto ambientale, in mancanza di un'analisi giuridica delle possibili implicazioni della gestione delle acque ma con erogazioni già effettuate da CARUNA – la società che gestisce i fondi venezuelani per 1,2 milioni di dollari Usa – la data d'inizio dell'operazione è ormai vicina, all'incirca con le prime piogge. Il dragaggio, condotto da un'impresa indipendente (che fa capo a Eden Pastora) dovrebbe durare 2-3 anni per un costo totale di circa 4 milioni di dollari.

A un'azienda di queste dimensioni  […] è stato assegnato tale compito, senza peraltro alcun processo d'asta tecnica o finanziaria, forse con l'unico scopo di tenere occupato un comandante sandinista iperattivo e agente confesso della CIA che risponde al nome di Oliver North [it].

Pastora è oggi un personaggio centrale su entrambe le sponde del confine. Lucas prosegue citando un'intervista con Eden Pastora su El Nuevo Diario, del 2001:

”Tengo en venta un lote de joyas históricas (un reloj marca Rolec, dos anillos del mismo estilo con siete brillantes y un cordón de oro). Asimismo vendo copiadora Risso con todos sus complementos ideal para montar una impresora. También vendo un león africano casero de siete meses de nacido. Si es cierto que el diablo existe, díganle que también le vendo el alma.”

“Ho in vendita un lotto di gioielleria (un orologio marca Rolec, due anelli dello stesso stile con sette brillanti e un ciondolo d'oro). Inoltre vendo una fotocopiatrice Risso con tutti gli accessori, ideale per creare una copisteria. Vendo anche un leone africano di sette mesi. Se è vero che il diavolo esiste, ditegli pure che gli vendo l'anima”.

Anche sull'altra sponda del fiume si ricorda il passato di Pastora, grazie a un post di Lisbeth Quesada Tristan ripubblicato sul blog del giornalista Amelia Rueda:

Se le olvidó y a su amigo Daniel Ortega también, las múltiples casas de seguridad que cientos de costarricenses prestaron para la recuperación de sus hombres y de nicaragüenses  heridos en la guerra de liberación.  ¿Se le olvidó, como nos convertimos en país receptor y despachador de armas, que eran necesarias para  la revolución Sandinista?  ¿Se recuerda que los colegas del Hospital México, le salvaron la vida por el atentado de la Penca?

Come hoy, en el mismo plato de Ortega, pero a mí no se olvidan sus palabras de desprecio y recriminación, en mi presencia, en casa de un amigo mutuo,  en los cerros de Aserrí, en los años 90s,  cuando usted hacía  referencia a la piñata, a la repartición, a la traición de Daniel Ortega, Tomás Borge (uno de los fundadores del FSLN y comandante en los 80's) y todo el  resto, y  que  de la noche a la mañana resultaron muy adinerados.

… Si mi memoria no me falla, [Pastora] trabajaba en esa época  como pescador en aguas costarricenses para comer. Hizo esa noche una referencia de cómo “cuando a uno ya le salen canas en….., ya no se cambia, ni se traicionan los ideales”.

¡A  tiempos aquellos!  Usted se olvida rápido, yo no.

Ha forse dimenticato [Pastora], e anche Daniel Ortega, delle centinaia di case di sicurezza che i costaricani avevano prestato in aiuto ai loro uomini e ai nicaraguensi feriti durante la guerra di liberazione. Ha dimenticato il fatto che ci siamo trasformati in un paese dispensatore di armi, necessarie per la rivoluzione sandinista? E ricorda come gli amici dell’Hospital México gli abbiano salvato la vita in occasione dell’attentato della Penca?

Oggi mangia dallo stesso piatto di Ortega, ma non dimentico le parole di disprezzo e di recriminazione che espresse in mia presenza a casa di un amico comune sulle colline di Aserrí negli anni '90, quando fece riferimento alla piñata [appropriazione illegale di beni pubblici e privati], alla divisione, e al tradimento di Daniel Ortega, a Tomas Borge [uno dei fondatori del Fronte Sandinista e comandante negli anni ‘80] e al fatto che di lì a poco vi sareste arricchiti.

… Se la memoria non m'inganna, [Pastora] lavorava a quel tempo come pescatore in acque costaricane. Quella notte aveva fatto riferimento al fatto che “quando si comincia ad avere i capelli bianchi …non si cambia opinione, né si possono tradire gli ideali“.

Che tempi, quelli! Sembra che lei li abbia dimenticati in fretta, ma io no.

Nei forum lo chiamano apertamente “traditore”, riportando i dettagli delle sue incursioni militari come controrivoluzionario negli anni '80:

Cucaracho: todo esto del dragado de Eden Pastora con doble nacionalidad (es nicaraguense y tambien obtuvo nacionalidad tica) es pq quiere retomar su sueño de nuevo de establecer la republica libre del San Juan del Norte e ir aun mas lejos….el tontoneco ese quiere hacer riqueza en una Nicaragua cada vez más extensa e ingobernable por vía del fraccionamiento de la misma para el ser el “caudillo” de sus intereses personales… (comentando una biografia de Eden Pastora)

Cucaracho scrive: il dragaggio del fiume da parte di Eden, che ha doppia nazionalità (è del Nicaragua ma ha anche nazionalita costaricana), viene dal fatto che desidera nuovamente realizzare il suo sogno di creare la repubblica libera di San Juan del Norte e forse anche andare oltre …. Quell’imbecille vuole solamente diventare ricco in un Nicaragua sempre piu ingovernabile, tramite la frammentazione del Paese, così da poter diventare  un “caudillo” dei suoi interessi personali … (commento a una biografia di Eden Pastora)

Il tono dei commenti su Pastora si è fatto più aspro su entrambe le sponde del confine, a tal punto che e’ stato creato perfino un videogioco in cui bisogna “uccidere Pastora“, come si può vedere nel blog L’inferno in Costa Rica, poi ripreso nel blog nicaraguense Bacanalnica.


Make a gameMate a PastoraFree games


Questo post è apparso inizialmente sul blog di Rodrigo Peñalba il 16 novembre.

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