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Americhe: analisi, reazioni e interrogativi sui cablogrammi diffusi da Wikileaks

I blogger latinoamericani hanno reagito quasi immediatamente alla diffusione dei cablogrammi diplomatici degli Stati Uniti pubblicati da WikiLeaks [es, come tutti i link tranne ove diversamente indicato]. Negli ultimi giorni sono stati resi noti alcuni file segreti provenienti da diverse ambasciate latinoamericane di Paesi di lingua spagnola tra i quali Argentina, Paraguay, Venezuela e Honduras. I blogger della regione li hanno analizzati e poi discusso sul loro significato per i rispettivi Paesi e per l'America Latina in generale.

Reazioni dalle blogosfere nazionali

Come si legge sul blog argentino Econoblog, uno dei primi cablogrammi che è stato ripreso e diffuso dalla stampa riguarda le indagini [en] che il Segretario di Stato USA Hillary Clinton avrebbe condotto sulla salute mentale del presidente argentino Cristina Fernández de Kirchner [it], in particolare su come quest'ultima riuscisse a controllare lo stress e a lavorare al fianco del marito, l'ex Presidente Nestor Kirchner [it].

Un altro Paese dell'area che ha ripreso la notizia è stato il Paraguay, dove si è parlato in particolare di un cablogramma a proposito del quale The Guardian [en] intitolava: “Washington teme che il Paraguay protegga agenti iraniani e terroristi islamici”. Sul suo blog, Enrique Galeano ha commentato così:

No es el espionaje lo que nos debe indignar sino nuestra indiferencia ante este atropello a nuestra frágil independencia

[…]

Es hora de que nos movilicemos por nuestra verdadera independencia, es hora de que repudiemos en serio esta actitud, no solo de los Estados Unidos, con relación a nuestro país. Debemos exigir respeto, al menos mínimamente, a nuestra democracia y a nuestra independencia como país.

Non dobbiamo indignarci per lo spionaggio, ma per l'indifferenza che dimostriamo nei riguardi di questo attacco alla nostra fragile indipendenza.

E’ giunto il momento di darci da fare per la nostra vera indipendenza, è giunto il momento di rifiutare con decisione questa attitudine, non solo degli Stati Uniti, a intromettersi negli affari interni del nostro Paese. Dobbiamo pretendere rispetto, almeno un minimo, per la nostra democrazia e per la nostra indipendenza.

Greg Weeks, su Two Weeks Notice: A Latin American Politics Blog, analizza un documento sulla crisi honduregna dello scorso giugno 2009, quando Manuel Zelaya [it] venne destituito dal suo incarico:

Su Wikileaks si legge un cablogramma diretto a Washington del 24 luglio 2009 dell'ambasciatore Hugo Llorens in Honduras, il quale traccia uno schema del colpo di stato che in quei giorni stava prendendo piede nel paese. Io credo che in fin dei conti sia una buona analisi in quanto considera entrambi gli schieramenti e definisce la destituzione di Zelaya un atto illegittimo e illegale.

Daniel Duquenal su Venezuela News and Views scrive

Come era facile intuire Wikileaks non sarà una buona notizia per Chavez. Finora c'è un solo cablogramma che tratta del Venezuela [en], proprio alla fine di tale cablogramma. A parlare è un assistente francese di Sarkozy il quale inizialmente dice che l'Iran è un regime fascista (ovvio!) e poi aggiunge che

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VENEZUELA
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13. (C) Levitte afferma che il  Presidente venezuelano Hugo Chavez è matto e che perfino il Brasile non riesce più a sopportarlo. E aggiunge che purtroppo Chavez è alla guida di uno dei Paesi più ricchi del continente latinoamericano ma con le sue politiche lo sta trasformando in un nuovo Zimbabwe.

Il file contiene inoltre cablogrammi che non sono stati ancora resi pubblici. Tuttavia, alcuni blogger come il colombiano Juan Manuel Caicedo hanno iniziato a fornire dati sui documenti che riguardano i loro Paesi:

Dei 2416 documenti dell’ Ambasciata USA di Bogotá, ne sono stati pubblicati 2373 (98%) tra il 2004 e il 2010. […]

I documenti trattano 272 argomenti diversi. I 10 temi più frequenti riguardano questioni interne, politica estera, terrorismo e diritti umani.

Tim Johnson su Mexico Unmasked [en] condivide informazioni simili su documenti che sono stati già diffusi e che riguardano il Messico:

I cablogrammi potrebbero rivelare molto sulla cooperazione Messico-USA riguardo la lotta al narcotraffico, le questioni migratorie e le relazioni passate e presenti con i governi del PAN (Partito di Azione Nazionale) [it]. Potrebbero esserci valutazioni espresse da funzionari che ricoprono ruoli chiave nel governo.

Secondo alcuni comunicati stampa diffusi qui nella capitale ci sono 2285 cablogrammi provenienti dall'Ambasciata, i restanti dai Consolati. […]

Il ruolo dei citizen media e l'etica di WikiLeaks

Javier Moreno su Rango Finito butta giù i suoi pensieri sulla vicenda dei file segreti riassumendoli in 10 punti. Nel suo ultimo punto parla del The New York Times e di altri quotidiani tradizionali che hanno trattato il tema affermando che:

[…] parecería que es necesario que los medios independientes y pequeños y los ciudadanos tomen en sus manos el trabajo, que nadie más hará con seriedad, de explorar y visibilizar la información realmente relevante oculta entre la montaña de cables.

[…] in questa situazione è necessario che i media piccoli e indipendenti e i cittadini si facciano carico di un lavoro, che nessuno farà con serietà, di analisi e diffusione di tutte quelle informazioni realmente rilevanti che si nascondono nella montagna di cablogrammi.

Sul blog cileno de la República, Rodrigo F. riprende il tema della necessità che i media indipendenti online analizzino il materiale disponibile su Wikileaks. Juan Carlos Lynch, un blogger argentino, mette in dubbio, invece, il modello giornalistico che guida WikiLeaks:

¿Es ético difundir esa información, que hablando en términos muy llanos, fue robada? Algunos dirán “si eso sirve para descubrir un asesinato, por supuesto que sí”. ¿Pero si no se descubre nada? ¿Si se trata de cuestiones que hacen a relaciones entre gobiernos, o a avances científicos? Es para pensarlo. Sobre todo porque Wikileaks.org afirma cumplir con las pautas éticas con que se maneja el periodismo más clásico. Yo tengo mis dudas.

Possiamo affermare che sia etico diffondere queste informazioni che, parlando francamente, sono state rubate? Alcuni diranno che “sicuramente lo è se questo serve per scoprire un assassinio”. E se in questo modo non si scopre nulla? Se si tratta di relazioni tra governi o progressi della scienza? Bisognerebbe rifletterci. In particolare proprio perché Wikileaks.org afferma di rifarsi ai principi etici del giornalismo tradizionale. Io, però, nutro i miei dubbi.

Una prospettiva regionale

Su El Quinto Poder Maria Rosa Balseca riflette su cosa hanno rivelato i documenti segreti, recentemente resi pubblici, rispetto all'America Latina intesa come regione:

En Latinoamérica el suceso Wikileaks nos enfrenta otra vez con el asunto de ser o no ser parte del mapa mundial; siempre viéndonos desde los ojos de otros, ahora queremos saber si alguna importancia tiene cada país como para ser parte del escándalo. Ser parte de un informe filtrado por Wikileaks es estar en el mundo, ¿pero de qué lado? ¿quien es considerado peligroso para el orden mundial del norte es acaso un héroe del otro orden deseable? Lo dudo. La vida política de América Latina es más compleja que nuestra relación con los poderes del norte.

In America Latina la “questione Wikileaks” ci pone ancora una volta di fronte al tema se siamo o meno parte dello scacchiere mondiale; mettendoci nei panni degli altri vorremmo sapere se qualche paese della regione è importante a tal punto da diventare parte di questo scandalo [globale]. Far parte di un cablogramma pubblicato da Wikileaks significa essere parte del mondo, ma di quale parte? Chi è considerato pericoloso per l'ordine mondiale del Nord è forse un eroe per l'altra parte? Non credo. La vita politica dell'America Latina è più complessa della nostra relazione con i poteri del Nord.

Sin embargo lo que se diga de Latinoamérica en los reportes de Wikileaks será un espejo que debemos observar detenidamente y ojalá aprender que debemos mirarnos con nuestros propios ojos.

Tuttavia, dovremmo considerare importante qualunque cosa si dica dell'America Latina su Wikileaks, sarà uno specchio da osservare molto attentamente e dovremmo capire [una volta per tutte] che dobbiamo analizzare le nostre questioni solo con i nostri occhi.

Boz, su Bloggings by Boz, nel suo post su questo tema conclude esortando i suoi lettori a prestare maggiore attenzione agli altri eventi di attualità che riguardano la regione:

Capisco e sento la necessità di nuova informazione che arriva da questi file, dato che vengono pubblicati ogni giorno (sono diventato schiavo anche di questo), ma invito i lettori a prestare maggiore attenzione alla crisi politica che è in atto ad Haiti, alla conferenza sui cambiamenti climatici di Cancun e alle altre vicende che stanno accadendo oggi in America Latina. Questi eventi stanno accadendo proprio ora e hanno un impatto diretto sulla politica e sulla vite delle persone. [Al contrario] i documenti di Wikileaks la prossima settimana saranno ancora li.

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