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Egitto: elezioni legislative turbolente, i commenti della blogosfera

Pur di vincere le ultime elezioni parlamentari, in Egitto i candidati e i loro partiti hanno usato ogni arma possibile, etica e non. Dal canto loro, i blogger egiziani hanno osservato, raccontato, e qualche volta partecipato in prima persona alla battaglia politica.

Le elezioni di domenica 28 novembre hanno visto competere per i 508 seggi del Parlamento 800 candidati del partito di governo, il Partito Nazionale Democratico [it] (NDP), 250 candidati del partito liberale Wafd e 130 dei Fratelli Musulmani [per informazioni sul risultato delle elezioni, qui trovate un primo commento, it]

I tre principali partiti

The Arabist ha parlato in un suo post [en, come tutti i link di questo articolo tranne ove diversamente segnalato] della campagna elettorale di un candidato del NPD ad Alessandria e di come, a suo dire, lo stesso abbia perseguitato il diretto avversario, candidato nelle liste dei Fratelli Musulmani.

Ho girato questo video [ar]. Il tutto è accaduto in un quartiere popolare, in occasione di un'ingente donazione a un centro sportivo da parte di un uomo d'affari. La donazione faceva parte della campagna elettorale di Mahgoub, e al suo principale oppositore, il rappresentante dei Fratelli Musulmani Sobhi Saleh, è stato impedito di partecipare alla manifestazione, mentre i suoi sostenitori sono stati arrestati e aggrediti.

Anche Zeinobia scrive di un episodio simile avvenuto in un'altra città egiziana, e pubblica alcuni video che mostrano l'accaduto.

Lo scorso 13 novembre 2010, a Sers El-Lyan (nel governatorato di Menufia [it]), le forze di sicurezza, con i loro tristemente noti metodi criminali, hanno violentemente represso una manifestazione pacifica a favore dei Fratelli Musulmani. Per tutta la campagna elettorale la città di Sers El-Lyan è stata la zona più turbolenta della Menufia, e questo perché sul territorio aveva sede il comitato elettorale dell'uomo forte dell'NDP Ahmed Ezz. Gli uomini di Ahmed Ezz, con l'aiuto delle forze dell'ordine, hanno cercato di impedire agli avversari e specialmente agli appartenenti ai Fratelli Musulmani il regolare svolgimento delle attività di campagna elettorale.

Durante le precedenti elezioni, il NDP aveva candidato 444 dei suoi membri ad altrettanti seggi del parlamento. Quelli che non erano stati scelti si erano presentati da indipendenti; in seguito, il NDP avrebbe conquistato il 38 per cento dei seggi disponibili, e quegli stessi indipendenti sarebbero confluiti nuovamente nel partito – che ottenne così la maggioranza dei seggi in parlamento. Voice of Egypt ha ricordato questi fatti ai suoi lettori, sostenendo che l'accaduto dimostra che il NDP è un partito senza ideologia e privo di una ferma linea politica. Il blog ha inoltre spiegato come il partito ha deciso di affrontare la questione per queste ultime consultazioni:

فقرر المرة دي انه ينزل أكتر من 800 مرشح علي 508 مقعد بمعني ان بعض الدوائر هيبقي فيها 2 مرشحين أو 3 أو 4 كلهم نازلين ضد بعض وكلهم ينتموا للحزب الوطني يموتوا هما بعض واللي فيهم هيتعاون مع الخوان ضد مرشح الحزب التاني وبكده يكون الحزب دخل التاريخ من اوسع ابوابه كأول حزب في العالم يدخل باكتر من مرشح علي نفس الكرسي
Questa volta il NDP ha preferito avere più di 800 candidati per i 508 seggi. Questo significa che in alcuni distretti elettorali ci saranno due, tre o anche quattro candidati dello stesso partito in competizione l'uno contro l'altro, liberi di sfidarsi come meglio credono, o anche di collaborare con i candidati dei Fratelli Musulmani contro gli avversari. In questo modo, il NDP è diventato il primo partito nella storia ad avere più candidati che competono per lo stesso seggio.

Un altro blogger, Hassan El Helaly, ha deciso di pubblicare sul suo blog alcuni manifesti elettorali [ar, en] per convincere i suoi lettori che votare per i candidati dei Fratelli Musulmani sarebbe stata una pessima scelta. I manifesti mettevano in evidenza quella che il blogger definiva la “storia nera” dei Fratelli Musulmani.

Manifesto dei Fratelli Mussulmani

Nel manifesto si vede un ex dirigente dei Fratelli Musulmani affermare la propria indifferenza verso il Paese e per coloro che lo abitano.

Un altro partito egiziano che ha concorso in queste elezioni è il Nuovo Wafd. Generalmente, i blogger egiziani guardano al Wafd con sospetto, accusandolo di essere un partito fantoccio che opera secondo le strategie occulte del NPD. Zeinobia commenta qui l'annuncio diramato dal Wafd, che affermava di volersi candidare al ruolo di “governo ombra”. La blogger definisce questa dichiarazione una “trovata mediatica.”

Solo una trovata mediatica, niente di più, niente di meno. Questa mossa politica è una farsa, come lo è il Nuovo Wafd.

Zeinobia continua commentando la campagna del partito:

A proposito, è davvero questa [ar] la campagna del Wafd!!?? Se lo è … allora io non so più cosa dire! Pura comicità!? Il cambiamento democratico paragonato a un'iniezione nel sedere!? Ma è una pubblicità del magnate farmaceutico [e segretario del Wafd] Siyad El-Badawy o cosa!?

Il monitoraggio delle elezioni
Molti commentatori, sia egiziani che esteri, hanno invocato la presenza di osservatori internazionali durante le elezioni e sono stati soprattutto funzionari degli Stati Uniti ed esponenti di organizzazioni internazionali ad affermare di aver raccolto prove tangibili di brogli verificatisi durante le votazioni per la Shura [la camera alta del parlamento egiziano] dello scorso giugno. Secondo Zeinobia, il regime egiziano si sarebbe opposto all'arrivo degli osservatori internazionali, asserendo che ciò sarebbe andato contro la sovranità del paese.

Ancora una volta l'Egitto ha ufficialmente respinto la richiesta degli Stati Uniti, che auspicavano la presenza degli osservatori, motivando il rifiuto in quest'occasione con la necessità di proteggere la nostra sovranità! I funzionari di governo, questa volta, hanno usato parole grosse: l'America non è il nostro protettore, [difendiamo] la nostra sovranità, la nostra dignità, ecc…
Non capisco: ma cosa c'entrano gli osservatori internazionali con la sovranità!?

La blogger prosegue domandandosi come mai gli stessi Stati Uniti non abbiano considerato la presenza degli osservatori internazionali durante le elezioni presidenziali [del 2008] un'offesa alla propria sovranità.

Perché gli Stati Uniti non hanno avuto nulla da obiettare sulla presenza degli osservatori internazionali nelle loro ultime elezioni presidenziali, e invece l'Egitto si oppone con tanta forza? E’ ironico poi che abbiano invitato dall'Egitto osservatori come Mohamed Mustafa Shardi… Non era questo un insulto alla sovranità americana!?

L'Alto Comitato elettorale aveva anche creato un sito ufficiale per le elezioni legislative, ma l'assenza degli osservatori internazionali ha indotto gli attivisti egiziani a costruire applicazioni basate sul sistema Ushahidi che fungessero allo stesso scopo. A questo link, Zeinobia ha raccolto tutte le applicazioni create per queste consultazioni.

Lasciamo perdere i siti ufficiali al servizio del regime, e consultiamo quelli non-ufficiali, indipendenti, che monitorano le elezioni. il nostro adorato Mustafa, esperto di informatica, ha realizzato per noi la Mappa che raccoglie [ar, en] le irregolarità segnalate da 5 siti, tra cui: U-shahid, Shahid 2010, e Abu Blash.

Altri commenti sulle elezioni

Brutti manifesti elettorali

I manifesti brutti sono una costante delle campagne di tutti i candidati

Anche altri blogger hanno commentato queste elezioni. Tarek afferma che la bassa affluenza registrata nelle elezioni egiziane dipende dal fatto che queste vengono svolte in un giorno feriale [ar], e non è stata regolamentata la possibilità per i datori di lavoro di consentire ai dipendenti di recarsi ai seggi. Abul Maaly Fayek commenta invece i manifesti elettorali: i candidati li attaccano su tutti i muri, senza mai chiedere il permesso ai propietari delle abitazioni interessate [ar]: così, il blogger ha esortato gli elettori a non votare quei candidati che affiggono senza autorizzazioni. Infine, Saeed Omar ha pubblicato un vecchio video [ar] che – secondo lui – riassume il funzionamento delle elezioni egiziane.

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