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Venezuela: la festa della ‘Divina Pastora’ vista da Internet

Il 14 gennaio la tradizione cattolica di origine spagnola celebra in Venezuela la fasta della “Divina Pastora” [es, come i link successivi, eccetto ove diversamente indicato], uno dei nomi con cui ci si riferisce a Maria, madre di Gesù [it]. Il momento più importante della festa ha luogo nella città di Barquisimeto [it], nello stato del Lara, nella zona nord ovest del Paese. In questi giorni molti blogger venezuelani hanno ricordato e condiviso le origini della tradizione e la storia che l’ha resa importante.  Allo stesso modo, ambiti come Twitter e Facebook si sono riempiti di fotografie e benedizioni per l'occasione, senza però riuscire a mettere da parte discussioni politiche che occupano quotidianamente la vita del Paese.

Ogni 14 gennaio un milione e mezzo di credenti si riuniscono per adorare la “Divina Pastora” in una delle processioni più grandi del Venezuela. Foto di Joaquín Ferrer per Demotix, ripresa con autorizzazione.

Da Wikipedia

Nello Stato del Lara viene venerata con affetto e devozione speciale, regalandole cappelli e vestiti di stoffe preziose, alcuni commissionati agli stilisti più affermati del mondo. Per questo motivo molti sostengono che non c’è donna, in Venezuela [it], che abbia un abbigliamento più lussuoso della Divina Pastora di Barquisimeto [it].

Sul blog Simplemente Venezuela si raccontano le origini di questa tradizione:

Nel 1736, il parroco di Santa Rosa incaricò un famoso scultore di realizzare una statua dell’Immacolata Concezione. Per sbaglio però, al posto dell’Immacolata, arrivò in paese l’immagine della Divina Pastora. Il parroco voleva restituirla, ma per quanto ci provò insieme ad altri parrocchiani, non riuscirono a sollevare la cassa dove era collocata la statua. Da quel momento ciò venne considerato un segno per cui la Divina Pastora voleva rimanere tra loro.

Sul blog Venezuela y su historia Profeballa racconta come la credenza di qualcosa di miracoloso riguardo la patrona della città si rafforzò quando le chiesero aiuto durante l’epidemia di colera che colpì la città nel 1856:

Lo stesso 14 gennaio, alla fine della processione, quando si stava per entrare in chiesa, il prete Macario esortò la popolazione a chiedere alla Divina Pastora di far cessare la peste (…)

Nei giorni successivi l’immagine passò da tutte le chiese della città (oggi si fa lo stesso in due mesi), e alla fine padre Macario Yépez si ammalò di colera, ma la sua morte segnò la fine dell’epidemia.

Joaquín, racconta in Venezuela de Antaño lo svolgimento della cerimonia:

Il giorno 14, alle quattro del mattino, un gruppo di trotadores (maratoneti) esce dall’Obelisco (edificio tipico della città), per assistere, alle cinque del mattino, alle messe della cerimonia religiosa. Queste terminano alle 11, per poi lasciare spazio alla maestosa processione, una delle più frequentate al mondo, verso la Cattedrale.

Foto di Joaquín Ferrer per Demotix, ripresa dietro autorizzazione.

I credenti hanno seguito e partecipato alla tradizione anche via Twitter:

@williammorles (William A. Morales):

Oggi passa la Divina Pastora da casa mia.

@AdrianitaMendez (Adriana Mendez):

Divina Pastora mi affido a te!

@yancarlopez (Yancar Lopez):

Oggi è il giorno più bello della mia vita, GRAZIE DIVINA PASTORA per il favore che mia hai concesso… (sic)

@francescaaa1995 (Francesca Ramirez):

Buon giorno! :D sono felice felice felice!!! divina pastora grazie per avermi ascoltato!

Infine, con la visita di alcuni personaggi dell’opposizione al governo, c’è stato spazio anche per il dibattito politico, trasmesso dal canale TV Globovisión. Mentre qualcuno l'ha seguito con entusiasmo, altri sembrano disapprovare l'idea:

@laurelisaferrer (Laurelisa Ferrer):

Che bella l’intervista ai politici dell’opposizione che hanno visitato la divina pastora, com’è diverso il discorso, si percepisce tanta pace!@carlaangola

@dalpac (Daniel Pabón):

+1 RT @silmaririvas : Mi da la nausea il tentativo di politicizzare la processione della Divina Pastora da parte di @buenasnoches

@WilfreddyBarco (Wilfreddy Barco):

@carlaangola La processione della DivinaPastora non è qualcosa di politico, va bene che assistano, ma la prossima volta dovrebbero porsi dei limiti.

Gran parte della cerimonia è stata rilanciata su Internet tramite foto e video che illustrano la tradizione in questi ultimi anni. La festa, che ha attirato fedeli per quasi un secolo, si diffonde ancora di più in un movimento che unisce fede e tecnologia, cercando anche di diffondere le credenze e le pratiche di un Paese multiculturale.

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