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Egitto: l'attivismo delle donne celebrato online

Il ruolo delle donne nella rivolta egiziana in corso ha catturato l'attenzione dei blogger e dei cittadini impegnati nella diffusione delle notizie sui siti di social networking. L'enorme numero di manifestanti scesi in piazza a chiedere riforme al governo ha rappresentato un punto di svolta per la partecipazione civica delle donne in un paese in cui manifestare contro le autorità è rischioso e pericoloso. Le loro azioni hanno avuto un'eco limitata nei mass media tradizionali.

Donna che protesta insieme agli uomini in Egitto

Donna guida i manifestanti tenendo in mano la bandiera egiziana in via Batal Ahmed. Foto di Nour El Refai, © copyright Demotix (27/1/2011)

Nell'articolo “Women Are A Substantial Part of Egyptian Protests” (Le donne sono una parte importente delle proteste egiziane), la blogger Jenna Krajeski scrive che l'affluenza al primo giorno di proteste (25 gennaio 2011) ha incluso una partecipazione femminile senza precedenti. Le basi popolari dell'organizzazione sembrano aver inspirato un senso di sicurezza.

Perché le donne sono molto più coinvolte in questa protesta, denominata “Il giorno della rabbia”, rispetto alle precedenti manifestazioni contro il governo egiziano? I gruppi creati su Facebook non hanno legami con nessun movimento di opposizione importante. Queste proteste sono sembrate anche più sicure. Gli organizzatori hanno raccomandato ai partecipanti di mantenerle pacifiche, cosa che martedì è diventata uno slogan in alcune parti della città. In più, i giovani istruiti dell'Egitto, ragazzi e ragazze, sono cresciuti con un governo che non è affatto cambiato nel corso della maggior parte delle loro vite e che ha tagliato fuori da ogni tipo di opportunità persino chi ha un'istruzione. E poi c'era la Tunisia. All'improvviso, non solo sembrava che valesse la pena di partecipare alle manifestazioni, ma anche che queste ultime fossero in grado di incitare a un cambiamento reale.

Il video seguente “The Bravest Girl in Egypt” (“La ragazza più coraggiosa d'Egitto”) caricato su Youtube da iyadelbaghdadi mostra una giovane donna che urla il suo dissenso nei confronti del regime di Mubarak. Le sue parole sono sottotitolate in inglese.

http://www.youtube.com/watch?v=jwIY6ivf70A

Mike Giglio, giornalista del Daily Beast[en, come tutti i link che seguono], scrive che nonostante in Egitto l'aggresione sessuale ai danni delle donne durante le manifestazioni pubbliche sia cosa comune, questa volta gli uomini si sono comportati in modo più rispettoso nei loro confronti in quelle che sono state soprannominate le Proteste della purezza – dove l'idea di un raduno intorno alla lotta unificante contro lo Stato è più importante dei conflitti di genere.

Anche Nour El Refai ripete l'idea di uomini e donne come alleati nel post “Men and Women Equal in Peaceful Protest Against Mubarak” (Uomini e donne sono uguali nella manifestazione pacifica contro Mubarak) del suo blog. La lotta unificante include anche gente appartenente a ceti sociali diversi.

Per la prima volta, gli egiziani di tutti i ceti sociali con diverse situazioni socio-economiche di fondo, si sono uniti alle proteste.

Eppure il coraggio dimostrato dalle donne nell'uscire fuori dall'ombra non ha ricevuto la giusta attenzione da parte dei mass media, secondo Megan Kearns che scrive in “Taking It to the Streets: Egyptian Women Protest the Government Alongside the Men Yet Few Images of Women” (Scendono in strada: le donne egiziane protestano contro il governo accanto agli uomini, ma poche immagini a raffigurarle):

Notte dopo notte, uomini e donne hanno sfidato il coprifuoco imposto dal governo al Cairo, riunendosi in piazza Tahir, alias piazza della Liberazione. I civili egiziani dicono che non smetteranno di protestare fin quando il presidente Mubarak non si dimetterà. E anche le donne egiziane difenderanno la giustizia. Ma quando i mass media non mostrano nessuna immagine di donne che partecipano, è come se loro non fossero radicate nelle rivoluzioni che chiamano a raccolta tutto il popolo; sono cancellate dalla storia.

La partecipazione delle donne è documentata nei siti di social networking, come la pagina Facebook Women of Egypt creata da Barcellona da Leil-Zahra Mortada. Il 31 gennaio 2011 alle ore 18, ora della East Coast negli USA, la pagina conteneva quattro album con più di 130 foto di donne di varia età, alcune indossavano il burqa, altre il velo, e altre ancora vestivano in abiti occidentali. Temi comuni sono l'espressione della rabbia e lo scontro con la polizia.

Un certo numero di queste foto sta anche facendo il giro dei siti di photo-sharing. Gli utenti di Twitpic, Kardala , Farrah3m e sGardinier hanno ripubblicato via Twitter alcune delle foto delle donne in protesta, ed anche applicazioni di photo-sharing come Plixi e Picasa sono state usate con simili scopi. Anche i blog Subterfusex e Seilo@GeekyOgre stanno diffondendo queste immagini.

Il fotografo indipendente Monasosh ha pubblicato le foto delle donne in protesta su Flickr.

Donne egiziane in protesta

Donne che protestano al Cairo

1 commento

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