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Kenya: Un hashtag per promuovere l'unità nazionale?

Lunedì 28 febbraio 2011 dovrebbe essere una data importante per i netizen del Kenya. Da un po’ di tempo, infatti, i kenyoti stanno discutendo su Twitter, su Facebook [en, come tutti gli altri link tranne ove diversamente segnalato] e persino via posta elettronica se mobilitare una protesta politica utilizzando l’hashtag di Twitter #KenyaFeb28, oppure se, sempre attraverso questa piattaforma, promuovere il senso di appartenenza alla nazione.

Nel descrivere l’invito all'unità nazionale, il blog ALkags dichiara:

Un gruppo di kenyoti composito, per interessi, affiliazione politica, appartenenza tribale o religiosa ed  estrazione sociale  ha deciso di riunirsi il 28 febbraio 2011 per intonare, a partire dalle 13.00 esatte (orario dell’Africa orientale) il canto dell’inno nazionale in tre versi.

Il 28 febbraio questi kenyoti si riuniranno e reciteranno insieme la preghiera che l’inno nazionale del Paese rappresenta per celebrare l'unità del loro popolo e sottolineare come insieme possano ottenere molto di più. Un occasione, questa, in cui i kenyoti non si ritroveranno a protestare contro qualcosa, ma a sostenere l’unità.

Ushujaa ha scritto questo testo intitolato “E’ un grande orgoglio essere kenioti”:

E’ un grande orgoglio essere kenioti.

Siamo orgogliosi del nostro magnifico Paese
Siamo orgogliosi della nostra varietà di culture e tradizioni
Siamo orgogliosi dei nostri eroi
Siamo orgogliosi dei nostri successi
Siamo orgogliosi di essere gente energica
Siamo orgogliosi dei nostri laureati
Siamo orgogliosi delle nostre tribù e tweng (accento)…

Il 28 febbraio 2011 il mondo vedrà i kenyoti UNITI; [a caratterizzare quel momento sarà il numero 1] all’una del pomeriggio, una nazione, un popolo, un inno, una preghiera per un Kenya unito. Noi siamo il Kenya!

Il brano è stato ripreso da vari blog quali StoryMoja.co.ke, MentalAcrobatics e Emanneul Ed come invito a sostenere l'unità nazionale del Kenya. Persino la Squadra nazionale di rugby del Paese appoggia la campagna e il sito http://28feb.co.ke è nato proprio per sostenere l’iniziativa.

Su YouTube è stato caricato un video in cui un coro intona un canto per sostenere la campagna KenyaFeb28 per l'unità nazionale.

C'è invece Diasporadical che irride la campagna, dichiarando che KenyaFeb28 spreca “un'occasione in cui si potrebbe fare qualcosa di più per aiutare il Paese a progredire”:

… Vedo KenyaFeb28 come un’occasione perduta. Poteva essere l'occasione per fare qualcosa di più per aiutare il Paese a progredire. Ci si riunisce per cantare l’inno nazionale per 8 o 10 minuti e poi? I sostenitori, e persino gli organizzatori di KenyaFeb28, vi risponderanno che quello che accadrà dopo dipende da voi, io però non la trovo una risposta soddisfacente. KenyaFeb28 è un’iniziativa che ha la pretesa di guidare i kenyoti chiamandoli a raccolta per quest'unico evento. Dopo aver concepito un’idea potente come quella di KenyaFeb28, si dovrebbe avere la volontà di portarla al suo logico compimento. Dovrà pur esserci un piano più ambizioso, altrimenti resterà solo il ricordo. La learship non può stabilirsi in un giorno solo.

Su Twitter, con l’hashtag #kenyaFeb28, leggiamo altre conversazioni interessanti:

AmThe Colonel scrive:

#kenya28feb è abbastanza deludente. Qualcuno deve dirmi #thenwhat [e poi che si fa?]

La sua replica è forse dovuta al fatto che gli organizzatori di KenyaFeb28, a differenza di quanto accaduto nelle proteste in Barhain, a Pearl Monument Manama o Tahrir Square [it] in Egitto, non avevano in mente una collocazione geografica per riunire fisicamente le persone favorevoli o contrarie all’iniziativa. L'appello è stato esclusivamente diretto a Internet.

Rimui dichiara:

#Reason101 per #kenya28Feb: Leggete di tutti gli imbrogli del governo e di chi ha progettato le violenze post elettorali del 2008

Le discussioni su KenyaFeb28 sono ancora in corso su Twitter e Facebook.

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