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Libia: fonti locali riescono a usare internet per le ultimissime

Sono trascorse appena 12 ore dal discorso [it] in cui il figlio del colonnello Gheddafi dava la colpa delle recenti proteste a Facebook, a mercenari stranieri, agli islamisti, ai tossicodipendenti e a un esercito che non era preparato ad avere a che fare con la popolazione civile, ma la gente non si dà per vinta e continua a protestare. Mentre i collegamenti telefonici e internet risultano instabili, in molti riescono comunque a inviare i messaggi.

Khadija Teri ha sentito colpi di arma da fuoco per tutta la notte, e scrive [en, come i link successivi]:

Quella trascorsa è stata una lunga notte insonne, passata ad ascoltare le notizie in televisione e su internet e, dal giardino, tendevamo le orecchie per sentire il rumore di sparatorie e clacson delle auto in lontananza. E poi ascoltare “quel discorso” è stato uno shock. Non riuscivamo a credere a quel che ha detto. Ho pensato, che giorno è oggi? Sicuramente non è ancora il primo aprile!

Non è ancora detta l’ultima parola…

Oh Libici, restate al sicuro… Scusate per la battuta!

Highlander, che compara la situazione libica ai fatti di Piazza Tiananmen, scrive:

(1) Siete arrivati su questo blog perché avete visto o letto le ultime notizie
(2) Quando la nave affonda, i luridi topi scappano
(3) È in momenti come questi che capisci chi sono i tuoi amici
(4) Tiananmen Redux…
(5) Continuate a seguire gli aggiornamenti qui e guardate i link nella mia barra laterale, ce ne sono ancora molti da aggiungere e c’è ancora tanto da fare
(6) Al momento sono relativamente al sicuro
(7) Per l’agenzia di informazioni che mi ha scritto – mi dispiace, non è possibile
(8) Per il mio popolo e il mio Paese, possiate stare sempre al sicuro, siamo una sola anima
(9) Fino a nuovo avviso, da Highlander per ora è tutto

L'accesso a internet rimane irregolare. Una fonte libica fidata, che preferisce rimanere anonima, ha inviato la seguente email a Global Voices:

Vorrei solo dire che abbiamo trascorso una notte infernale. Al momento internet ha ripreso a funzionare ma le linee telefoniche sono interrotte. Sono uscita a comprare un po’ di latte per i bambini oggi, e quello che si vede a Tripoli fa piangere. Devastazioni ed edifici in fiamme, colpi di armi da fuoco e proiettili vaganti, aerei ed elicotteri che non sappiamo dove stanno andando. Dopo il discorso [del figlio di Gheddafi], cresce la resistenza popolare, augurateci buona fortuna. … Ci sono sparatorie in diverse zone.

Alla domanda sulla sua sicurezza personale, la fonte aggiunge:

Non si può dire che siamo davvero al sicuro, ma questa è la vita e non lascerò il mio Paese né la mia casa. In ogni caso, viaggiare è impossibile e le banche sono chiuse. Siamo in una città fantasma.

Per una serie di immagini dalla Libia, si può seguire l'account su Flickr dell'utente a7fadhomar.

[L’immagine di mshamma utilizzata come thumbnail per questo articolo è ripresa con Licenza Creative Commons 2.0 Generic (CC by 2.0)]

Questo post è parte dello speciale di GVO sulle rivolte in Libia, in inglese e in italiano.

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