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Tunisia-Francia: lettera aperta a Facebook per garantire pieno accesso ai contenuti sulla rivolta tunisina

Testo della lettera aperta a Facebook per la richiesta di conservazione e libera consultazione dei contenuti multimediali diffusi dagli utenti su Facebook durante gli avvenimenti del Dicembre 2010-Gennaio 2011 in Tunisia

Gentile Signor Zuckerberg,

La Tunisia ha appena vissuto delle vicende dalla portata storica, per più di un motivo. Si tratta infatti della prima rivoluzione popolare nel mondo arabo, rivoluzione nella quale la sua società, Facebook, ha svolto un ruolo non trascurabile.

Essendo una delle rare tecnologie sociali di utilizzo quasi del tutto libero in Tunisia sotto la presidenza di Zine el-Abidine Ben Ali, Facebook è stato per molto tempo il solo spazio in cui la libertà d'espressione è stata possibile in un Paese in cui il web è stato fortemente controllato ed pesantemente censurato. Oggi, in seguito alla fuga dell'ex-presidente, il governo provvisorio di unione nazionale si è impegnato a garantire la libertà d'espressione dei cittadini tunisini, particolarmente su Internet.

Resta ancora da chiarire il ruolo esatto di Facebook nello sviluppo degli eventi tunisini, ma è di certo innegabile che il social network proposto dalla sua società e frequentato da 1,9 milioni di tunisini – il 54,7% dei tunisini usa Internet – ha avuto un ruolo non trascurabile nella circolazione delle informazioni riguardanti gli eventi recenti in Tunisia. Infatti, fin dal 17 Dicembre 2011 e dall'inizio del sollevamento popolare che ha portato alla caduta di Zine el-Abidine Ben Ali, Facebook ha svolto il ruolo di piattaforma centrale dove gli utenti tunisini hanno condiviso commenti e pubblicato video e foto, per dare testimonianza del carattere estremamente violento della repressione dei manifestanti ad opera delle forze dell'ordine.

Ci sembra quindi importante che queste informazioni, nel loro insieme (testimonianze scritte, video, audio), vengano archiviate così da poter essere usate come fonte di dati per chiunque desiderasse analizzare questo frangente storico.

Con la presente, Read Write Web Francophone [fr], uno dei blog tecnologici più in vista, Global Voices in francese, che pubblica dal Marzo 2007 le testimonianze dei blogger tunisini sulla censura e la repressione nel loro Paese, Reporters sans frontières [fr] e il Committee to Protect Bloggers [en], associazioni queste che hanno difeso i giornalisti e i blogger tunisini messi sotto inchiesta, arrestati o imprigionati e che hanno denunciato lo stato di censura, le chiedono di far sì che tutti i dati relativi agli avvenimenti di Dicembre 2010 e Gennaio 2011 in Tunisia vengano conservati, perché possano, in futuro, essere utili ad una Nazione tunisina in piena ricostruzione.

Le chiediamo inoltre di consentire agli storici, tunisini e non, l'accesso all'insieme delle informazioni, rese anonime, relative al suddetto periodo. Questi dati, rilasciati su Facebook, appartengono ugualmente al popolo tunisino.

La ringraziamo in anticipo per l'attenzione che vorrà porre alla nostra richiesta. Distinti saluti,

Fabrice Epelboin
Editor di ReadWriteWeb francophone

Claire Ulrich
Editor di Global Voices in francese

Jean-François Julliard
Segretario Generale, Reporters Sans Frontières

Curt Hopkins
Fondatore del Committee to Protect Bloggers

1 commento

  • […] circolati in rete sul ruolo dei social media nelle rivolte. Global Voices stesso è impegnato in una richiesta dalla Francia a Facebook perché venga garantito pieno accesso ai materiali – diventati storici – della rivolta […]

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