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Yemen: sempre più violenza, il Presidente propone un Governo di unità nazionale

Categorie: Medio Oriente & Nord Africa, Yemen, Citizen Media, Diritti umani, Economia & Business, Governance, Protesta

Dopo alcune settimane di contrapposizione tra manifestazioni di protesta e sostegno al Governo, il clima politico dello Yemen sta cominciando a trasformarsi.

Mercoledì 23 febbraio, il Presidente Ali Abdullah Saleh ha ordinato [1] [ar] alle forze di sicurezza di intervenire per calmare le violenze tra i manifestanti e dividere le due fazioni contrapposte per ridurre il rischio di scontri aperti.

L'ordine è giunto dopo che alcuni filo-governativi violenti [2] [en, come tutti i link di questo post tranne ove diversamente segnalato] avevano usato coltelli e armi da fuoco per assalire gli studenti impegnati in un sit-in di protesta presso l'Università di San'a. Il bilancio degli scontri sarebbe di almeno uno studente ucciso e più di venti feriti; a seguito di questi avvenimenti, sette parlamentari [3] si sono dimessi.

Il 23 febbraio, l'utente YouTube belaquood [4] [ar] ha caricato un video che mostra le forze di polizia intente a separare i dimostranti dei due schieramenti. Il video si intitola “Grazie ai poliziotti che sono intervenuti per isolare i violenti”.

Ora bisognerà verificare le intenzioni dei manifestanti. Giovedì 24 ci sono state [5] altre proteste a San'a, Aden e Hodeidah, la quarta città più grande del Paese. Nella città meridionale di Lawdar è esplosa [6] una bomba che avrebbe ucciso almeno una persona.

Pare che, a seguito di questi ultimi avvenimenti, altri 11 parlamentari si siano dimessi [7].

Alcune reazioni su Twitter:

@shephardm: [8] l'agenzia di stampa Reuters riferisce che l'esplosione della bomba alla manifestazione di Aden avrebbe ucciso una persona ferendone altre due. La città sarebbe la base operativa del movimento separatista del sud. #yemen. #yf.

@JNovak_Yemen: [9] L'esplosione di una bomba provoca un morto in #Yemen (ho solo tre parole: i soliti mandanti) #YF #Saleh http://bikyamasr.com/wordpress/?p=28451

Di seguito alcuni tweet che si riferiscono agli eventi di giovedì 24:

@alnitak250: [10] Oggi ci sono state altre proteste nelle principali città dello #Yemen. A San'a, gli antigovernativi si radunano all'Università, i sostenitori del regime a piazza Tharir; si teme che i due gruppi possano scontrarsi #YF

@c0ri: [11] Incredibile, lo #Yemen è giunto alla temperatura di soglia. Oggi ci sono più manifestanti di quanti ne abbia mai visti tutti insieme. Ormai siamo nelle stesse condizioni in cui versava l'Egitto due settimane fa.

@ThomasFan2010 [12] Potere al popolo!!! #Yemen!

@shephardm: [13] Prima del tramonto, l'atmosfera tra le fila degli anti-Saleh era piuttosto pacifica. Ho persino assistito a un matrimonio! Hanno montato le tende, la gente mastica il qat [14] [it] e urla “Fuori Ali!” #yemen.

Infine, pare che nella giornata di giovedì un disoccupato si sia suicidato dandosi fuoco [11].

In Yemen, i contestatori chiedono l'avvio di un processo di riforma e le dimissioni del Presidente Saleh, che secondo loro sarebbe eccessivamente tollerante nei confronti della corruzione e non starebbe facendo nulla per i livelli di povertà e violenza in aumento in tutto il Paese.

Dopo la caduta del Presidente egiziano Mubarak, Saleh è il secondo leader dell'area con forti legami con gli Stati Uniti a essere preso di mira da manifestazioni di piazza. Gli Stati Uniti sono estremamente preoccupati dato l'alto numero di esponenti di Al Qaeda che operano nello Yemen, presenza che finora ha consentito a Saleh di ricevere ingenti fondi nel quadro della lotta al terrorismo: secondo la Associated Press, [15] nel solo 2010 gli Stati Uniti gli avrebbero inviato ben 155 milioni di dollari in aiuti militari.

Oggi, venerdì 25 febbraio, pare che la situazione sia nuovamente sul punto di aggravarsi. I gruppi filo-governativi stanno organizzando una grande manifestazione nella capitale; un reporter sul campo ha riferito al Guardian che nel Paese c'è il timore diffuso che l'attuale clima incandescente possa alimentare l'ostilità [16] tra i manifestanti che sostengono Saleh e gli studenti impegnati in un sit-in nella periferia della città. Anche i sindacati hanno dichiarato [17] che non cesseranno di sfilare contro il Governo, né di rivendicare contributi per i beni di prima necessità e per il miglioramento delle precarie condizioni di sicurezza.

Il Presidente Saleh, con una mossa volta a placare le opposizioni, ha proposto [18] la formazione di un Governo di unità nazionale che prepari lo Yemen alle prossime elezioni, previste per il 2013. Saleh è al potere dal 1979, e aveva recentemente promesso che non si sarebbe ricandidato alle prossime presidenziali.

La blogger esperta di Yemen Jane Novak [19] non crede alla proposta del Presidente:

@JNovak_Yemen: [20] L'ultimo tentativo di #Ali Saleh per mantenere il potere in #Yemen: cooptare i manifestanti in un “Governo di unità nazionale!” http://yemenonline.info/news-1965.html #YF