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Angola: le manovre preventive dei militari bloccano le proteste

La situazione in Angola, una settimana dopo le proteste che avrebbero dovuto far cadere l'attuale Presidente José Eduardo dos Santos e il suo entourage, appare oggi abbastanza calma, come se nel Paese non ci fosse mai stata una chiamata alla rivolta.

Questo è il risultato della manovra preventiva del Governo, che ha messo l'esercito a disposizione dell'MPLA (Movimento Popular de Libertação de Angola, il partito al potere) nelle manifestazioni a suo favore organizzate da Cabinda a Cunene [pt, come tutti i link di questo post tranne ove diversamente segnalato].

José Eduardo dos Santos, Presidente dell'Angola.

José Eduardo dos Santos, Presidente dell'Angola. Immagine di Ricardo Stuckert/PR, Agência Brasil (con licenza Creative Commons Attribution 2.5).

Attivisti azzittiti… prima delle manifestazoni

In base alle informazioni giunte a Human Rights Watch [en], la manisfestazione del Governo in favore della pace è stata resa possibile dalle azioni intimidatorie.

Dal blog Página Um (Pagina Uno):

O partido no poder convocou uma “marcha da paz” pró-governo em Luanda e várias cidades provinciais a 5 de março. A Human Rights Watch recebeu vários relatos credíveis de que funcionários do governo e do partido no poder obrigaram professores e funcionários públicos em Luanda e várias capitais provinciais a participar. Os professores foram ameaçados com despedimentos ou cortes salariais e obrigados a pressionar os seus alunos a participarem, ameaçando-os com “problemas” caso ficassem em casa.

Residentes de Luanda contaram à Human Rights Watch que o partido no poder utilizou autocarros e comboios públicos para transportar pessoas da periferia de Luanda para a marcha de 5 de Março no centro da cidade.

Il 5 Marzo scorso, l'MPLA ha indetto una manifestazione pro-Governo e a favore della pace, a Luanda e in altre città del Paese. Notizie da fonti credibili ricevute da Human Rights Watch, riportano che funzionari governativi e dell'MPLA hanno costretto insegnanti e dipendenti pubblici, a Luanda e in altri capoluoghi di provincia, a partecipare alla manifestazione. Gli insegnanti sono stati minacciati con la perdita del posto di lavoro e il taglio degli stipendi, e costretti a loro volta a minacciare gli studenti che non avessero preso parte all'evento.

Alcuni residenti di Luanda hanno segnalato a Human Rights Watch che l'MPLA ha addirittura utilizzato i mezzi pubblici per portare le persone dalle periferie al centro della città, dove si svolgeva la manifestazione.

Come già riportato [en] da Global Voices, la mattina del 7 Marzo la polizia ha arrestato 17 persone che si erano riunitesi in Piazza 1 Maggio a Luanda. Gli attivisti, in maggioranza musicisti e poeti, sono stati tutti condotti in caserma. Stessa sorte è toccata ad alcuni giornalisti presenti. Tutti sono poi stati rilasciati il giorno stesso.

Il blog Esquerda.Net segnala questi interventi repressivi delle autorità.

Os manifestantes detidos pela polícia angolana esta madrugada, incluindo os quatro jornalistas do Novo Jornal e o rapper Luaty Beirão, conhecido por Brigadeiro Mata Frakuxz, foram libertados na manhã desta segunda-feira.

I manifestanti arrestati all'alba dalla polizia, inclusi quattro giornalisti del Novo Jornal e il cantante rap Luaty Beirão, conosciuto come Brigadeiro Mata Frakuxz, sono tutti stati rilasciati in mattinata.

Vale qui la pena ricordare che Brigadeiro Mata Frakuxz è conosciuto nel Paese per la sua aperta opposizione al Governo, avendo fatto durante un concerto, giorni prima di essere arrestato, un chiaro appello a partecipare alla manifestazione del 7 Marzo. Oltre al concerto, che può essere visto sul blog Hip Hop de Angola, Mata Frakuxz aveva già scritto una dichiarazione pro-rivolta, disponibile su Esquerda.Net. Eccone uno stralcio:

Queria apenas salientar alguns pontos que considero ser cruciais para que esta manifestação possa ser bem sucedida e gostaria de partilhá-los convosco, não sendo no entanto o meu desejo que isto seja interpretado como uma imposição ou um desejo de assumir liderança de um movimento que eu quero que continue a ser popular e sem rosto, pois ao contrário de muitos, eu não acho que o povo precise de um rosto para seguir, o povo segue-se a si próprio e a sua consciência que estamos a querer tornar colectiva.

Volevo soltanto evidenziare alcuni punti che sono cruciali per il successo della rivolta, e mi piacerebbe condividerli con voi; al contempo non voglio che questo venga interpretato come un'imposizione o si pensi che sia mio desiderio diventare il leader di un movimento che deve rimanere solo e soltanto del popolo. Diversamente da altri, non penso che il popolo debba seguire nessuno, ognuno segua se stesso e la propria coscienza, e facciamo di questo un movimento collettivo.

“L'Angola è l'Angola”

Anche il famoso scrittore José Eduardo Agualusa si unisce alle proteste per un'Angola democratica, e parla attraverso una lettera aperta diretta al Presidente del Paese José Eduardo dos Santos, reperibile sul blog Reflectindo sobre Moçambique.  Agualusa apre richiamando l'attenzione sugli eventi nel Nord Africa:

Senhor Presidente,

África vive um momento de viragem na sua História, só comparável ao levantamento que libertou o continente do domínio colonial. A revolução agora é pela liberdade e pela democracia.

Os cidadãos angolanos abaixo-assinados vêm por este meio pedir ao Senhor Presidente da República que tenha em atenção os últimos acontecimentos na Tunísia, Egipto e Líbia, reinicie de forma séria o processo de democratização, formalmente começado de maneira sinuosa em 1992, mas, definitivamente interrompido em 2010 com a aprovação da nova constituição e que ao mesmo tempo se retire da Presidência da República e da presidência do MPLA o mais depressa possível, sem prejuízo da estabilidade e continuidade das instituições. Os abaixo assinados acreditam que ainda é possível que o Senhor Presidente abandone o poder de forma digna e honrosa, preservando a integridade da nação.

Sig. Presidente,

L'Africa sta vivendo un momento cruciale della sua storia, paragonabile soltanto ai movimenti che liberarono il Continente dal dominio del colonialismo. Oggi le rivolte sono per la libertà e la democrazia.

Come cittadino, chiedo al Sig. Presidente della Repubblica di porre attenzione agli ultimi eventi in Tunisia, Egitto e Libia, e di far ripartire un serio processo di democratizzazione del Paese, formalmente iniziato con difficoltà nel 1992 e poi definitivamente interrotto nel 2010 con l'approvazione della costituzione; le chiedo inoltre di dimettersi il prima possibile dal mandato di Presidente della Repubblica e da quello di Presidente dell'MPLA, senza pregiudicare la stabilità e la continuità delle istituzioni statali. Credo fermamente che lei, Sig. Presidente, possa ancora lasciare il potere con dignità e onore, preservando l'integrità del Paese.

Cardoso Jr. (@SuperCjr) rilancia su Twitter:

Manifestantes em Angola tentaram marchar e foram presos. Angola não é Tunísia, muito menos Egipto, Angola é Angola. #TRISTE!

I protestanti in Angola hanno provato a marciare e sono stati arrestati. L'Angola non è la Tunisia, non è neanche l'Egitto. L'Angola è l'Angola. #TRISTE!

Helena Ferro de Gouveia, sul blog Domadora de Camaleões, riassume un articolo di Vasco Martins dell'IPRIS (Instituto Português de Relações Internacionais e Segurança), che afferma: “il momento dell'Angola deve ancora arrivare“. Nell'articolo le differenze tra i Paesi sono chiarissime:

Há explicações várias para a não inscrição no protesto. Os angolanos calam-se porque são frescas e escritas a sangue as memórias da guerra civil. É uma estratégia de sobrevivência, não destabilizar a vida que têm. Miserável, mas vida. Deter o olhar sobre os números também ajuda a entender o silêncio. Apenas vinte por cento dos homens e trinta e cinco por cento das mulheres sabe ler e escrever. Quantos saberão usar o twitter ou colocar status no Facebook?

Molte sono le spiegazioni del motivo per cui la gente non ha aderito alla manifestazione. Il popolo angolano non dice niente perchè i ricordi della guerra civile sono ancora freschi e scritti con il sangue. Si tratta di spirito di sopravvivenza, un comportamento teso a non destabilizzare la propria esistenza. Miserabile, ma pur sempre vita. Guardare ai numeri può aiutare a capire il perchè di questo silenzio. Solo il 20% degli uomini e il 30% delle donne sanno leggere e scrivere. Quanti di loro sapranno usare Twitter e Facebook?

Nonostante la chiamata alla rivolta non abbia avuto la risposta sperata, molti pensano che questo sia almeno servito a creare ansietà tra la gente e allo stesso tempo a misurare il livello di tensione nel Governo. Rafael Marques, giornalista e attivista contro la corruzione, testimonia:

A reacção do MPLA vale mais do que a própria convocatória, acaba por demonstrar a fraqueza do próprio regime, não havia necessidade de responder a uma convocatória anónima.

Si è dato più peso alla reazione dell'MPLA che alla chiamata alla rivolta stessa, e questo non fa altro che dimostrare la debolezza del regime, che non si sarebbe mosso se si fosse trattato solo di un semplice appello anonimo.

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