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Argentina: dopo 35 anni, viva il carnevale!

Carnaval Porteño

Immagine su Flickr, dell'amministrazione di Bueno Aires (licenza Creative Commons BY 2.0)

Mentre in altri Paesi dell’America Latina parlare del Carnevale è come parlare di politica, salsa e rumba, in Argentina è una festa legata al passato da molti anni. Nel giugno del 1976 infatti, durante la dittatura militare, la legge n° 21329 ha cancellato questa festività dal calendario. L’anno scorso però, la norma è stata modificata e quest'anno l’Argentina ha potuto celebrare il Carnevale il 7 e l’8 marzo scorsi.

Con il divieto del 1976, son andate perdute parecchie tradizioni: giorni festivi, parate di quartiere, secchiate o gavettoni d’acqua tra i passanti. Tuttavia, molte città del Paese mantennero le celebrazioni, come Gualeguaychú [es, come gli altri link tranne ove diversamente segnalato], Corrientes, Salta y Humahuaca, e altre. Buenos Aires non ha perso la tradizione e ha mantenuto “las murgas”, o quelle che sono comunemente note come “comparsas” (bande musicali) in altri Paesi. Mancava solo una data che ufficializzasse la festa.

Con il ritorno della democrazia in Argentina nel 1983, ricomparvero le famose murgas, ma i festeggiamenti continuarono a non essere ufficiali.

Nel novembre del 2010, il Presidente Cristina Fernandez de Kirchner ha modificato la legge 21329 riportando in Paese l’allegria del Carnevale, in particolare per coloro che hanno lottato per la rivendicazione della festa, come l’Associazione M.U.R.G.A.S che ha raggiunto il suo obiettivo dopo quattordici marchas:

Dopo 27 anni di democrazia e 14 marchas realizzate di anno in anno per far sì che il lunedì e il martedì di Carnevale siano di nuovo giorni festivi, abbiamo raggiunto un evento storico, senza precedenti e una gioia profonda: riavere la festività del Carnevale.

Carnaval Porteño

Foto su Flickr del Governo della città di Buenos Aires (CC BY 2.0)

Il blog La República de las palabras (La Repubblica delle parole) esprime la gioia di questo ritorno, annunciato anche da molti giornali dell’America Latina come El Comercio dell'Ecuador, Prensa Libre del Guatemala e El Deber della Bolivia.

Se si considera che sono passati 35 anni dall'eliminazione della festa, ciò significa che molte generazioni non ne conoscono il significato, né capiscono il motivo di tanta gioia e festeggiamento. O forse pensavano che per vivere il Carnevale si dovesse andare in Brasile. Nel suo blog personale, Perla A riferisce le esperienze generazionali in cui i giovani sentono parlare della festa dai racconti dei genitori o nonni:

Chi di noi ha tra i 30 ei 40 anni è cresciuto ascoltando le storie del Carnevale dei genitori. Descrivevano i costumi e l'atmosfera festosa che si respirava, non per niente una canzone recita: “viviamo per quei quattro giorni di pazzia”, riferito chiaramente a questa festività.

Questo è il motivo per cui durante il lungo weekend la gente ha colto l’occasione per viaggiare. Gli alberghi erano occuparti per l’80% da turisti nazionali che erano lì per godersi una breve vacanza. Ora si valuterà se la decisione di ristabilire questa festa sia stata positiva o meno, soprattutto perché quest’anno ci saranno le elezioni. Ma a prima vista, considerando il flusso dei turisti, non girano opinioni negative. Il carnevale dell’Argentina è di nuovo una festa ufficiale.

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