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Macedonia: la blogosfera critica aspramente la campagna anti-aborto del Governo

La campagna del Governo macedone per “spiegare le conseguenze dell'aborto”, ripresa nel corso delle vacanze invernali, ha scatenato le reazioni dei blogger e delle organizzazioni della società civile, che l'hanno interpretata come un tentativo di riportare la Macedonia ai tempi del Medioevo.

La prima blogger a reagire [en] è stata Kristina Hadzi-Vasileva, esperta in studi di genere ed etnologa:

Ho appena visto l’ultima campagna del Governo che ha usato lo slogan: “Scegli la vita”. Gli spot -ne ho visti due-sono contro l'aborto.

Alla fine del messaggio pubblicitario, appare una scritta in cui si afferma che la campagna illustra le conseguenze dell'aborto. Che orrore!

Il primo annuncio pubblicitario spiega che gli aborti possono provocare molte conseguenze impreviste, tra cui infiammazioni, infezioni, sepsi, complicazioni da anestesia (sic), ripercussioni psicologiche e così via.

Nel corso del 2010, in Macedonia, un certo numero di donne ha perso la vita durante il parto. Indovinate un po': tutte si trovavano in strutture sanitarie, e sono morte a causa delle ragioni citate sopra (ad eccezione dell'ultima, conseguenza descritta, naturalmente: quando si muore, le ripercussioni psicologiche non possono più causare alcun danno).

Mi chiedo: ma da quando il Governo ha il dovere, attraverso campagne pubbliche, di metterci in guardia sulle conseguenze che derivano dalla scelta di abortire o meno? Per quanto ne so, spetta ai medici il compito di spiegare alle donne che desiderano abortire tutti gli aspetti, positivi e negativi: si tratta di una pratica comune. Forse il Governo non dà più fiducia ai medici e vuole decretare anche le loro mansioni?

Il secondo annuncio è ancora più stupido, perché elogia lo stereotipo patriarcale.
Il fidanzato è interessato solo al calcio. La ragazza gli comunica che presto avranno un bambino e lui risponde che non hanno le possibilità economiche per tirarlo su. Ma – attenzione! – lei riesce a convincerlo ricordandogli che la notte prima sono usciti e hanno speso mille dinari (circa 16 euro).
Lei, allora, se ne esce con il classico argomento: il bambino sarà molto probabilmente un maschietto e gli assomiglierà! dopodichè, lui depone le armi.
C’è ancora qualcosa che mi rende perplessa: come fa questo annuncio a descrivere le conseguenze dell'aborto in modo così preciso? Probabilmente la discussione tra moglie e marito sui problemi economici avrà un seguito anche di fronte davanti al bambino. Lui accuserà lei di averlo costretto a un “matrimonio forzato” [it]. Il rischio è che, evitando l’aborto, si possono avere ripercussioni psicologiche.

In conclusione, pare che l'attuale Governo metta in discussione il diritto che le donne macedoni, così come tutte le donne delle altre repubbliche della ex Jugoslavia, hanno acquisito durante il socialismo, un diritto negato per anni a milioni di altre donne in tutto il mondo.

La politica demografica del Governo si riduce al quesito se avere o meno un figlio. Tutti gli altri elementi sono irrilevanti. Le condizioni in cui nascono questi bambini sono marginali, la qualità delle loro scuole e degli asili non è importante, né tanto meno se i genitori sono emotivamente e psicologicamente pronti ad allevarli. Ciò che conta è metterli al mondo, non importa cosa diventeranno. Saranno comunque i nostri.

Poco dopo, la prof.ssa Mirjana NAJCEVSKA, esperta di diritti umani, ha risposto [mk, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato]:

L’infelice campagna del Governo per disinformare e manipolare l'opinione pubblica e per limitare uno dei diritti acquisiti (quello all'aborto, il diritto di scegliere, per ottenere il quale le donne di tutto il mondo hanno dovuto lottare duramente), dovrà essere messa in discussione e contestata da ginecologi, pediatri, internisti e tutti gli altri professionisti sanitari che non hanno timore del VMRO-DPMNE (il partito di Governo).

Oltre alle “argomentazioni” fin qui enfatizzate, il Governo ha il dovere di informare anche su tutte le conseguenze di gravidanza e parto, e sulle complicazioni più frequenti.

[…]

Senza contare l’anestesia totale prevista per il parto cesareo, emorroidi, sterilità permanente, equilibrio dei canali per i disturbi ormonali persistenti, cambiamenti chimici, perdita di capelli, smagliature, cellulite, infezioni durante l'allattamento, infezioni al momento del parto (in Macedonia, nel 2010, ben 10 madri morte di parto, contro le zero decedute per aborto) …

La traduttrice e promotrice culturale Jasna Shoptrajanova-Vrteva ha dichiarato tramite Facebook (post ripubblicato con il suo consenso):

Ieri ho letto le statistiche, dal 2009 ci sono stati 24 aborti ogni 100 nascite. Chi è così stupido e ignorante da non conoscere i metodi contraccettivi? Questo dimostra che invece di stigmatizzare l'aborto o dare vita a inutili chiacchiere religiose o semi-religiose (ne ho sentite da genitori credenti, i cui figli hanno scelto religione come materia scolastica), dovremmo concentrarci sull’educazione sessuale. Non per forza sulla sessualità, basterebbe dedicarsi anche solo semplicemente all'educazione alla salute: l'importanza di una corretta alimentazione, dello sport, della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate.
L'attuale approccio mi fa pensare che l'idea sia stigmatizzare il sesso in generale, eccetto ai fini riproduttivi.

La giornalista e blogger Biserka Velkovska ha pubblicato un articolo dal titolo “Mille dinari per un bambino, sciovinismo gratuito” . Nel quotidiano Nova Makedonija vengono riportate le reazioni della blogosfera, compresa una dichiarazione da parte dell’attivista per i diritti umani Irena Cvetkovic:

Sarebbe giusto non pubblicizzare l’aborto. Tuttavia, lo scopo di questa campagna dovrebbe essere quello di ridurre il numero di gravidanze indesiderate, ma ciò può essere fatto con altri tipi di campagne, attraverso l’introduzione dell’educazione sessuale, fornendo sovvenzioni statali per i contraccettivi, eliminando lo stigma dalla contraccezione orale. Riducendo il numero di gravidanze indesiderate si ridurrebbe anche il numero degli aborti. Inoltre, questa campagna coincide con la richiesta della Chiesa ortodossa macedone, la quale preme per effettuare modifiche costituzionali sul matrimonio [come una legge per vietare i matrimoni omosessuali e autorizzare solo quelli tra uomo e donna], e tutto ciò sembra solo un'altra campagna per fuorviare l'attenzione pubblica…

Dejan Velkoski [en] ha fornito “un'analisi da esperto” sul primo spot, recensendolo dal punto di vista del tifoso della squadra di calcio dell’Arsenal [it]:

Ascoltando i suoni di sottofondo, ci si rende conto che… si tratta di una partita dell’Arsenal. Il commentatore cita Adebayor [it] che Flamini [it] -dunque la partita avrebbe dovuto svolgersi prima che quest'ultimo scegliesse l'Italia per giocare le sue ultime stagioni-, Al Habsi [it] è il portiere (questo significa che la partita si è giocata contro il Bolton). Il riferimento al pareggio (2-2) rivela che Bolton-Arsenal è stato il match più emozionante del 2008, dal momento che la partita si è decisa negli ultimi secondi dei tempi supplementari, con un risultato finale di 2-3. Pertanto, l’incredibile dramma raccontato nello spot è avvenuto sabato 29 marzo 2008, verso le 17:30.

É chiaro che il bambino è già nato, e le cose sono tre: è decisamente denutrito, o è stato adottato da altri genitori felici, oppure si trova in un orfanotrofio. Perché? Quando la ragazza ha convinto il fidanzato che le condizioni economiche erano irrilevanti, perché la sera prima avevano speso un migliaio di dinari in un bar e tale cifra potrà, in seguito, essere utilizzata per comprare i pannolini. E’ chiaro che, oltre a non avere mezzi economici, la ragazza viva in un mondo tutto suo. Dal momento che dopo essere usciti non avevano soldi per comprare i preservativi, si può dedurre che il loro intero budget mensile dedicato al divertimento sia di 1.000 dinari. Forse con quelli riusciranno anche ad acquistare pannolini, ma poi il bambino non potrà mangiare, fare i vaccini, andare da un medico, e, naturalmente, non potrà avere vestiti, accessori o giocattoli (È possibile stimare quanto tempo può sopravvivere solo con i pannolini).

[…]

Il realismo di questo spot pubblicitario è pari a zero. Non si può convincere un fan dell’Arsenal a fare niente, in così poco tempo. Un gunner [soprannome dei tifosi dell'Arsenal] può andare avanti a discutere per giorni, pur avendo palesemente torto, senza risolvere nulla. D’altra parte posso capire perché hanno scelto un tifoso dell’Arsenal. Se ne avessero scelto uno del [Tottenham], questi sarebbe scappato in tutta fretta, scardinando la porta, alle parole “avremo un bambino”.

Ho ancora un altro dubbio: perché è la ragazza a convincere il fidanzato? In quanto donna è lei ad avere il diritto di decidere se avere o meno il bambino. In un ambiente normale, il parere dell'uomo sarebbe irrilevante. Lui dovrebbe potersi esprimere su altre cose: sull'intenzione di restare con lei, di sposarla (per i motivi più sbagliati) o sul desiderio di passare al Totteham (vale a dire: scappare il più lontano possibile).

Se davvero c'è un messaggio in questo spot, è che due persone immature, che non hanno le condizioni adatte per crescere un figlio, finirebbero inevitabilmente per prendere una decisione del tutto sbagliata. Per prima cosa si chiuderebbero in casa per sempre (non avendo i 1000 denari per uscire una volta al mese) ma soprattutto rovinerebbero la vita di un bambino innocente…

L'Ong H.E.R.A. e l’Associazione macedone di ginecologi ed ostetrici hanno lanciato un appello [en] al Governo per far cessare questa campagna inopportuna e per:

• Sensibilizzare l’opinione pubblica sulla contraccezione orale,
• Migliorare le condizioni per una maternità sicura,
• Continuare a garantire il diritto costituzionale di scelta,
• Istituire ed attuare i protocolli presentati di recente per l'aborto sicuro,
• Attuare procedure per migliorare le condizioni socio-economiche dei futuri genitori,
• Introdurre l’educazione sessuale nelle scuole.

Ping.mk raccoglie ulteriori reazioni. Com'è noto, le blogger di destra non si sono espresse su questa campagna, e anche le donne che fanno parte della coalizione politica al Governo hanno evitato di parlarne pubblicamente.

Nel frattempo, però, la campagna del Governo ha sostituito i video di cui sopra con clip contenenti messaggi come: “se la madre avesse deciso di abortire il piccolo Beethoven [it], adesso non avremmo l'Inno alla gioia [en]

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