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Macedonia: un requiem per la democrazia?

Alcuni blogger macedoni hanno fatto notare che le riunioni private tra i leader dei più importanti partiti politici del Paese stanno prendendo il posto della prassi del dialogo democratico tra le istituzioni dello Stato.

Combattimento tra galli in Otavalo, Ecuador

Volan si chiede [mkd, come per gli altri link eccetto dove diversamente indicato]:

Perchè abbiamo bisogno di un modello governo democratico? Dopo la dissoluzione dello Stato monopartitico, la Macedonia [it] si è trasformata di fatto in un bi/tri-sultanato. La Costituzione e le istituzioni funzionano sulla base del volere dei due sultani. Si è scoperto che le decisioni più importanti verranno prese in seguito all'incontro del 22 marzo dei due sultani [it] dei due partiti più potenti. Fra non molto le istituzioni si limiteranno a fare il segno di vittoria e dare un avvallo generico, primo fra tutte il Parlamento, l'istituzione colpevole più di tutte di aver permesso che si scavasse la fossa della quasi democrazia macedone. Secondo la seguente citazione da Wikipedia:

Sultano (in Arabo [it]: سلطان‎ Sulṭān) è un titolo, con diversi significati storici. In origine si tratta di un sostantivo astratto [it] che in arabo significa “forza”, “autorità”, o “sovanità”, che deriva dal sostantivo verbale masdar سلطة sulṭah [en] che significa “autorità” o “potere”. In seguito è stato usato como titolo per quei governanti che rivendicavano la sovranità quasi assoluta…

Propongo di legalizzare il sistema sultanocratico cambiando la Costituzione, almeno perchè la gente lo sappia e sia conscia della realtà.

La Professoressa Mirjana Najchevska, esperta in diritti umani, lamenta l'assassinio consensuale del processo democratico:

L'incontro di ieri tra Gruevski e Crvenkovski è una specie di requiem celebrato sulla tomba della democrazia Macedone. L'incontro tra i leader dei due più importanti partiti politici, con le loro negoziazioni e affari segreti indica la graduale sottrazione di potere alle istituzioni democratiche e in particolar modo ai più alti livelli del potere legislativo, cioè al Parlamento.

La maggior parte dei cittadini non ha compreso come l'evento implichi il fatto che l'intero potere è passato dalle mani del popolo (che lo esercita attraverso i suoi rappresentanti eletti in Parlamento) a quelle dei due leader (che accumulano tutto il potere e decidono a porte chiuse) e che questo è il risultato della diffusa ignoranza rispetto al significato fondamentale della democrazia e del perchè sia stata accettata come elemento di civilizzazione contemporanea.

Il Parlamento, le istituzioni democratiche, la trasparenza e la responsabilità sono concetti elaborati proprio allo scopo di evitare che sovrani, ambiziosi e galletti da cortile cadessero nella tentazione di prendere decisioni che si ripercutono sulla vita dei cittadini senza che questi  né partecipino né influenzino o controllino tali decisioni.

Trasformare il processo decisionale in riunioni tra capi (processo in Macedonia inizialmente promosso dai leader dei partiti politici di etnia albanese e nella stragrande maggioranza appoggiato dai leader dei partiti politici di etnia macedone) rappresenta l'annuncio ufficiale che lo Stato non è più una democrazia bensi un'autocrazia, o nel peggiore dei casi, è ormai organizzato su basi tribali.

Il Parlamento è stato inventato come luogo di discussione, trattativa e accordo su temi di carattere pubblico. Questo processo avviene attraverso determinate procedure pubbliche, condotte dai rappresentati eletti dai cittadini. Il Parlamento può essere abbandonato in segno di protesta, si possono richiedere elezioni anticipate, si può mettere in questione la legittimità di alcuni rappresentanti eletti, ma non si può sostituire con un altro sistema per arrivare a decisioni ed accordi. In uno Stato democratico, se un partito politico decide di trattare deve farlo tra le mura del Parlamento, per voce dei suoi deputati e senatori, durante le sessioni parlamentari, secondo la procedura prevista.

Se no, qual è il senso delle elezioni, perchè dovremmo spendere soldi, tempo e energia, quando possiamo contare con due capi che si incontrano e decidono tra loro? Oppure, dovremmo organizzare un combattimento di galli che ci mostri chi è il più forte e chi deve decidere per la tribù ? O dovrebbero vedersela tra loro come galletti, che si spennano nel cortile, e il vincitore potrebbe salire sulla cima della discarica festeggiando la sua vittoria.

La democrazia è morta, lunga vita ai combattimenti tra galli !

(Foto: “Combattimento tra galli a Otavalo, Ecuador. Alle zampe sono stati applicate punte di metallo,” foto ripresa da Wikipedia, di Superbass, 2005 sotto licenza Creative Commons)

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