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Serbia: i cittadini si mobilitano per contraccambiare la generosità dei giapponesi

C'è un vecchio adagio in Serbia che dice: “Fai del bene e spera in bene”. In questi giorni, la saggezza della tradizione popolare è stata confermata nella pratica.

Mentre il Giappone si trova ad affrontare una tragedia senza precedenti, la popolazione serba manifesta la propria solidarietà in segno di gratitudine per le donazioni inviate dal governo giapponese fin dal 1999. I serbi non hanno dimenticato gli aiuti economici POPOS [sr, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] che hanno permesso di coprire i bisogni fondamentali e più urgenti della popolazione serba: assistenza sanitaria, istruzione primaria, protezione sociale e ambientale, riduzione della povertà e un generale benessere.

Un gruppo di cittadini serbi formatosi su Facebook ha espresso solidarietà al popolo giapponese costituendo la bandiera del Giappone con i propri corpi. Immagine del gruppo di Facebook Ljubitelji Japana - Tokyorama.

Un gruppo di cittadini serbi, incontratisi via Facebook in forma la bandiera giapponese in segno di solidarietà.

L'ultima donazione giapponese risale al marzo 2011. Nonostante la terribile situazione, il governo giapponese ha donato 125.000 dollari Usa alle cittadine di Vlasotince e Sokobanja onde dare maggior impulso ai servizi ambientali in Serbia. Questo mese, il governo giapponese ha anche sovvenzionato per 77.943 dollari l'Associazione Paraplegica di Banat, Srem e il Centro di assistenza sociale a Paracin.

Poiché l'intero ammontare dei fondi (in totale oltre 200 milioni di Euro) proviene dai contribuenti giapponesi, i cittadini serbi hanno sentito il bisogno di dimostrare la propria gratitudine agli amici dell'estremo oriente.

La città di Belgrado ha donato 25 milioni di dinari (2.5 milioni di euro), mentre tre degli operatori serbi di telefonia mobile (VIP, MTS e Telenor) hanno lanciato un servizio di donazioni tramite SMS grazie al quale i cittadini possono inviare messaggi di sostegno al popolo giapponese al costo di 50 dinari (0.5 euro).

Questa campagna di supporto è nata su Twitter, con messaggi che usavano l'hashtag #jazajapan (“Io sto con il Giappone”) e pieni d'entusiasti per il successo dell'iniziativa:

@vip_mobile:

In due giorni, i clienti Vip hanno inviato 47.000 messaggi!

@Marinela Elpida:

Vorrei adottare qualche bambino giapponese se fosse possibile :).

@MarkoBozic:

La Serbia ha così tante terme. Qualcuno in questo Paese dovrebbe offrire ai giapponesi un posto dove rifugiarsi.

@vaske:

La Serbia ha provveduto ad offrire al Giappone un gruppo di salvataggio di 25 persone, 3 tonnellate di attrezzature e due cani da ricerca.

I dipendenti delle poste della città di Cacak vorrebbero ospitare 17 bambini giapponesi a casa loro. Questi impiegati sono riconoscenti per i finanziamenti giapponesi che hanno permesso l'acquisto di strumenti e di attrezzature del valore di un milione di dollari a favore del Centro Sanitario locale . Lucani e Gornji Milanovac, dipendenti postali provenienti dalla cittadina serba di Ivanjica, desiderano seguire l'esempio dei loro colleghi di Cacak e fornire rifugio ai bambini giapponesi. Nada Markovic, rifugiata del Kosovo e madre di quattro bambini, vive a Atenica, vicino a Cacak, e ha presentato domanda per l'adozione di due bimbi provenienti dal lontano Giappone.

In una lettera all'Ambasciatore Giapponese, gli studenti di Medvedja, uno dei comuni serbi più poveri, scrivono:

Noi offriamo le nostre umili, calorose case e anime ai bambini del Giappone. Desideriamo condividere ciò che possediamo. Siamo convinti che il popolo giapponese sarà in grado di ricostruire le città e i villaggi distrutti.

Il 18 marzo, i musicisti della Filarmonica di Belgrado hanno tenuto un concerto presso l’ Università Nazionale di Kolarac dedicandolo alla popolazione giapponese perita a causa del terremoto e dello tsunami. Il concerto è iniziato con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del disastro. Nel 2005 il governo giapponese aveva sovvenzionato la Filarmonica di Belgrado.

Centinaia di persone hanno aderito alla campagna “1.000 gru di carta per il Giappone”. Costruite con la tecnica origami, queste opere verranno consegnate a Toshio Tsunozaki, ambasciatore giapponese a Belgrado, con un messaggio: i Serbi custodiscono “nel loro cuore il popolo giapponese, nei loro difficili giorni da sopravvissuti”. Le istruzioni per costruire una gru sono presenti nel video e i visitatori possono godere dell'ascolto di musica giapponese durante la composizione. Il blog serbo Tokoyorama ha pubblicato le linee guida per creare delle gru di carta con la tecnica degli origami.

Su Facebook , un gruppo di cittadini serbi ha pubblicamente espresso la propria solidarietà con il popolo giapponese costituendo la bandiera giapponese con i propri corpi. Il loro messaggio era:

Resistete, saremo al vostro fianco, tenete duro!

I blogger serbi sono rimasti scioccati dall'immagine della donna giapponese ritta in piedi davanti agli scaffali vuoti di un negozio. Questa scena ha fatto ricordare loro il trauma vissuto negli anni '90. Di seguito alcune delle reazioni degli utenti del forum Vujaklija.com.

Dumke chiede:

Com'è possibile?

Micko risponde:

Nient'altro che 5 kili di senape.

Shinnok è sarcastico:

Quella donna è lì in piedi… chiedendosi cosa compare… [come se avesse scelta].

xTx loda i giapponesi:

Per chi ha seguito la CNN,  ha visto come i giapponesi non si siano accapparrati cose dai negozi più di quanto non potessero portarne via […]. In un video girato in un negozio distrutto si vede come ognuno non si appropri di altro che di una bottiglia d'acqua a testa lasciando il denaro alla cassa. Qui, [in Serbia] avrebbero rubato persino gli scaffali dove erano riposte le bottiglie.

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