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Argentina: proteste degli indigeni Qom nel centro di Buenos Aires

Da lunedì 25 aprile, gli attivisti della comunità Qom, un gruppo indigeno della provincia di Formosa nel nord dell'Argentina, hanno organizzato un blocco stradale [en] sulla 9 de Julio, la principale arteria stradale del centro di Buenos Aires.

AGGIORNAMENTO: Sabato 31 i Qom hanno dovuto interrompere il blocco stradale in seguito all'intervento della polizia giunta sul posto con un mandato di sgombero. Hanno mantenuto invece il presidio in una piazza a pochi passi dall'incrocio.
Lunedi 2 maggio nella Casa Rosada, la sede presidenziale, si è tenuto un incontro tra il Ministro degli Interni Randazzo e il rappresentante Qom, Felix Diaz. Tra gli accordi presi risultano la creazione di un tavolo di dialogo che si riunirà a partire da lunedì 9 maggio che avrà il compito di discutere i punti presentati dalla comunità Qom.

Alcuni membri del gruppo, guidati da Felix Díaz, hanno iniziato lo sciopero della fame, dichiarando di essere stati lasciati senza altra scelta, come racconta un articolo del quotidiano Tiempo Argentino [es, come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato].

Le proteste hanno come obiettivo quello di attirare l'attenzione sulle accuse di abusi subiti dalla polizia durante lo smantellamento del blocco stradale della strada nazione n. 86, organizzato dalla comunità Qom a partire dallo scorso novembre. L'operazione della polizia si era conclusa con la morte di un poliziotto e di Roberto López, appartentente alla comunità Qom, la quale chiede che vengano individuati i responsabili.

Durante le proteste a Buenos Aires i Qom sono ricorsi a un segnale che ritrae una casa in fiamme, in riferimento alla repressione subita lo scorso novembre. Foto di Patricio Murphy, Copyright Demotix

Mariana Espinosa, sul blog Red Latina Sin Fronteras, esprime preoccupazione per la repressione di cui sono vittima gli indigeni nella regione di Formosa:

Los pueblos originarios, existen y necesitan de todos nosotros, no queremos un muerto más, un dolor más, una tristeza más, un enferma mas, queremos justicia para Roberto Lopez…

Le comunità indigene resistono e hanno bisogno di noi, non vogliamo più morti, né tristezza, né malattie, chiediamo giustizia per Roberto Lopez…

Nel loro blog, i membri della comunità Qom si dichiarono determinati a continuare le proteste:

Muy errados están los que piensan que golpeándonos, matándonos, deteniéndonos, quemando nuestras casas e inventándonos causas penales nos detendrán.

Si sbagliano di grosso quanti pensano di fermarci, colpendoci, arrestandoci, bruciando le nostre case e inventandosi reati penali.

Il conflitto affonda le sue origini in una controversia territoriale. I Qom hanno denunciato l'usurpazione da parte di Gildo Insfrán [en], governatore della regione di Formosa, di 1300 ettari di terra in cui vivono circa 180 comunità indigene.

Nel blog Un alumno Diferente, Jésus David fa un rapido riepilogo del conflitto territoriale:

El conflicto por la posesión de tierras se inició a mediados de 2010, cuando el gobernador formoseño Gildo Insfrán cedió a la Universidad Nacional de Formosa los terrenos en los que vive la comunidad Qom, que posee los títulos de propiedad otorgados por el Gobierno nacional en 1940. Tras ser desalojados, los habitantes cortaron durante poco más de tres meses el tránsito en la ruta nacional 86.

La controversia sul possesso delle terre ha avuto inizio a metà del 2010, quando il governatore di Formosa, Gildo Insfrán, ha ceduto all'Università Nazionale di Formosa le terre in cui vive la comunità Qom, che conta con gli atti di proprietà ricevuti dal governo nazionale nel 1940. Dopo essere stati cacciati, gli abitanti hanno bloccato il traffico della strada nazionale n. 86 per più di tre mesi.

Daniel Gaguine, nel suo blog El Caleidoscopio de Lucy, spiega perchè la terra è così importante per gli indigeni:

Muchas de las tierras fueron adquiridas por empresas y particulares de fuerte poderío económico, causando graves dificultades en lo que sería uno de los “pulmones” del norte del país, con lo que sería la poda de árboles y demás.

Molte terre sono state comprate da imprese e privati con un forte potere d'acquisto, causando gravi danni a quello che è considerato uno dei “polmoni” nel nord dell'Argentina a causa dell'abbattimento di alberi e di altre azioni nefaste .

[Daniel Gaguine] ha intervistato Pablo Gramajo, uno dei manifestanti sulla 9 de Julio a Buenos Aires, che sottolinea le differenze tra il punto di vista della polizia e degli indigeni:

El problema de la expulsión de la tierra no es solo en Formosa sino de todo el norte argentine… Lo que ustedes llaman “desarrollo”, nosotros le decimos “forma de vida” y el desarrollo no va con nuestra forma de vida.

La cacciata delle comunità dalle loro terre non avviene solo a Formosa ma in tutto il nord dell’ Argentina… Ciò che voi chiamate “sviluppo” noi lo definiamo “modo di vivere” e lo sviluppo non ci permette di conservare il nostro.

"Membri della comunità indigena QOM manifestano bloccando la Avenida 9 de Julio chiedendo la resistuzione delle loro terre." Foto di Patricio Murphy, Copyright Demoti

Il 30 di dicembre del 2010, gli ufficiali del governo provinciale e i Qom hanno raggiunto un accordo [en] di base su alcuni servizi di assistenza sanitaria e norme di sicurezza, aprendo la strada alla risoluzione pacifica del conflitto. I Qom sostengono però che il governo non ha rispettato le promesse, obbligandoli a intensificare nuovamente le proteste.

Il blog Lalacnaqom racconta che gli attivisti Qom hanno iniziato uno sciopero della fame e un nuovo blocco stradale:

Los manifestantes, pertenecientes en su totalidad a las comunidades Qom, iniciaron esta medida de fuerza con el propósito de acceder a un diálogo con los representantes del gobierno, a fin de hacer un seguimiento de las promesas firmadas en noviembre pasado. Dichas promesas … consisten en la construcción de viviendas para la comunidad Qom.

I manifestanti, tutti appartenenti alle comunità Qom, hanno dato inizio a queste misure [il blocco stradale e lo sciopero della fame] per poter raggiungere un accordo con i rappresentanti governativi, affinchè mantengano le promesse fatte in novembre. Quelle promesse … prevedevano la costruzione di case per la comunità Qom.

Nel loro blog, gli attivisti della comunità Qom si lamentano della scarsa attenzione ricevuta dal governo centrale:

Cuándo se va a reconocer la situación crítica en que nos ponen? Negar la realidad es la peor alternativa.

Quando riconosceranno in quale difficile situazione ci hanno messo? Negare la realtà è la scelta peggiore.

Nel blog Señales, Claudio Andrés de Luca critica il modo in cui i principali media screditano il movimento indigeno non ttrasmettendo notizie sulle loro rivendicazioni:

Los medios oficiales CN23, la Televisión Pública, TelAm y El Argentino decidieron darle aire al reclamo que llevan, desde hace más de 5 meses, hermanos de la comunidad Qom en Buenos Aires. Y lo hacen de la peor manera llaman a Formosa para que el ministro de Gobierno pida desde allá el levantamiento de la protesta y dialoguen, algo a lo que el Gobernador Gildo Insfrán siempre se negó. En ninguna de sus crónicas dan voz a los pedidos del los acampantes.

I media ufficiali tra cui CN23, la Televisione Pubblica, TelAm e El Argentino hanno deciso di trasmettere alcuni servizi sulle proteste che i fratelli della comunità Qom portano avanti da oltre 5 mesi. E lo hanno fatto nel peggiore dei modi possibili, trasmettendo da Formosa in modo che il Ministro potesse chiedere da lì la fine delle proteste e richiamare al dialogo, cosa che il governatore Gildo Insfrán ha sempre rifiutato. Non hanno dato nessuno spazio ai manifestanti.

Molte le associazioni che appoggiano la lotta dei Qom, tra cui le Madres de la Plaza de Mayo [it], Amnesty International e la Ong del Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel [it]. Il 26 di aprile, la Inter-American Commission on Human Rights (IACHR) ha espresso la sua preoccupazione riguardo la situazione dei Qom in Argentina. Il Centro de Estudios legales y sociales (CELS), che ha portato il caso davanti al IACHR, ha reagito al caso sul suo sito:

La Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) solicita al Estado argentino que “adoptar las medidas necesarias para garantizar la vida y la integridad física” de la comunidad qom (toba) “La Primavera”… el Estado argentine debe proteger a los indigenous “contra posibles amenazas, agresiones u hostigamientos por miembros de la policía, de la fuerza pública u otros agentes estatales”.

La Comisión Interamericana de Derechos Humanos ha sollecitato lo stato argentino a “adottare le misure necessarie per proteggere la vita e l'integrità fisica della comunità qom (toba) “La Primavera”… lo stato argentino dovrebbe proteggere gli indigeni contro ogni possibile minaccia, aggressione o ostilità da parte della polizia, della forza pubblica o di altri agenti dello Stato.

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