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Messico: i cittadini protestano contro corruzione e violenza di Stato

La “Protesta Nazionale per la Pace, la Giustizia e la Dignità” ha dato il via alla sua ultima fase alle prime luci di domenica 8 maggio, dall'Università Nazionale (UNAM) a Città del Messico. I media internazionali [en] riferiscono che sarebbero stati circa 80 – 90.000 i manifestanti che in diversi punti della capitale si sono uniti alla folla silenziosa.

#marchanacional sull'Eje Central, Città del Messico. Immagine di @alconsumidor

Le acque delle fontane della città sono state tinte di rosso.

Fontana ne La Alameda. Immagine di Geraldine Juárez.

Alcuni vignettisti di Bellas Artes hanno organizzato un workshop per aiutare i manifestanti a disegnare gli striscioni:

Morire Meglio (un gioco di parole legato allo slogan governativo "Vivere Meglio") Immagine di @jaimediseno

Alcuni cittadini hanno organizzato degli stand per raccogliere firme per promuovere un processo presso la Corte Penale Internazionale contro il Presidente Felipe Calderón e tutti quelli che possono essere considerati responsabili di “crimini di guerra” durante gli ultimi 4 anni di politiche anti droga. John Ackerman ha scritto su twitter [es, come gli altri link tranne ove diversamente indicato] che che durante le proteste sono state raccolte circa 1o.ooo firme.

A Bellas Artes, vicino alla piazza principale della città, in un'atmosfera amichevole e giocosa, le persone  hanno espresso il loro malcontento nei confronti della violenza generata dalla strategia di Calderón. Quasi tutti avevano con sé striscioni, fiori e bandiere.

"Loro ci mettono le armi. Il Messico ci mette i morti". Immagine di Geraldine Juárez

"Siamo quello che facciamo per cambiare quello che siamo". Immagine di Geraldine Juárez

Infine, #Marchanacional ha raggiunto il centro di Città del Messico in silenzio.

Javier Sicilia nel centro di Città del Messico con #marchanacional Immagine di Geraldine Juárez

La folla ha gridato “Basta sangue, ne abbiamo abbastanza, non un morto di più!” (¡No más sangre, estamos hasta la madre, ni un muerto más!) attraverso la Avenida Cinco de Mayo:

La piazza principale, El Zócalo, era già affollata prima che i manifestanti vi arrivassero. Alcuni genitori che hanno perso i loro figli stavano parlando quando i manifestanti sono entrati in piazza. Il padre di Adriana Morlett era lì di nuovo a denunciare il Governo per corruzione. Una madre che aveva perso suo figlio – un artista di graffiti – ha richiesto spazi pubblici per gli artisti di strada e un padre ha condiviso la storia dell’uccisione dei suoi due figli: un architetto e un graphic designer. Un rappresentante della polizia locale di Guerrero ha parlato del lavoro svolto dalla stazione, e di come grazie all’iniziativa dei cittadini esso abbia trasformato l'intera comunità in una delle aree più sicure dello Stato.

Patricia Duarte (@madreABC), che dirige il movimento Cinco de Junio, ha letto la proposta di Accordo Nazionale. Ha anche annunciato il processo popolare per il caso dell’asilo ABC [it] dove un incendio ha ucciso 40 bambini. I genitori delle vittime stanno ancora aspettando giustizia.

Patricia Duarte del Movimiento Cinco De Junio. Immagine di @alconsumidor

L’Accordo Nazionale, che sarà firmato a Ciudad Juárez il 10 giugno, è composto da 6 punti descritti in maniera dettagliata nel documento completo:

1. Exigimos verdad y justicia.
2. Exigimos poner fin a la estrategia de guerra y asumir un enfoque de seguridad ciudadana.
3. Exigimos combatir la corrupción y la impunidad.
4. Exigimos combatir la raíz económica y las ganancias del crimen.
5. Exigimos la atención de emergencia a la juventud y acciones efectivas de recuperación del tejido social.
6. Exigimos democracia participativa, mejor democracia representativa y democratización en los medios de comunicación.

1. Pretendiamo verità e giustizia.
2. Pretendiamo che si ponga fine alla strategia di guerra e che sia presa in considerazione la sicurezza dei cittadini.
3. Pretendiamo una lotta contro la corruzione e l’impunità.
4. Pretendiamo una lotta alle cause economiche del crimine e ai suoi profitti.
5. Pretendiamo un’attenzione d’emergenza ai giovani e azioni effettive per ricostruire il tessuto sociale.
6. Pretendiamo una democrazia partecipativa, una migliore democrazia rappresentativa e una democratizzazione dei mass media.

Javier Sicilia ha preso il microfono, ha ringraziato i partecipanti e ha detto che il Messico dovrebbe essere un posto pieno di persone “nel posto giusto al momento giusto”. Ha poi richiesto le dimissioni del Segretario alla Sicurezza Pubblica, Genaro García Luna, come segnale dell'interesse del Presidente alle richieste del popolo: “Vogliamo un messaggio dal Presidente, annunci questi dimissioni e sapremo che ci sta ascoltando”.

In seguito ha letto alcuni brani da Heidegger, e ha poi proseguito il suo discorso:

Siamo arrivati in silenzio perchè il nostro dolore è così grande e profondo e l’orrore che ne deriva è di una tale immensità che non ci sono parole per esprimerlo. Con questo silenzio, diciamo alle autorità responsabili della sicurezza di questo Paese che non vogliamo un morto di più a casua di questa confusione crescente che cerca solo di soffocarci, come ha soffocato il respiro e la vita di mio figlio, Juan Francisco, e di Luis Antonio, Julius Cesar, Gabo, María del Socorro, il Comandante Jaime e molte altre migliaia di uomini, donne, bambini e anziani uccisi con il disdegno e la viltà di strumenti che non sono e non saranno mai nostri.

Per dirci e per dire loro che crediamo che la nazione possa ancora rinascere ed emergere dalle sue rovine, per direi ai signori della morte che noi restiamo in piedi.

Sicilia ha anche ricordato che alcuni governatori sono stati denunciati pubblicamente come complici del crimine organizzato e che questi sono ancora nell’amministrazione e nei loro partiti politici che li proteggono. Ha denunciato la partitocrazia e la sua complicità con le mafie, che obbliga gli elettori a scegliere se votare un cartello o un “potere de facto”. Sicilia ha anche ricordato ai presenti che i legislatori hanno cercato di far passare “sottobanco” la Legge Nazionale sulla Sicurezza [it] e ha detto che è assurdo che la sicurezza nazionale venga ridotta a una questione prettamente militare.

ThinkMexican [en] ha creato un post su Storify per descrivere lo sviluppo di #marchanacional in molte città del Messico,  Vivir Mexico ha messo insieme un’impressionante collezione di foto del giorno; anche Demotix ha pubblicato un reportage fotografico sull’8 maggio.

Leo Gzz (@Sicapeas) ha caricato una delle migliori cronache visuali dell’8 maggio, che include testimonianze di genitori e parenti delle giovani vittime della Guerra alla Droga.

Molte città in Messico e nel mondo si sono unite in solidarietà alla Marcha Nacional. Una galleria delle proteste in Tamaulipas – uno Stato dove recentemente sono state scoperte delle tombe clandestine con all’interno 188 corpi [en] – è reperibile sul sito di ContingenteMX.

In Germania, alcuni manifestanti a Francoforte e a Berlino hanno domandato l’immediata demilitarizzazione del Messico.

A Parigi, alcuni manifestanti hanno partecipato all’azione “Busta Vuota” sugli Champs Élysées e hanno marciato fino ad un ufficio postale per spedire 100 buste indirizzate a persone assassinate all’uffico di Calderón a Città del Messico. Emmanuel Delaloy ha pubblicato un reportage fotografico dell’evento.

Marcha Nacional a Parigi. Immagine di Emmanuel Delaloy

Eduardo Molina (@molintosh) ha diffuso su twittater una foto dei manifestanti a Londra che protestavano di fronte all’ambasciata messicana. Anche New York e Barcellona si sono unite alla protesta:

"Emergenza Nazionale: Non un morto di più" a Barcellona. Immagine via @mimooso

"Basta sangue" a New York. Immagine di @marthacristiana

I grandi giornali internazionali come il New York Times, il Los Angeles Times, The Washington Post e The Guardian hanno parlato della la marcia nazionale. Al Jazeera ha preparato questo report sulla #marchanacional:

Alcune ore dopo la protesta, il Governo federale ha pubblicato un comunicato stampa in cui si esprimeva rispetto per la protesta e ribadiva che la violenza non è generata dalla polizia e dall’esercito.

Ad ogni modo, lunedì 9 maggio, il portavoce della sicurezza nazionale, Alejandro Poiré, ha difeso [en] il Segretario alla Pubblica Sicurezza Genaro García Luna in opposizione alle domande di Javier Sicilia. il Presidente Felipe Calderón si è offerto di dialogare [en] con i principali organizzatori della #marchanacional:

Possiamo essere d’accordo o meno […] Sicuramente questo non esclude la possibilità e la responsabilità a dialogare, ad ascoltarsi e a comprendersi reciprocamente.

Questo post fa parte del nostro reportage speciale sulla Guerra alla droga in Messico [en].

Thumbnail di Vivir México.

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