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Australia: attivismo in piazza e dibattito online per le ‘SlutWalks’

Sull'onda delle proteste di Toronto, gli australiani hanno dato inizio a una serie di Slutwalk [en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] (Marce delle sgualdrine) e sabato 28 maggio scorso hanno organizzato la prima manifestazione a Melbourne. Lo slogan: Fate sapere che chi subisce violenze sessuali non è mai colpevole.

Manifesto della 'Slutwalk' di Melbourne

Immagine riprodotta su gentile concessione di Slutwalk Melbourne

Su YouTube IndolentDandy ha caricato un filmato della manifestazione:

L'iniziativa ha riscosso molto successo, ma alcuni blogger hanno espresso delle riserve sulla parola ‘sgualdrina’ e sulla scelta di alcune manifestanti di vestirsi ‘da sgualdrine’.

Leslie Cannold, una delle partecipanti all'evento, ha chiaramente esposto sul proprio blog le ragioni del suo sostegno alla causa:

Quello che facciamo oggi è RIAPPROPRIARCI del termine sgualdrina. RIVENDICANDO questa parola la SPOGLIAMO DEL SUO POTERE. I gay hanno rivendicato il termine finocchio e buon per loro. Oggi le donne e gli uomini di Melbourne rivendicano la parola SGUALDRINA.

Melinda Tankard Reist, autrice del libro Getting Real: Challenging the Sexualisation of Girls, la pensa diversamente e scrive su The Punch:

L'utilizzo del termine sgualdrina come parola d'ordine di questo nuovo movimento mette le donne in una posizione pericolosa, in quanto autorizza ancora di più gli uomini a considerarle tali, e non già vittime di violenze e di terribili discriminazioni sociali.

Jimbo, che cura il blog In My Father’s Footsteps, dopo un incontro casuale con i manifestanti, pubblica alcune riflessioni in merito,chiedendosi se non si tratti di ‘follia femminista':

Il punto è che se da un lato sostengo appieno che le donne (e il loro modo di vestirsi) non dovrebbero essere incolpate dei crimini sessuali commessi dagli uomini (o da altre donne!), dall'altro preferirei avessero scelto un slogan migliore.

In un certo senso, il fatto di chiamarsi ‘sgualdrine’ e di ‘rivendicare l'uso del termine’ per protesta non mi convince più di tanto.

Karen Pickering, una delle organizzatrici dello SlutWalk di Melbourne, spiega il perché del suo impegno su Crikey:

Tuttavia, pur tra le molte critiche, notevole anche un certo tipo di sostegno intuitivo e organico. Abbiamo accolto nella comunità di SlutWalk persone provenienti da diversi gruppi sociali: ci sono nonne che sfilano con tutta la famiglia, donne col velo, giovani, vecchi, gay, etero, trans, bisex, neri, bianchi, maschi, femmine, sgualdrine e loro alleati, per una volta tutti insieme contro la colpevolizzazione delle vittime.

E se la cosa non vi piace, non venite.

Melissa di Brisbane, con una risposta molto articolata, si dice preoccupata per l'uso della parola ‘sgualdrina':

Non sono sicura che ci si possa (o ci si debba) riappropriare della parola ‘sgualdrina’. Credo che alcuni termini peggiorativi dovrebbero semplicemente essere aboliti e non accettati, né cambiati, ma banditi per sempre.

Le sue preoccupazioni, però, vanno ben oltre la terminologia:

Sfilate per il vostro diritto alla tutela contro le violenze sessuali. Scrivete sui blog della derisione cui sono fatte oggetto le vittime di stupri, diffusa tra chi ridacchia e bisbiglia che ‘se la sono cercata’ o che ‘non avrebbero dovuto vestirsi da sgualdrine’.

Aprite gli occhi per favore. Guardate il mondo che vi circonda e rendetevi conto di quanto sia orribile essere donna in Africa, in Medio Oriente o nel subcontinente indiano.

Non sfilate per me. Non mettetevi in costume trasformando la questione in una presa in giro e non dichiarate che si tratta di una marcia per i diritti umani se non riuscite a scorgere il quadro d'insieme.

Sfilate per loro.

Anche Michelle è di Brisbane e ha partecipato alla manifestazione. Sul suo blog The Red Pill Survival Guide si trovano video e foto, tra cui queste due immagini:

Immagine tratta dal blog The Red Pill Survival Guide

Immagine tratta dal blog The Red Pill Survival Guide

Immagine tratta dal blog The Red Pill Survival Guide

Immagine tratta dal blog The Red Pill Survival Guide

In un post concitato spiega così il suo punto di vista:

Sfiliamo perché malgrado gli sforzi di alcuni il messaggio non arriva alla gente.

Forse alcuni di voi saranno sorpresi di scoprire che queste manifestazioni non sono piene di donne vestite in maniera osé. Sicuramente qualcuna lo farà e non ci vedo nulla di male, ma non si tratta di un requisito fondamentale.

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