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Bangladesh: la macabra vicenda di Rumana riapre il dibattito sulla violenza domestica

Rumana Manzur, assistente universitaria di Relazioni Internazionali all'Università di Dhaka, è rimasta vittima di un orrendo caso di violenza domestica [en, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato] quando, il 5 giugno 2011, è stata brutalmente aggredita dal marito Hassan Syed, il quale in un accesso di collera l'avrebbe picchiata senza pietà, staccandole parte del naso con un morso cercando poi di cavarle gli occhi. Pare che la figlioletta della coppia, che ha 5 anni, si trovasse nella stessa stanza, e abbia assistito con i suoi stessi occhi a questa scena disumana.

Rumana, proveniente dal Bangladesh, vincitrice di una borsa di studio Fulbright, stava conseguendo un Master presso l'Università della Columbia Britannica (UBC), a Vancouver. L'episodio si è verificato mentre la donna era in visita alla famiglia, in Bangladesh, per la pausa estiva; Hassan, dopo quanto avvenuto, si è dato alla fuga, rimanendo nascosto in casa di parenti fino a quando la polizia, il 15 giugno, non lo ha prelevato. [L'arresto è avvenuto diverse ore dopo che la Corte Suprema ha prestato motu proprio attenzione al caso, basandosi sui resoconti dei media e chiedendo alla polizia di presentarsi davanti alla Corte per spiegare il ritardo con cui si è giunti al fermo dell'uomo].

Immagine dell'utente Flickr user Heraldpost (CC BY-NC).

Immagine dell'utente Flickr Heraldpost (CC BY-NC).

Poco dopo l'arresto, Hassan ha concesso ai giornalisti un'intervista in cui incolpava Rumana di aver avuto, durante il suo soggiorno a Vancouver, una relazione extra-coniugale con un iraniano. Dai rapporti risulta la descrizione fatta dal marito del litigio avuto con la moglie  alla scoperta, da parte di quest'ultima, che il marito aveva cancellato l'amicizia facebook con questa persona dal profilo della donna mentre questa era in bagno; Hassan ha negato di averla aggredita, limitandosi a dire che forse la moglie potrebbe essersi ferita durante la colluttazione.

Ora Rumana rischia di perdere la vista da entrambi gli occhi; dopo essere volata in India per sottoporsi alle cure necessarie, è dovuta tornare, con grande disappunto, nella propria casa di Dhaka, dopo che i medici del posto hanno informato la sua famiglia della gravità delle lesioni agli occhi, e delle poche speranze da loro nutrite di restituirle la vista. Attualmente Hassan si trova in custodia cautelare, dove la polizia lo sta interrogando sul caso.

La storia di Rumana ha scioccato la società bengalese, suscitando clamore anche all'estero; i suoi studenti e colleghi, sia all'Università di Dhaka che all'UBC, si sono fatti avanti per sostenerla, e hanno condannato con fermezza il brutale gesto. Le famiglie bengalesi di Vancouver e l'UBC hanno anche inviato una lettera aperta esprimendo i loro sentimenti sull'accaduto.

Si è molto discusso e dibattuto, sia in rete che fuori. Gli amici e sostenitori di Rumana hanno fondato, su Facebook, gruppi come Giustizia per Rumana, in cui si invoca una punizione esemplare per il marito; anche i blogger hanno prestato la loro voce per chiedere giustizia, esprimendo rabbia, sdegno e incredulità.

Taef Ahmad scrive su Choturmatrik [bn]:

দশটা বছর সংসার করে, নিজের সন্তানের মমতাময়ী মা’কে সন্তানের সামনেই মেরে অন্ধ করে- চেহারা বিকৃত করে দেবার জন্য কতদুর নির্মম-পাষন্ড হতে হয়? জঙ্গলের নখ-দন্তবিশিষ্ট হিংস্র পশুও বোধহয় আরেকটু বেশি মানবিক!

Quanto crudeli e disumani bisogna essere per picchiare, accecare e sfigurare una madre davanti agli occhi della propria figlia, dopo aver vissuto con quella stessa donna per dieci anni e aver creato con lei una famiglia? Forse persino gli animali selvaggi che vivono nella giungla sono più umani.

Manobi scrive [bn] sul blog Somewherein [bn]:

পাশবিক নির্যাতনের শিকার এই মায়ের অপরাধ তিনি তাঁর পেশার সর্বোচ্চ ডিগ্রী অর্জন করতে চেয়েছিলেন এবং তার যোগ্যতা অর্জন করেছিলেন।

La colpa di questa madre, vittima di quest'aggressione disumana, è stata di quella di aver voluto raggiungere il livello più alto nel suo ramo di attività, e di essersi guadagnata la possibilità di farlo.

Su Sachalayatan [bn], il blogger S.M. Mahbub Murshed ha espresso rabbia nei confronti del marito, paragonandolo a un animale feroce. Lo stesso Mahbub avverte [bn] che i media tradizionali potrebbe presto dimenticare questa storia, ma rimane ai blogger la responsabilità di tenerla sotto i riflettori fino a quando il colpevole non verrà adeguatamente punito; oltre a questo, esorta le donne a riconoscere i primi segni di violenza nella relazione, e a prendere i provvedimenti opportuni prima che la situazione sfugga di mano.

Evento su Facebook – Protesta di massa contro le torture subite da Rumana Manzur

In rete è sorta una petizione per chiedere che sia fatta rapidamente giustizia per Rumana.

Oltre a tutte queste manifestazioni di sdegno, c'è una piccola parte di netizen che ha incolpato Rumana della sua attuale condizione; tra di loro, alcuni hanno addirittura espresso solidarietà per Hassan, in particolar modo dopo le sue iniziali affermazioni sulla presunta “infedeltà” della moglie.

Le argomentazioni avanzate da questi simpatizzanti ruotano principalmente intorno al presupposto per cui Rumana “deve pur aver dato al marito un motivo valido per scatenare una simile rabbia incontrollabile”; altri hanno biasimato Rumana per non aver preso prima le distanze da quel matrimonio; altri blogger, invece, hanno denunciato queste affermazioni con parole severe.

Il blogger Zakaria Swapan commenta[bn]:

প্রথমেই কেউ কেউ রিএ্যাকশন দেখালেন এভাবে – ডাল মে ক্যুছ কালা হ্যায়। যার অর্থ হলো, নিশ্চই মেয়েটি এমন কিছু করেছে, যে কারণে স্বামীটি এমন খর্গ হস্তে আভির্ভূত হয়েছেন। তাদের জন্য উত্তর হলো – আপনি একজন মানসিক রোগী। সেজন্য আপনার মাথায় প্রথমেই এমন একটি চিন্তা এসেছেআরেক দল আছেন যারা মনে করছেন, মেয়েটি কেন এতোদিন এমন একটি ছেলেটির সাথে ছিল। তাই মেয়েটিরই দোষ। এখন ভোগ করো শাস্তি। আমরা বাংলাদেশে মেয়েদেরকে যেভাবে বড় করি, যেভাবে গড়ে তুলি, তাতে কয়টা মেয়ের পক্ষে সম্ভব সংসার ছেড়ে চলে যাওয়া?

Dapprima alcuni hanno reagito dicendo che sicuramente c'era qualcosa di più, e che di certo la donna doveva aver fatto qualcosa per far infuriare a tal punto il marito. La mia risposta per queste persone è questa: voi siete malati di mente, per questo vi balzano in testa pensieri del genere. Un altro gruppo afferma che Rumana “ha avuto quello che si meritava”, per essere stata con un uomo del genere per tutti questi anni. Se questo è il modo in cui in Bangladesh vengono educate le nostre ragazze, quante di quelle donne saranno poi in grado di trovare il coraggio per uscire da un matrimonio simile?

Altri netizen stanno discutendo non solo di questo caso specifico, ma anche della più ampia questione che coinvolge le relazioni coniugali, la violenza domestica la cultura del silenzio che la circonda.

Asif Saleh, attraverso il Drishtipat Writers’ Collective, parla di questa cultura del silenzio in un post dal titolo del tutto appropriato, “Di chi è la faccia che stiamo salvando?”. Asif scrive:

Forse questo è stato un caso estremo, e la ‘shobhbhyo shomaj’ (società civilizzata), come l'ha definita un giornale, è rimasta scioccata dall'assoluta brutalità del crimine; ma quella stessa ‘shobhbhyo shomaj’ spingerebbe puntualmente la donna al ‘compromesso’ (maniye cholo) in altri casi meno brutali (“potrebbe esserci di peggio”) di questo.

Rubana Huq, su Priyo.com, mette in evidenza l'ironia insita nel fatto che, pur avendo un numero impressionante di leader femminili, l'Asia meridionale continua a ottenere risultati deludenti per quanto riguarda i diritti delle donne; secondo lei, “le donne rappresentano una delle merci più accessibili nel mercato della violenza”.

Il blogger Upopadya, tuttavia, crede che [bn] un caso di crimine legato al genere non debba essere strumentalizzato al punto di accusare tutti gli uomini, mettendo così i generi sul piede di guerra:

নারী-পুরুষকে পরস্পরের বিপরীত অবস্থানে আনা বা মুখোমুখী দাঁড় করানো উচিত হবেনা। আমাদের বুঝতে হবে সমাজটা নারীর একার না, সমাজটা পুরুষের একার না, সমাজটা নারী-পুরুষ সকলের

Non credo che uomini e donne dovrebbero essere scagliati gli uni contro gli altri [attraverso generalizzazioni, facendo di tutta l'erba un fascio]; dobbiamo capire che la società non appartiene solo alle donne o solo agli uomini, ma a entrambi.

Oggi Rumana attende che un miracolo le restituisca la vista, e le permetta di vedere il viso di sua figlia ancora una volta; il suo desiderio è che il marito sia assicurato alla giustizia. Hassan è ancora in custodia alla polizia, mentre la discussione sulla violenza domestica continua con immutata forza.

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