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Brasile: manifestazioni “per la Libertà” in 40 città del Paese

Sabato 18 di giugno nelle strade di 40 città brasiliane si è svolta la Marcha da Liberdade. Una quantità enorme di collettivi, gruppi, movimenti, associazioni e cittadini indignati hanno dato voce alla protesta. Il detonatore di questa manifestazione spontanea è stato il violento intervento della polizia militare in occasione della Marcha da Maconha [en], svoltasi a San Paolo il 22 di maggio. [Qui un video-testimonianza su YouTube:Trip TV fez da Marcha da Maconha em São Paulo].

La violenza è stata tale da provocare la reazione di migliaia di giovani che hanno organizzato, per lo più tramite attraverso i social network, la prima Marcha da Liberdade, a San Paolo per il fine settimana successivo.

1ª Marcha da Liberdade a San Paolo. Foto di Marcel Bertoldi/Fora do Eixo, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons

1ª Marcha da Liberdade a San Paolo. Foto di Marcel Bertoldi/Fora do Eixo, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons

La convocazione [pt, come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato] invitava tutti a una Marcia che rivendicasse il diritto a manifestare:

Quando a tropa de choque bateu nos escudos e, em coro, gritou CHOQUE! a Marcha pela Liberdade de Expressão do último sábado se tornou muito maior. Não em número de pessoas, mas em importância, em significado.

Foram liminares, tiros, estilhaços, cacetadas, gases e prisões sem sentido. Um ataque direto, cru, registrado por centenas de câmeras, corpos e corações. Muita gente acha que maconheiros foram reprimidos.

Engano…
Naquele 21 de maio, houve uma única vítima: a liberdade de todos.

Quando gli agenti anti sommossa hanno fatto risuonare i loro scudi e in coro hanno gridato AVANTI ! la Marcha pela Liberdade de Expressão di sabato [18 di giugno] è diventata ancora più grande. Non in termini di dimensione ma in importanza, nel significato che stava acquisendo.

Ci sono state intimazioni, spari, lanci di pietre, bastonate, gas e arresti insensati. Un attacco premeditato e senza scrupoli, testimoniato da centinaia di macchine fotografiche, corpi e cuori. Molta gente pensa che siano stati repressi coloro che sono a favore della legalizzazione della marijuana. È falso…il 21 di maggio l'unica vittima è stata la libertà degli individui.

Spontaneo e politicizzato allo stesso tempo, il movimento si è caratterizzato per la mancanza di gerarchia, leader, partiti o idee che si sovrappongano alla volontà collettiva. Grazie a questo aspetto, l'indignazione si è diffusa a macchia d'olio, con manifestazioni in 40 città brasiliane.

MAPA - Marcha da Liberdade

Il 18 di giugno in 40 città brasiliane si è svolta la Marcha pela Liberdade

La corte di giustizia brasiliana ha deciso di intervenire e il 15 di giugno il Supremo Tribunal Federal ha sancito il diritto alle manifestazioni in favore della legalizzazione della marijuana. La sentenza è stata la garanzia che i manifestanti potessero marciare senza rischiare bastonate, gas irritanti o esplosivi. Júlio Delmato, membro del Coletivo DAR (Desentorpecendo a Razão) definisce la seconda Marcha da Liberdade di San Paolo come una vittoria contro la repressione:

Marcha da Liberdade a Curitiba. Foto di André Rodrigues, disponibile sul blog Tudo de Fotografia.

Este sábado marcou não só o dia nacional de marchas pela liberdade como também a primeira vez em que pudemos sair às ruas em São Paulo e falar sobre políticas de drogas sem mordaça.

Questo sabato oltre a essere la giornata nazionale delle manifestazioni per la libertà è stato anche il primo giorno in cui siamo potuti uscire per le strade di San Paolo e discutere di politiche sulle droghe senza nessun tipo di censura.

In ogni città al tema della libertà d'espressione si sono sommate tematiche locali. La legalizzazione della marijuana è stata una tra le molte rivendicazioni. Gli attivisti hanno marciato contro la diga di Belo Monte, contro il Codice forestale approvato da poco, a favore della democratizzazione della comunicazione, per esigere il miglioramento del trasporto pubblico, per la parità di genere, contro l'uso indiscriminato degli agrotossici, contro l'omofobia e per altre cause.

Nemmeno i media più conservatori hanno potuto trascurare la notizia della Marcha da Liberdade ma è stata la copertura nei media alternativi a rivelarsi fondamentale. Il Circuito Fora do Eixo, una rete integrata di centri culturali che conta con 72 istituzioni sparse per il Brasile, ha trasmesso in varie città le Marce dal vivo.

Anche il quotidiano Brasil de Fato, fondato in occasione del Forum Sociale Mondiale e che riporta solo notizie che riguardano i movimenti sociali, ha dato la notizia:

[A marcha em Curitiba] está sendo organizada por grupos de artistas independentes, partidos políticos, feministas e grupos de LGBT, anti-racistas, ambientalistas, do movimento estudantil e de comunicação. “De forma geral, podemos observar o protagonismo da juventude tanto na organização da marcha quanto nos movimentos que a compõe”, destaca.

[La marcia a Curitiba] è stata organizzata da gruppi di artisti indipendenti, partiti politici, femministe e gruppi di LGBT, anti razzisti, ambientalisti, movimenti studenteschi e di media indipendenti. Salta agli occhi il protagonismo dei giovani sia nell'organizzazione della marcia che nei movimenti che la compongono.

Il giornalista Xico Sá ha pubblicato nel suo blog 22 ragioni per cui prendere parte alla Marcha da Liberdade. Eccone un estratto:

I)Temos que retomar o prazer pelas ruas, seja em um passeio, seja em um ensaio de revolta. A velha lição do flâneur, do que vaga ou do que atira pedras.

VII) O protesto pode sim virar uma festa. Quando isso acontece é ainda mais perigoso para o Establishment entediado e careta.

IX) É livre a participação de todos as legendas, mas que levemos de partidos para a avenida apenas os nossos pobres e resistentes corações.

XI) É numa passeata que você pode encontrar de verdade o amor da sua vida. Aquele amor acima de qualquer suspeita ideológica.

XIII) Sim, protestamos mas não somos chatos, tiramos la buena onda, preste atenção como agora somos ainda mais anarquistas.

XIV) O blasé datou, é hora de escancarar a bocarra e mostrar que tem peito e uma alma capaz de escândalos.

XVII) Como a liberdade é um mote muito amplo, aproveite para protestar contra tudo e contra todos.

XVIII) Se der vontade, tire a roupa.

XXI) Triste da geração que passa pela vida sem fazer um barulho ou uma confusão bem grande na existência.

XXII) Protestar é sexy, é Eros derrotando a morte de quem aceita o pijama como um precoce paletó de madeira.

I) Dobbiamo tornare ad amare le strade, sia per farci una semplice passeggiata sia usandole per le prove tecniche di una rivolta, ispirandoci alla vecchia lezione del flâneur [it], sia di quello scanzonato che di quello che lancia pietre.

VII) La protesta si può trasformare in una festa. Quando questo succede il pericolo per l'establishment, annoiato e conservatore, è ancora più grande.

IX) La marcia è aperta a gente di tutti i partiti ma sulle strade possiamo portare solo i nostri poveri cuori resistenti.

XI) È in occasione di una marcia che si può incontrare la propria anima gemella. Si tratta di quell'amore che supera ogni sospetto ideologico.

XIII) Se protestiamo senza essere ovvi, possiamo diffondere buon umore e allegria, non avete notato che stiamo diventando sempre più anarchici ?

XIV) È finito il disincanto, è ora di non avere peli sullo stomaco e di dimostrare di non avere paura di essere scandalosi.

XVII) Dal momento che la libertà ha un significato molto ampio, perchè non approfittare per protestare contro tutto e tutti ?

XVIII) Mettersi a proprio agio, togliersi i vestiti.

XXI) Che triste la generazione che non vive il suo turno di rivendicazioni o di proteste.

XXII) Protestare è sexy, incarna Eros che sconfigge la morte di coloro che accettano il pigiama come un precoce antecedente al “cappotto” di legno.

Marcha da Liberdade a Brasilia. Foto di Marcus Franchi Nogueira ripresa da Facebook.

Anche sul sito del Centro de Mídia Independente Brasil, gruppo organizzatore della Marcha da Liberdade a Natal (Rio Grande do Norte, RN) compare l'invito ai propri conterranei a scendere in piazza:

Nossas reivindicações não têm hierarquia. Todas as pautas se completam na perspectiva da luta por uma sociedade igualitária, por uma vida digna, de amor e respeito mútuos. Somos todos pedestres, motoristas, cadeirantes, catadores, estudantes, trabalhadores. Somos todos idosos, índios, travestis. Somos todos nordestinos, bolivianos, brasileiros, vira-latas.

E somos livres.

Le nostre rivendicazioni non seguono una gerarchia. Tutti gli obiettivi si completano nella prospettiva di una lotta per una società ugualitaria, per un'esistenza degna di amore e rispetto reciproco. Siamo tutti pedoni, motociclisti, contadini, raccoglitori, studenti, lavoratori. Siamo tutti anziani, indios, travestiti. Siamo tutti del nord est, boliviani, brasiliani, vira-latas.

E siamo liberi.

A Brasilia, così come è successo a Natal, la Marcha da Liberdade è stata realizzata in simultanea con la Marcha das Vadias [en], un manifesto delle donne che rivendicano il rispetto per il proprio corpo e il proprio stile.

Marcha da Liberdade a Cuiabá. Foto di Ederson Deka, disponível no Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

A Cuiabá, la capitale del Mato Grosso, nonostante non abbia partecipato la quantità di gente sperata, la Marcia ha percorso una delle strade più importanti della città in cui si trovano bar e locali più cari della città. Com os já tradicionais grida, striscioni e fischi, la protesta è stata una delle più grandi realizzate negli ultimi tempi, confutando la tesi secondo cui la gioventù della capitale del Mato Grosso sarebbe molto apatica. Mato Grosso è considerato uno stato caratterizzato da una politica conservatrice con a capo un gruppo di parlamentari che costituiscono una “oligarchia moderna”, che fa e disfa i tutti quei settori che dovrebbero essere al servizio del cittadino. Ciononostante ha accolto la marcia con slogan tutti particolari come racconta il blog Rad Rocker:

Slogan del tipo “Libera, libera, libera questa società da Riva” e “Walter Rabelo, dove sei, sono venuto solo per vedere te” è stata la maniera più animata per criticare il governo e esprimere il rifiuto da parte della società di Cuiabà.

Molte storie, molte rivendicazioni e voglia di far cambiare le cose. La mobilitazione è stata il pretesto per chiedere giustizia, democrazia e rispetto deii diritti umani in tutti gli angoli del Brasile. Una chiara dimostrazione che la pazienza di un popolo che allo stesso tempo soffre ma è allegro, ha un limite. Come ha detto Xico Sá, la protesta si può trasformare in una festa se e in Brasile non potrebbe essere diversamente. I nasi da pagliaccio, gli striscioni e la fantasia sono la forma carnevalesca in cui queste migliaia di giovani dicono BASTA a tutto ciò che considerano sbagliato.

Marcha da Liberdade a Belo Horizonte. Foto di Junia Mortimer/Coletivo Pegada, disponibile su Flickr (Licenza Creative Commons)

 

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