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Cuba: voto favorevole alla risoluzione ONU sui diritti della comunità LGBT

Venerdì 17 giugno il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite [en] ha approvato una risoluzione che esprime“forte preoccupazione su atti di violenza e discriminazione basati sull'orientamento sessuale…”. All’interno di tale misura, il Consiglio ha richiesto uno studio globale sulle discriminazioni perpetrate a danno dalle comunità LGBT nel mondo.

La risoluzione è stata approvata per una manciata di voti: 23 membri si sono schierati a favore, 19 hanno votato contro, mentre 3 si sono astenuti. Tra i Paesi che hanno sostenuto la misura c'era Cuba. Nei giorni seguenti all’approvazione della risoluzione, blogger e utenti Twitter cubani hanno festeggiato l’importante vittoria per le comunità LGBT dell’isola.

Diversidad CENESEX [es,come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato], il blog ufficiale del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX), ha scritto:

El voto favorable de Cuba es muestra de la voluntad política de nuestro Partido y Estado en eliminar todas las formas de discriminación que lamentablemente aún persisten en la sociedad cubana.

Il voto a favore della risoluzione da parte di Cuba è la prova della volontà politica del nostro Partito e dello Stato di eliminare tutte le forme di discriminazione che, purtroppo, persistono ancora oggi nella società cubana.

Se attivisti LGBT sostenuti dallo Stato come il CENESEX e Hombres para la Diversidad (HxD), per diversi mesi,  hanno appoggiato “ad alta voce” la risoluzione, anche gruppi indipendenti (non statali) hanno partecipato allo sforzo: La isla y la espina ha pubblicato delle testimonianze sula ‘gay parade’ tenutasi a maggio nella città di Santiago (nella parte orientale dell’isola), organizzata per sostenere il voto. L’autore del blog fa notare:

No estoy viendo una película. Son las calles de mi ciudad. Jornada cubana contra la homofobia.

Questo non è un film. Sono le strade della mia città. Giornata cubana contro l’omofobia.

Paquito el de Cuba, uno degli attivisti cubani LGBT più “rumorosi” della comunità dei blogger, parla del grande traguardo che questa misura rappresenta. Ad ogni modo, segnala come, nonostante l’apppoggio popolare alla risoluzione, le agenzie di stampa nazionali abbiano parlato del voto solo sul web, mentre la stampa non ha segnalato affatto l’evento.

…los diarios impresos nacionales…no tuvieron a su disposición ningún despacho de esa agencia de prensa que diera cuenta del suceso.

[…]

¿Porqué perdimos esta oportunidad de educar a la población sobre cuál es laposición del Partido, el Estado y el gobierno de Cuba en relación con talestemas?  […] ¿Qué impidió adecuar la información que brindaron los sitios digitales cubanos a lasversiones impresas de los diarios?

…la carta stampata…non ha ricevuto nessun dispaccio da parte di questa agenzia di stampa che raccontasse ciò che era successo.

[…]

Perchè abbiamo perso questa opportunità di informare la popolazione sulla posizione del Partito, dello Stato e del Governo di Cuba su queste tematiche? […] Cos’ha impedito di riportare le informazioni presenti sui siti web cubani nella carta stampata?

Mentre questo voto è la prova della volontà del governo cubano di sostenere politiche progressiste su scala internazionale, appare chiaro che, nell’isola, molti sono i passi ancora da fare prima che queste tematiche vengano ampiamente riconosciute dalla popolazione.

* Foto di Marlith, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons BY-2.0.

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