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Siria: “Sosteniamo Bashar e vogliamo che il mondo ci lasci in pace”

Tutti odiano Bashar al-Asad. I siriani lo odiano. Le siriane lo odiano. Perfino un americano di mezza età [en, come tutti i link tranne ove diversamente indicato] che si spacciava per una giovane siriana lesbica lo odia. Ma è possibile che alcuni siriani non lo odino quanto noi crediamo?

Non avevo mai incontrato un netizen che sostenesse al-Asad, finchè qualche giorno fa non siamo stati contattati da un siriano residente in Canada che accusava Global Voices di fornire una versione parziale e faziosa di quanto sta accadendo nel Paese, in linea con i media internazionali e la sponda anti-Asad.

L'uomo ha aggiunto che avremmo dovuto dare spazio a quella parte della Siria che i media solitamente ignorano e far sentire la voce di chi ha un punto di vista diverso. In uno slancio di gentilezza, ci ha poi aiutato a individuare alcuni utenti Twitter ai quali la cosiddetta teoria dei “Sei gradi di separazione” [it] non ci collegava direttamente.

Manifesto Bashar siamo tutti con te

Un manifesto di sostegno al presidente siriano Bashar al-Asad. Immagine di watchsmart, Flickr (CC BY 2.0).


Lo scorso 20 giugno, il presidente al-Asad ha pronunciato il suo terzo discorso dall'inizio della sollevazione. Non esistendo momento migliore di quello per misurare l'umore dei siriani, è da lì che inizia il nostro viaggio tra le reazioni dei sostenitori del regime.

Dina Jaffary, una siriana che vive a Damasco, scrive in proposito:

@DinaJeff: Bel discorso, molto ragionevole, logico e trasparente. Né più né meno di quanto mi aspettassi.

@DinaJeff: Per chi sperava in un discorso che avrebbe capovolto le sorti del Paese… scollegatevi da Twitter e frequentate più spesso persone reali.

Shadi Hijazi, siriano con un dottorato di ricerca in Business Administration, fa notare come milioni di persone siano scese in strada a favore di al-Asad, in occasione dei cortei organizzati per celebrare il decreto presidenziale che annunciava un'amnistia generale:

@shadi: Milioni nelle strade della Siria per sostenere il presidente al-Asad e un'altra amnistia per i crimini commessi prima del 20/06/2011

Sate Hamza non approva gli stranieri che parlano per i siriani e criticano le parole del Presidente:

@sate3: Se non sei siriano e non trovi nulla di positivo nel discorso di Asad, non rompere. Non sono affari tuoi.

Il tweet di Hamza fa pensare a come a volte nuovi e vecchi media sottovalutino l'origine geografica delle fonti, contribuendo così ad amplificare alcune voci a scapito di altre:

@moshebli: Su Facebook, 5 dei miei contatti sono iscritti alla pagina della Rivoluzione siriana. 4 sono libanesi, 1 siriano :S (e ho molti amici siriani!)

@DinaJeff: Per chi crede che Twitter sia il non plus ultra, la fonte di ogni notizia… Dio, uscite, fatevi una vita! Ma una vera!

Quanto ai media tradizionali, alcuni puntano il dito contro Al Jazeera e Al Arabiya, i canali all news più diffusi nella regione che Mohamed Shbeeb, Oulabi e Nai accusano essere di parte:

@Mhd_Shbeeb: Dove sono @AJALive e @Alarabiya quando c'è la “marcia dei milioni”? La Siria è, e sarà sempre, un Paese sicuro :)

@Nye30: Al Jazeera manda in onda le immagini delle centinaia di persone anti-Bashar ma non quelle dei milioni pro-Bashar? Disgustoso!

@ooulabi: È sempre più chiaro che la “rivoluzione” siriana è guidata dai media, non dal popolo. #Siria #AlJazeera

Non manca chi dà la colpa alle emittenti straniere:

@moshebli: Uno non può guardare i canali stranieri e Al Jazeera Arabic e credere a quello che dicono sul volere della gente, non sono affatto imparziali, anzi! #Siria

Ghassan, uno studente di medicina che vive in Libano, crede che l'intera Primavera Araba sia una trovata occidentale:

@gKbbCH: Nessuna delle “rivoluzioni” arabe sarebbe sopravvissuta senza l'appoggio dell'Occidente.

@gKbbCH: E sarà lo stesso intervento occidentale a impedire che quanto sta accadendo diventi una vera rivoluzione.

Dina – che ammette di non credere nelle coincidenze – e RK sono certi esista una cospirazione per seminare disordine nella regione:

@ar]DinaJeff]: معناتها اللي لسا مفكر انو القصة قصة اصلاحات وحريات, بكون كتير غلطان’ المطلوب هلأ نشرالفوضى بكل أشكالها بكل المنطقة
@DinaJeff: [Ciò] dimostra che chi ancora crede si tratti di riforme e libertà è completamente fuori strada. L'imperativo in questo momento è diffondere in tutta l'area il caos in ogni sua forma.

@3plus1twtr: Tutti vogliono un cambiamento, qualcuno vuole l'anarchia. E quel “qualcuno” sta mandando a rotoli la situazione a spese di “tutti”.

Secondo Deek El-Gen, oltre agli Stati Uniti, anche l'Arabia Saudita gioca un ruolo nel complotto:

@deekelgen963: Da un amico iracheno: non parteggio per Bashar, ma sono convinto che lo costringeranno a dimettersi. Arabia Saudita e Stati Uniti hanno altri progetti per la Siria.

Altra la versione di Oulabi – per lui, la situazione siriana è diversa da quella egiziana e tunisina:

@ooulabi: La differenza tra le rivoluzioni in Egitto/Tunisia e Siria è che in quest'ultima la maggioranza non è per il cambiamento.

Data la natura amichevole dei rapporti tra i regimi di Damasco e Teheran, inoltre, alcuni ritengono l'Iran responsabile di intromissione negli affari interni del Paese, mentre altri accusano i siriani sostenitori di al-Asad di essere dei traditori iraniani, ricorrendo a volte a termini tratti dai libri di storia:

@ooulabi: Sto ancora aspettando le prove di un coinvolgimento delle milizie di Iran e Hezbollah. Questa è la migliore barzelletta di tutti i tempi.

@ar]ManoliaSy]: شو يعني العميل الصفوي ؟ وعنجد عم بسأل مو مزح لان امبارح اسمعت حدا قالها هون
@ManoliaSy: Cosa significa “agente safavide” [it]?! Sul serio, non è uno scherzo: ieri l'ho sentito dire da qualcuno qui in giro!

Moshebli, infine, ha una richiesta:

@moshebli: Un messaggio per tutti quanti: la maggior parte dei siriani è con il Presidente, perciò lasciateci in pace!

Questo post fa parte del nostro speciale sulle proteste in Siria 2011.

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