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Slovacchia, Polonia: l'Euro, un'esperienza (in)compresa

Secondo un recente sondaggio [pl] pubblicato sulla Gazeta Wyborcza, la maggioranza dei polacchi è contraria all'ingresso del proprio Paese nell'Eurozona [en].

Una delle ragioni potrebbe essere la non-comprensione dell'esperienza slovacca.

Jakub Loginow, un polacco residente nella capitale slovacca di Bratislava, ha descritto [sk, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato] per i lettori slovacchi del suo blog il modo in cui i suoi concittadini hanno visto la situazione economica slovacca in seguito all'ingresso del Paese nell'Eurozona [dal 1 gennaio 2009, it], il secondo a farlo tra quelli che formavano il vecchio blocco orientale [dopo la Slovenia].

Banconote in Euro. Immagine su Flickr, utente aranjuez1404 (CC BY-NC-ND 2.0).

Banconote in Euro. Immagine su Flickr, utente aranjuez1404 (CC BY-NC-ND 2.0).

Secondo l'autore, questo passo viene percepito dai più come un palese fallimento, il che è abbastanza differente dalla prospettiva slovacca: in un sondaggio risalente all'autunno 2010, l'89% degli slovacchi risultava favorevole alla moneta unica per tutta l'Unione Europea; oltre a ciò, in un altro sondaggio del febbraio 2011, il 63% di loro diceva di vedere positivamente l'entrata del Paese nell'Eurozona.

Loginow ha scritto:

Nel 2007 i politici polacchi si chiedevano se sarebbe stato meglio entrare nell'Eurozona nel 2011 o nel 2013; oggi nessuno parla di accettare in alcun modo l'Euro, e le valutazioni-tipo parlano del 2018-2022. E’ interessante il fatto che gran parte di questo scetticismo sia stato causato dalla Slovacchia; nonostante la realtà, la maggior parte dei polacchi pensa che l'adozione dell'Euro da parte del Paese slovacco abbia avuto risvolti molto negativi.

“I prezzi sono aumentati a causa dell'Euro”

Molti polacchi ricordano la Koruna (Corona [it]), la moneta slovacca di molti anni fa; ma “durante il periodo 2004-2008 la Koruna slovacca stava crescendo rispetto all'Euro, e anche allo Zloty”, mentre lo Zloty polacco era in forte calo. “Nel 2007, 1 Euro valeva 2.90 PLN, e ad aprile del 2009 4.5 PLN (stabilizzandosi più tardi a circa 4 PLN).”

In confronto a una decina di anni fa, quindi, la Slovacchia è molto più costosa per i polacchi, i quali hanno la percezione del “raddoppio dei prezzi slovacchi”; è per questo motivo che la Slovacchia ha perso “migliaia di turisti polacchi”. Dal punto di vista polacco, “l'economia slovacca è basata principalmente sul turismo” (così come quella delle regioni montuose vicine al confine polacco) anche se, “concretamente parlando, il turismo genera soltanto il 5% circa del PIL del Paese”, mentre “molti polacchi pensano che la cifra si aggiri intorno al 40%”.

Loginow fa riferimento alla “crescita zero dei prezzi” nel periodo in cui la Slovacchia è entrata nell'Eurozona, spiegandola in base a diversi fattori; oltre alla crisi finanziaria mondiale, era in atto anche un programma governativo, che sosteneva “Stiamo cambiando la moneta, non i prezzi”.

Nei negozi slovacchi, per molti mesi prima e dopo il passaggio all'Euro, erano visibili “doppi” prezzi obbligatori in Koruna e in Euro; vi era allora una possibilità legale di contestare l'aumento di prezzo ingiustificato. Molti slovacchi, comunque, sono pronti a credere che tale aumento sia avvenuto nel lasso di tempo intercorso tra l'annuncio della nuova legge e la data della sua entrata in vigore.

Quel periodo, a causa del calo temporaneo della moneta polacca, ma anche di quella ungherese e ceca agli inizi del 2009, nonché per via dei prezzi già facilmente comparabili tra i negozi di Austria e Slovacchia, ha rappresentato l'epoca d'oro del commercio slovacco all'estero; inoltre, ciò ha anche contribuito a mantenere i prezzi slovacchi più bassi, nonostante questo non fosse di aiuto all'economia locale.

Propaganda contro l'Euro

I problemi della Grecia e l'esempio dei costi eccessivi della Slovacchia vengono comunemente usati nella scena polacca. Gli euroscettici e i politici che hanno “fallito nel mantenere la promessa di un'entrata rapida nell'Eurozona” e che “hanno rimandato le riforme necessarie, il che ha portato ad un aumento spropositato del deficit”, sono felici di avere una ragione “per dimostrare che noi, per il momento, non vogliamo l'Euro”.

Secondo Loginow, sui giornali polacchi sono apparsi, tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, alcuni articoli che davano l'economia slovacca, in mancanza di turisti polacchi, sull'orlo del fallimento; “è andata a finire che molti cittadini polacchi hanno iniziato a crederci sul serio.”

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