chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Vedi tutte le lingue sopra? Traduciamo le storie di Global Voices per rendere i citizen media accessibili a tutti.

Scopri di più su Traduzione Lingua  »

Cile: gli studenti occupano le scuole e chiedono la riforma dell'Istruzione

Da oltre un mese gli studenti cileni stanno occupando centinaia di scuole in tutto il Paese, trasformando le classi nelle loro abitazioni temporanee. Le principali richieste riguardano la riforma del sistema educativo nazionale: accessibilità gratuita per tutti e maggiore qualità dell'istruzione. Come spiega [en, come gli altri link tranne ove diversamente specificato] Paul Kerney sul blog Back in a Bit:

Gli studenti stanno protestando contro il sistema educativo creato da Pinochet e improntato al libero mercato, che ha comportato un aumento dei costi, disuguaglianze e scarsa qualità dell'istruzione. In particolare, gli studenti protestano contro l'introduzione di una legge che aumenterebbe i costi dell'istruzione universitaria.  Essi chiedono anche un cambio radicale del sistema: un cambiamento della Costituzione nazionale che permetterebbe di modificare l'obbligo del governo ad elaborare e fornire ai cittadini un buon sistema scolastico gratuito. Alcuni studenti vanno anche oltre e occupano le scuole  (la cosiddetta “toma”) fin quando le loro richieste non saranno soddisfatte.

 

Un liceo occupato dagli studenti a Santiago, Cile. Foto di  Erwin Horment (CC BY-ND 2.0).

Un liceo occupato dagli studenti a Santiago, Cile. Foto di Erwin Horment (CC BY-ND 2.0).

Paul spiega come gli studenti hanno occupato una scuola a Los Lagos [it], nel sud del Paese:

Venerdì scorso il sindaco di Los Logos, il preside, gli insegnanti, genitori e amici sono arrivati a scuola ed hanno comprovato che circa 30-60 studenti avevano occupato la scuola. Verso l'una e mezza della notte precedente – quando le temperature erano certamente glaciali – il gruppo di studenti ha scavalcato la recinzione, aperto le porte chiuse a chiave, disabilitato l'allarme, affisso dei manifesti e sbarrato gli accessi al pubblico.

Paul racconta di essere entrato nella scuola e prosegue con la sua descrizione:

Alcuni studenti sono lì per il mero gusto dell'avventura, altri perchè vogliono realmente fare qualcosa per l'Istruzione. Nella mia scuola non ho visto studenti andare in giro con una copia della Costituzione sotto braccio, ma nemmeno studenti che bevevano o che rompevano finestre, com'è successo in altri posti. Nell'aria si avvertiva un vero senso di emozione e determinazione, come ha detto uno studente: “è bello sentire che siamo uniti”. Tra i vari schiamazzi come ad esempio “Ho paura. L'Ispettore è qui fuori”, “Come si accende il riscaldamento?” e “Vieni qui, veloce! La pasta sta scuocendo!” gli studenti stanno cercando di portare avanti la loro battaglia per il loro diritto ad un'istruzione di qualità.

In un articolo per El Ciudadano [es] Cristóbal Cornejo fa un'analisi dall'interno di una ‘toma’. Con il suo servizio dal Liceo Amunátegui, nella periferia di Santiago, Cristóbal descrive la notte del 29 giugno.  Il giorno prima più di 400,000 persone avevano manifestato in tutto il Paese per la riforma del sistema dell'Istruzione:

Students hang chairs and desks from the schools' gates to show they are in a "toma". Image by Flickr user Erwin Horment (CC BY-ND 2.0).

Gli studenti hanno appeso le sedie ai cancelli delle scuole in segno di occupazione (toma) della scuola. Foto di Erwin Horment (CC BY-ND 2.0).

Una tarde lluviosa en Santiago. Cientos de colegios y universidades paralizadas o en toma a lo largo de Chile. Adentro de ellos, se combate el frío, el hambre y la humedad con los métodos que estén al alcance de la imaginación. Más allá de la comida y el abrigo está el calor de los compañeros que se unen en la lucha por un presente y un futuro que asegure que nadie que no tenga dinero se vea excluido de educarse, por ende, de crecer y liberarse, al menos relativamente.

E’ una serata di pioggia a Santiago. Centinaia di scuole e università sono state paralizzate oppure occupate in tutto il Paese. All'interno delle strutture, gli studenti lottano con qualsiasi mezzo che si possa immaginare contro freddo, fame e umidità.  Oltre il cibo e il riparo c'è però il calore degli amici che si sono uniti alla lotta per un presente e un futuro che garantisca che chiunque non disponga delle risorse economiche necessarie abbia comunque la possibilità di accedere all'istruzione e , inoltre, di crescere ed essere libero, seppur relativamente.
I racconti di quel che accade dentro le scuole occupate non arrivano solo da quelli che si trovano fuori, ma anche dagli stessi studenti che hanno dato vita alle “tomas” in tutto il Paese, i quali condividono le loro esperienze online attraverso video e blog.

Proprio come i ragazzi del Liceo Zapallar di Curicó [it], nella valle centrale del Paese, a sud della capitale, i quali scrivono e condividono foto e perfino video in live streaming della loro toma.  Sul blog [es], Diego Ortega spiega che circa 150 studenti il 16 giugno scorso hanno occupato pacificamente la scuola. Attualmente – aggiunge – tra i 25 e i 35 studenti si trovano all'interno della struttura scolastica in rappresentanza dei loro compagni.

Il video che segue è stato girato in una scuola tecnico-professionale di Población Los Nogales, un centro emarginato di Santiago. Uno studente ci guida in un tour alla scoperta delle precarie condizioni della sua scuola:

CanalFech [es], in canale YouTube dell'Università della Federazione degli studenti del Cile,  ha pubblicato video di varie ‘tomas’ girati in diverse scuole di Santiago, come il Liceo 7 de Ñuñoa [es], il Liceo A-13 Confederación Suiza [es], e questo video in cui si vede il momento in cui gli studenti universitari hanno occupato la ‘casa central’ dell’ Università del Cile.

Con un tono minore rispetto ad altri interventi, il Colectivo FAUNA [es] (College di Architettura e Urbanistica dell’ Università del Cile) ha realizzato una parodia di “Grease” con l'obiettivo di “invitare tutti coloro che non hanno ancora fatto nulla a prendere parte alle mobilitazioni a favore della riforma dell'Istruzione”:

Gli studenti per ora restano fermi sulle loro posizioni. Sul The Santiago Times di domenica 17 luglio 2011 si legge: “Dopo oltre nove ore di discussione, i rappresentanti degli studenti della Confederación de Estudiantes de Chile (Confech) hanno deciso congiuntamente di continuare con l'occupazione “tomas” delle scuole o l'autogestione. Si sono anche impegnati a dare una maggiore dimensione politica alle loro iniziative e hanno invitato il governo a non criminalizzare il movimento.”

Lunedì 18 luglio, il Presidente Sebastián Piñera ha annunciato dei cambiamenti all'interno del suo Cabinetto con la sostituzione dell'attuale Ministro dell'Istruzione Joaquin Lavín [it] con il precedente Ministro della Giustizia Felipe Bulnes. Se il volto nuovo del Ministro servirà persuadere gli studenti a mettere fine alle “tomas” è ancora da verificare. Per ora gli studenti sembrano inamovibili nel portare avanti la loro battaglia per un'istruzione gratuita e di alta qualità.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.