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Egitto: “Togliere lo Hijab?” le blogger si interrogano

Categorie: Medio Oriente & Nord Africa, Egitto, Citizen Media, Donne & Genere, Religione

I temi discussi e dibattuti nell’ “hijablogosfera [1]” [it] sono sempre molto variegati. Una serie di post pubblicati recentemente ha approfondito una tematica particolarmente delicata: cosa succede se una donna decide di togliersi lo hijab [2] [it]?

Un post pubblicato a fine maggio da una blogger egiziana, Nadia Elawady, ha suscitato clamore sul web, raccogliendo centinaia di commenti. Nel suo post, Nadia ci racconta [3] [en, come gli altri link, eccetto ove diversamente segnalato] il suo “piccolo segreto”:

Ci ho provato la scorsa settimana. Mi sono tolta lo hijab – il velo che molte donne musulmane usano per coprirsi i capelli.

Ho portato il velo per uscire di casa per 25 anni, sin da quando ne avevo 17. È un bel po’ di tempo per un essere umano.

Mi sono tolta lo hijab durante un recente viaggio in Europa. Volevo sapere cosa si provava. Volevo capire come sarebbe cambiato il modo in cui venivo guardata dagli altri, e da me stessa.

Donna nel deserto vicino a Sharm el Sheik, Egypt. Immagine di DavidDennisPhotos, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (CC BY-SA 2.0). [4]

Donna nel deserto vicino a Sharm el Sheik, Egypt. Immagine di DavidDennisPhotos, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (CC BY-SA 2.0).

Nadia continua raccontando ai lettori come ha preso questa decisione e quali sono state le sue sensazioni, descrivendo in breve il processo che l’ha portata a tale scelta. Conclude scrivendo:

Sono tornata a casa a Il Cairo, con il mio hijab indosso. Non mi pento dell'esperimento. E attualmente non ho intenzione di smettere di portare il mio hijab. Ho i miei buoni motivi: dovessi mai decidere di non portare lo hijab in Egitto, non mi aspetto certo reazioni positive, di appoggio o quantomeno di indifferenza, anche da parte di persone che mi conoscono. Ne farebbero una tragedia, e non so se sono pronta per questo. Inoltre, c’è una parte di me che pensa ancora che lo hijab sia obbligatorio. Forse Dio vuole veramente che io mi copra dalla testa ai piedi. Devo ancora capirlo.

Recentemente, Fatma Emam, sempre da Il Cairo, ha scritto [5] un post sulla sua decisione definitiva di non portare lo hijab. Nel descrivere il percorso che l’ha portata a tale decisione, Fatima spiega:

Mi sentivo imprigionata in una visione ristretta, che percepiva il mondo, le relazioni di potere, il pudore e la condizione delle donne in maniera troppo ristretta. Sentivo il bisogno di conoscere nuovi punti di vista. Fino a quel momento non avevo mai pensato che le mie posizioni teoretiche mi avrebbero portato a una qualsivoglia decisione personale. Per me è stata una battaglia astratta per dimostrare che esiste una diversità all’interno del paradigma musulmano.

Shani Pathan capisce meglio di chiunque altro i sentimenti di queste donne. In un post intitolato “Hijab incerto: Tenerlo…Toglierlo…Tenerlo…” spiega [6] come prima avesse deciso di portarlo, per cambiare idea appena un mese dopo. La blogger spiega anche come per lei indossare lo hijab sia scollegato dal concetto di pudore:

Prima ancora di pensare se portare o meno uno hijab, pensateci bene, anche se è obbligatorio vestire in maniera umile, anche se è scritto in una sunnah del Profeta Maometto. Sarete veramente in grado di rappresentare lo Hijab correttamente? Sarete capaci di cambiare le vostre abitudini e indossarlo per la giusta ragione?

Non ha senso portare lo Hijab solo per coprire la testa se poi non ci si comporta come una donna umile. Potrebbe essere che io non rappresenti in maniera corretta l’intero lato religioso delle cose, ma quello che so è che posso camminare a testa alta in strada, essendo allo stesso tempo umile, senza offuscare il valore dello Hijab.