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Tunisia: La polizia reprime brutalmente una manifestazione pacifica

Il 15 luglio scorso, la polizia tunisina ha represso brutalmente la manifestazione organizzata davanti la sede del Governo. I manifestanti chiedevano riforme e stavano organizzando un terzo sit-in nella Piazza della Kasbah: l'epicentro delle proteste nella capitale Tunisi.

Tra le principali richieste dei manifestanti figuravano le dimissioni del Ministro della Giustizia, considerato incapace di portare a termine i propri impegni e di “sottoporre al vaglio della giustizia gli assassini dei martiri della rivoluzione” nonchè di quello degli interni, Hbib Essid, che occupava posizioni ministeriali chiave durante il regime di Ben Ali. [en, come tutti gli altri link, tranne ove diversamente specificato].

Polizia a Tunisi. Foto di Kissa online blogspot.

Polizia a Tunisi. Foto di Kissa online blogspot.

Durante la manifestazione si potevano ascoltare anche slogan di denuncia contro l'esclusione dei giovani dal processo decisionale e la richiesta di indipendenza del potere giudiziario.

Le forze di sicurezza hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e ai manganelli per impedire che i manifestanti si radunassero e organizzassero il sit-in. Su Twitter, i tunisini hanno riportato le cronache di quella giornata e continuato ad aggiornare le persone di tutto il mondo sugli sviluppi della manifestazione:

@walidsa3d: La Polizia sta cercando di disperdere i manifestanti utilizzando gas lacrimogeni #kasbah3

@tunisien: I tunisini insoddisfatti stanno cercando di organizzare un sit-in pacifico e la polizia li accoglie con la violenza.#Kasbah3

Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione anche in una moschea, tirando fuori i manganelli per colpire quei manifestanti che vi avevano trovato rifugio.

@walidsa3d I poliziotti irrompono nella moschea della Kasbah e conducono fuori i manifestanti utilizzando manganelli. #Kasbah3

@ByLasKo: Les flics ont forcé la porte de la mosquée, tabassé et expulsé les gens qui s'y étaient réfugiés #kasbah3

I poliziotti hanno forzato la porta della moschea, hanno picchiato ed espulso le persone che vi si erano rifugiate. #kasbah3

Nel video YouTube che segue si possono vedere i manifestanti che si rifugiano nella Moschea vicino Piazza della Kasbah, scandendo slogan come “Fedeli al sangue dei Martiri”. Alcuni di loro sono evidentemente asfissiati a causa dei gas lacrimogeni.

Decine di manifestanti sono stati arrestati. Sul blog Kissa-online [ar] si può leggere un messaggio che chiede la liberazione di queste persone

نطالب بنفس الصوت العالي إطلاق سراح كل المؤقوفين (يبدو أن عددهم 48) وخاصة منهم المدونين الفايسبوكر محمد شايح و شهيد بلحاج وأمان الله منصوري.

Chiediamo a gran voce il rilascio immediato di tutti coloro che sono stati arrestati (pare che il loro numero si aggiri intorno alle 48 persone), in particolare i blogger e utenti Facebook Mohamed Cheyeh, Shaheed Belhaj e Aman Allah Mansouri.

@wa_evolution:
الإفراج عن 26 من معتقلي القصبه, إحالة 20 على القضاء و تجنيد 35. #kasbah3 #kasba3 #tunisie #tunisia

26 tra gli arrestati in Piazza della Kasbah sono stati rilasciati, 20 saranno processati e 35 sono stati costretti a servire l'esercito nazionale.

I metodi brutali adottati dalla polizia nei confronti dei manifestanti hanno irritato i blogger tunisini, richiamando alla mente i vecchi metodi utilizzati dal regime precedente. Di seguito si possono leggere alcune reazioni che sono apparse su Twitter.

@maroo_king: la #Kasbah3 n'était pas grand-chose (300 personnes) ! je suis pas d'acc avec ce sit-in mais je suis aussi contre la violence de la police !

La #Kasbah3 non è stata una gran cosa (300 persone)! Io non sono affatto d'accordo con questo sit-in ma sono contraria alla violenza messa in atto dalla polizia.

@guellaty: Je crois que les policiers n'ont pas compris qu'on sortait d'un état policier.

Io credo che la polizia non abbia ancora capito che è finita l'epoca di uno stato poliziesco. #Kasbah3

@Marwen:Sinon, je ne me reconnais pas dans la #Kasbah3, mais pour moi la pression de la rue est indispensable et les lacrymos n'ont aucune justif.

Non mi riconosco nei manifestanti della #Kasbah3, ma la pressione delle strade è sempre qualcosa di importante e l'uso di gas lacrimogeni non è affatto giustificato.

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