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Bangladesh: le popolazioni indigene rivendicano la propria identità

Quasi il 98% della popolazione del Bangladesh è di etnia bengalese [en, come per tutti gli altri link eccetto dove diversamente indicato] e parla il bengalese, la lingua ufficiale. Le minoranze esistenti nel paese sono i Chakmas, i Khasi [it], i Santhal [it] e più di un milione di altri gruppi (circa l'1.2% della popolazione) che vivono prevalentemente nelle regioni montagnose. I Chakmas appartengono all'etnia Tibeto-Burmana, e sono strettamente legati alle tribù della regione dell'Himalaya. Storicamente provengono dall’Arakan [it] (l'attuale Stato di Rakhine). Sono diventati nomadi secoli fa e si sono in seguito stabiliti in diverse regioni dell'India e del Bangladesh.

Da qualche mese molti indigeni bengalesi stanno organizzando manifestazioni e assemblee, catene umane e raduni, per chiedere che la Costituzione li riconosca come popolo. Il dibattito ‘indigeno’ è nato in seguito ad alcune riflessioni rese pubbliche dalla commissione parlamentare ad hoc che sta lavorando a una serie di modifiche costituzionali che implicherebbero un ritorno alla versione del 1972. Nella prima Costituzione del Bangladesh, che risale al 1972, non si faceva nessun riferimento alle etnie e alle popolazioni indigene esistenti sul territorio e il Paese veniva definito la terra dei bengalesi.

La commissione parlamentare ha affermato che darà indicazioni affinchè prevalga la definizione di “piccoli gruppi etnici” e si chiede: “I Bangalees [ Bengalesi] verrebbero definiti ‘intrusi’ o ‘invasori’ se i gruppi etnici venissero riconosciuti come adivasi (indigeni)?”.

Membri delle comunità indigene chiedono che la Costituzione gli riconosca il titolo di “popolazioni indigene” o in alternativa “gruppi etnici minoritari” invece di tribù  nella centralissima Shahidminar a Dhaka, Bangladesh

Membri delle comunità indigene chiedono che la Costituzione gli riconosca il titolo di “popolazioni indigene” o in alternativa “gruppi etnici minoritari” invece di tribù nella centralissima Shahidminar a Dhaka, Bangladesh. Foto di Abu Ala, Copyright di Demotix, 29 April 2011.

Il ministro della cultura Pramod Mankin ha dichiarato:

“Nessuno mette in discussione che le popolazioni indigene vengano riconosciute costituzionalmente. La questione riguarda le modalità di questo riconoscimento.”

“Il governo è incerto se riconoscere gli indigeni come tali, perchè in questo modo si metterebbe in questione la radice etnica dei bengalesi, i nativi di questo Paese.

Monjurul Haque sul blog Indigenous Bangla dice la sua [bn] rispetto alla complessità della questione:

শাসকদের পক্ষে বলা হচ্ছে- ‘পাহাড়িরা পাহাড়ের আদিবাসী নয়’! ‘বাংলাদেশের সংবিধান মানার কারণে পাহাড়েও বাঙালিদের সমান অধিকার’। ‘বাংলাদেশের সংবিধানের আলোকেই পাহাড়িদের বাংলাদেশের নাগরিক হিসেবে সমতলের নাগরিকদেরকেও মেনে নিতে হবে’। অসহায় গরিব সেটেলারদের ধরে ধরে পাহাড়ে পাঠানোর পর বলা হচ্ছে-‘পার্বত্য চট্টগ্রামের চাকমারা বার্মার আরাকান প্রদেশ থেকে এসে এদেশে বসতি স্থাপন করেছে এবং তারাই বহিরাগত!’

Le autorità stanno dicendo – “La gente delle colline non è indigena. Dato che la Costituzione del Bangladesh si applica dovunque, i Bengalesi hanno tutti gli stessi diritti sulle terre delle colline.” Anche coloro che vivono sulle colline sono cittadini bengalesi (non indigeni) – come ricorda la Costituzione. Stanno cacciando via coloni bengalesi dalle colline sui terreni in cui “i Chakmas si sono stabiliti sin dalle origini – nella regione Arakan di Barma, e questo rende anche loro dei coloni”.

Va aggiunto che le tribù del Bangladesh sono state per lungo tempo vittime di violazioni dei diritti umani da parte dei coloni bengalesi.

Popolazioni indigene del Bangladesh

Popolazioni indigene del Bangladesh nella zona delle colline del Chittagong. Foto di Anwar Hussain. Copyright Demotix 7/8/2010.

Shimon Baskey dà spazio [bn] a ciò che pensano gli abitanti delle colline:

আদিকাল থেকে আমাদের নিজস্ব ভাষা,  সংস্কৃতি, কৃষ্টি, আচার-আচরণ একই,  এর কোনো পরিবর্তন হয়নি।  আমরা এই দেশের ভূমিজ সন্তান। আমাদের পূর্ব-পুরুষরা কারো জায়গায় বা অন্যকারো দ্বারা বসতি স্থাপন করেনি। তারা এই দেশের বন-জঙ্গল পরিষ্কার করে নিজেরা চাষের উপযোগী করে ওই অঞ্চলে প্রথম বসতি গড়েছে। দেশ বিভাগের সীমানা নির্ধারণ করার আগেই তারা বংশ-পরম্পরায় সে সব এলাকায় বসবাস করছে।

Da tempo immemorabile il nostro patrimonio linguistico, culturale, il nostro credo e i rituali, sono rimasti inalterati. Noi apparteniamo a questa terra. I nostri antenati non si sono stabiliti nelle terre abitate da altre popolazioni o di proprietà di qualcun'altro. Sono stati i primi abitanti a disboscare la zona e a lavorare la terra per poterla coltivare. Vivevano qui da molto prima che venissero creati dei confini.

Sarkar Amin riconosce [bn] la difficile situazione di questa gente:

মঙ-মঙ বান্দরবানের এক পাহাড়ে তোমার সঙ্গে পরিচয়। আমি বাঙালি তুমি পাহাড়ি। তুমি আর্টিস্ট। আমি কবিতা লিখি। আমাদের দ্রুত বন্ধুত্ব হলো। তোমার নিষ্পাপ হাসির আড়ালে কোনো কষ্ট কি ছিল বন্ধু?

সংকট আছে। পাহাড়ের জনতা জাতিসত্তার সাংবিধানিক স্বীকৃতি চায়। আদিবাসী হিসেবে অভিহিত হতে চায়। শান্তিচুক্তির ন্যায়সঙ্গত বাস্তবায়ন চায়। বাংলাদেশের শাসক শ্রেণী আদিবাসীদের শতভাগ সাম্যমূলক অধিকার দিতে এখনো আগ্রহী নয়। দুঃখ ও সংকটের এটাই মুল কারণ।

Mong Mong, ti ho incontrato per la prima volta su una collina di Bandarban. Sono bengalese mentre tu sei indigeno. Tu sei un pittore e io un poeta. Siamo diventati subito amici. Nel tuo innnocente sorriso si nascondeva un profondo dolore ? [..]

C'è una crisi. La gente delle colline vuole che la Costituzione li riconosca come popolazione a sé. Vogliono essere definiti “indigeni”. Vogliono che gli accordi di pace vengano messi in atto. Ma le Elite che governano il Bangladesh non vogliono riconoscergli gli stessi diritti. Questa è la ragione principale del dolore e del conflitto.

Jewel Bin Jahir ricorda [bn] come le minoranze indigene pensino che la costituzione neghi loro la lingua, la cultura e il credo:

Lingue del Bangladesh

Foto per gentile concessione di Wikipedia. Sotto licenza Creative Commons

আমরা আমাদের বিজু, বৈসু, কারাম, ওয়ান্না, সোহরাই দ্বারা নিজ নিজ শ্রেষ্ঠত্ব প্রমাণ করতে চাইনি। আমাদের সাংসারেক, লালেং, শারণা কেন্দ্রিক বিশ্বাস কখনো অন্যের উপর চাপিয়ে দেওয়ার চেষ্টা করিনি। আমাদের আচিক, চাকমা, ককবরক, ঠার, মুন্ডা, সান্তালী ভাষা দিয়ে জগতের অন্য কোন ভাষার উপর আধিপত্য প্রতিষ্ঠার চেষ্টা চালাইনি।

কিন্তু তারবাদেও আমাদের হাবা-জুম, জংলা-জঙ্গল সব দখল হয়ে যায়। আমাদের নিজ নিজ মায়ের ভাষা কোনঠাসা হয়ে পড়ে। আমাদের আপন আপন বিশ্বাস অশূচি হয়ে যায় দাপুটে বিশ্বাসের প্রতাপে।

Non abbiamo cercato di dimostrare la nostra superiorità per mezzo dei nostri Biju, Baisu, Karam Wanna, Sohrai (festival e rituali). Non abbiamo voluto imporre le nostre credenze Sangsarek, Laleng, Sharna a nessuno. Non abbiamo tentato di annichilire altre lingue imponendo le nostre Achik, chakma, Kokborok, Thar, Munda, Santali.

Ma ciononostante ci vengono confiscate le Haba-Zoom (piantagioni), le foreste e i canali. Le nostre lingue vengono ignorate. I nostri credo sono definiti impuri e illogici da credenze più forti e prepotenti.

Il dibattito si è scaldato ulteriormente quando il ministro degli esteri del Bangladesh ha affermato recentemente che definire “indigene” le popolazioni delle colline del Bangladesh è sbagliato:

“Nella Costituzione, tutte le minoranze sono riconosciute genericamente come minoranze, e grazie al 15° emendamento, l'attuale governo le ha categorizzate come “minoranze etniche” e non più come popolazioni ‘tribali’.”

Ha poi aggiunto:

“Riconoscere un'identità speciale per emancipare solo l’ 1.2% della popolazione costituita da 150 milioni di persone, togliendo il diritto al 98.8 % restante non può essere considerato un gesto da farsi nell'interesse nazionale del Bangladesh.”

Ha ricordato i 4000 anni di tradizioni bengalesi su questa terra:

“I bengalesi non sono né gli invasori né gli stranieri né i non indigeni sulla loro terra nativa. E non lo saranno mai.”

Biplob Rahman, un giornalista e blogger ha messo in discussione [bn] la presa di posizione del governo che sostiene non esistano indigeni in Bangladesh. Ha citato un re Chakma, membro del forum permamente delle Nazioni Unite sui temi indigeni, Debashish Roy che ha recentemente dichiarato [bn]:

সাংবিধানিকভাবে ‘আদিবাসী’ স্বীকৃতি দিলে মূল ধারা থেকে বিচ্ছিন্ন, প্রান্তিক ও অনগ্রসর এই ১ দশমিক ২ শতাংশ মানুষ তাদের প্রান্তিক অবস্থান জানানোর একটি আইনি ভিত্তি পাবে। এই মর্যাদা তাদের কোনো ‘বিশেষ’ সুবিধা দেবে না।

Se il governo riconoscesse “le popolazioni indigene”, l’ 1.2% della popolazione emarginata e in condizioni di sottosviluppo potrebbe combattere ricorrendo a strumenti legali. Questo riconoscimento non gli attribuirebbe comunque nessun diritto speciale.

Biplob ricorda che il primo ministro in carica Sheikh Hasina, ha fatto alcune dichiarazioni in occasione della Giornata internazionale delle popolazioni indigene defininendo numerose volte la gente delle colline come indigeni.

Cita inoltre un articolo di un giornale locale, dove si racconta [bn] che:

জানা গেছে, ‘আদিবাসী’ অভিধা ব্যবহার করলে সরকারকে বিভিন্ন জাতিসংঘের সনদে স্বাক্ষর করতে হয়। সে ক্ষেত্রে পার্বত্য চট্টগ্রামসহ দেশের আদিবাসী অধ্যুষিত অঞ্চলে মানবাধিকার লঙ্ঘনের ঘটনায় জাতিসংঘের সরাসরি হস্তক্ষেপ করার সুযোগ থাকে। এ পরিস্থিতি এড়ানোর জন্যই বাংলাদেশ সরকার কৌশলগত অবস্থান নিয়েছে। এ ক্ষেত্রে এ দেশের প্রভাবশালী রাজনৈতিক দলগুলোর অবস্থান অভিন্ন।

Si sa che nel momento in cui si inizia a usare il termine “indigeno” rispetto a qualsiasi minoranza, il paese in questione diviene soggetto alla firma di dichiarazioni e trattati in sede ONU. Avvenuto ciò, le Nazioni Unite possono intervenire accertando l'esistenza di violazioni dei diritti umani nei confronti di popolazioni indigene. Per questo motivo il governo del Bangladesh ha deciso di non definirli indigeni. In quest’ occasione tutti i maggiori partiti politici del Paese hanno condiviso la stessa scelta ideologica.

Mithusilak Murmu fa notare [bn] che ad oggi esistono un numero di quote garantite a livello governativo e nelle istituzioni educative pubbliche per gli indigeni e si chiede se l'attuale proposta del governo modificherà nella pratica la concessione di “certificati indigeni” per le popolazioni delle colline.

Sono circa 370 milioni gli indigeni sparsi in 70 paesi del mondo ad essere soggetti a marginalizzazione e maltrattamenti. Questa gente, in Bangladesh e nel resto del mondo, vive situazioni simili e lotta per preservare la propria identità, terra e tradizioni.

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