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Myanmar: il Governo sospende progetto per diga idroelettrica

Il controverso progetto per la costruzione di una diga idroelettrica sul fiume Ayeyarwaddy, nel nord del Myanmar, è stato sospeso dal Governo. Il Presidente Thein Sein ha inviato una lettera [en] al Parlamento con cui si comunica che il progetto della diga verrà sospeso per ragioni di interesse pubblico. Il progetto faceva parte degli investimenti cinesi per le infrastrutture in Myanmar. Lo scopo era di esportare in Cina l’energia prodotta da questo impianto.

Lo scorso mese, il ministro dell’Energia Elettrica Zaw Min aveva riferito ai giornalisti che il Governo non avrebbe sospeso il progetto nonostante le obiezioni mosse da alcuni gruppi. Ma alcune iniziative pubbliche, come la firma di petizioni, i workshop e le conferenze comunitarie, hanno obbligato il governo a bloccare la costruzione della diga, che si era intensificata negli ultimi giorni. Anche le compagnie dei media e alcune famose personalità hanno dato eco alle ragioni della popolazione che chiedeva al Presidente di cancellare il programma.

In Myanmar, gli utenti della Rete hanno espresso il loro sostegno alla decisione del Governo. Sulle pagine di Eleven Media Group, una nota agenzia locale, l'utente HeinHlyan528 ha commentato [my, come tutti gli altri link, eccetto ove diversamente specificato]:

Innanzitutto, vorrei ringraziare il Presidente che ha posticipato il progetto della diga. Chiunque si interessi alle vicende del Myanmar può comprendere come sia stato difficile prendere una decisione simile. Ringrazio di cuore il Presidente per aver preso una così coraggiosa decisione venendo incontro al volere della popolazione e nonostante il suo impatto a lungo termine sui fabbisogni energetici della Cina, la quale protegge il Myanmar nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. [E nonostante] le ripercussioni a livello legale per aver violato il contratto che era già stato firmato. È stato un atto di portata storica. Io, come cittadino del Myanmar, vorrei sapere come la nostra cara Cina risponderà a questa azione.

Un altro utente, babymilo, commenta:

[Nel percorso che va] dal rinvio alla demolizione, dobbiamo ancora marciare insieme

Eleven Media ha raccolto le reazioni del pubblico. Una signora di 60 anni di Myitkyina ha espresso il suo sollievo riguardo la cancellazione del progetto:

Davvero il governo l’ha rinviato? Sono così felice. Non è necessario spiegare come fossi preoccupata riguardo la costruzione della diga. Non solo io, ma tutta la città, tutto il Paese. Quel programma avrebbe distrutto la natura. Tutti ne avremmo subito le conseguenze negative. Sono così felice per questa notizia.

Il fiume Ayeyarwaddy, Myanmar. Foto di DamienHR, ripresa da Flickr con licenza CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)
Il fiume Ayeyarwaddy, Myanmar. Foto di DamienHR, ripresa da Flickr con licenza CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 


Nel frattempo, NayOoPeople ha pubblicato un commento sulla pagina Facebook del Voice Weekly, un altro popolare quotidiano del Myanmar.

Evviva!!!! Questo è l’inizio di un processo che porterà alla costruzione di un rapporto di fiducia tra DASSK, i cittadini birmani, i gruppi etnici e il presente governo.

Ma non tutti i cittadini credono al fatto che la sospensione della costruzione della diga sia il segno di un cambiamento nel Paese. Un utente anonimo ha pubblicato questo commento sul blog di Irrawaddy News:

Ora possono autoproclamarsi come Governo del popolo. Ma [i membri del governo] non hanno chiarito se la costruzione sia stata bloccata per sempre. Ne trarranno comunque profitto. Anche se non potrebbero, dovranno aspettare solo cinque anni. Non è possibile sostenere che sia stato fatto per la gente. Non si può dire nemmeno che la situazione in Myanmar sia cambiata.

Anche Tint Kyaw Naing mette in guardia dal cantare vittoria troppo presto:

Questo significa che se non fosse proseguito sotto un regime democratico, sarebbe stato portato a termine sotto il governo militare in futuro? Se è così, [il progetto] deve continuare!

Irrawaddy News [en] ha anche accennato al fatto che l’icona globale della democrazia Aung San Suu Kyi ha accolto favorevolmente la decisione del Presidente durante un incontro con il Ministro Aung Kyi.

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