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Timor Est: industria petrolifera, unica risorsa economica?

L'organizzazione non governativa La'o Hamutuk ha messo a punto un sito web [en, come tutti gli altri link] dedicato a raccogliere informazioni sul progetto Tasi Mane Petroleum Infrastructure, a controllarne l'evoluzione e le reazioni della comunità.

Quello del Tasi Mane [colloq. Male Sea]è uno dei principali progetti strategici di sviluppo di Timor Est:

Verrà realizzata un'infrastruttura di supporto sulla costa meridionale di Timor Est per permettere lo sfruttamento del petrolio dalle nostre coste e ottenere un profitto dalle attività dell'industria petrolifera.
Questo sarà reso possibile grazie al Tasi Mane Project, un piano pluriennale di sviluppo di tre gruppi industriali sulla costa meridionale che formeranno la spina dorsale dell'industria petrolifera di Timor Est. Il progetto comporterà lo sviluppo della fascia costiera da Suai a Beaço e garantirà che le infrastrutture siano adeguate a sostenere un'industria petrolifera nazionale in crescita. Il Tasi Mane includerà la base logistica Suai, il polo industriale Betano, composto da una raffineria e un impianto petrolchimico, e l'impianto di liquefazione del gas naturale Beaço.

Mappa del progetto Tasi Mane

Mappa del progetto Tasi Mane

Timor Est dipende dai profitti dell'industria petrolifera ma gli economisti hanno già raccomandato di diversificare l'economia. La'o Hamutuk ritiene che il progetto Tasi Mane rifletta la dipendenza permanente del Paese dall'industria del petrolio:

… il bilancio statale del 2011 ha stanziato più di 30 milioni di dollari per il progetto Tasi Mane, più del doppio rispetto a quanto destinato al Ministero dell'Agricoltura.
Deploriamo l'interesse quasi esclusivo per il settore petrolifero (e la conseguente perdita di opportunità di esplorare altre possibilità di sviluppo economico).

Poiché esiste un consenso generale sul fatto che Timor Est debba allontanarsi nel lungo termine dalla dipendenza dal petrolio, siamo delusi per il fatto che la trasformazione del greggio sia l'unico sviluppo industriale in discussione. E l'industria agricola, o l'industria leggera per rimpiazzare i prodotti importati? L'industria petrolifera, ad alto impiego di capitale, fornirà pochi posti di lavoro anche per gli abitanti di Timor.
Stanziare la maggior parte delle nostre risorse intellettuali e finanziarie nel settore petrolifero ostacolerà lo spostamento verso un'economia non basata sul petrolio soprattutto pensando a quando, tra 13 anni, le riserve di petrolio e di gas saranno esaurite.

Il gruppo è preoccupato per il fatto che una grossa somma di denaro pubblico sia stata destinata a un solo progetto:

Siamo perplessi anche riguardo alla redditività del progetto Tasi Mane, dato che nessun investitore del settore privato ha mostrato interesse. Dal punto di vista dell'investimento, il profitto potrebbe non essere in grado di giustificare la quantità di denaro pubblico che si sta spendendo.

Inoltre mette in dubbio che il progetto possa generare sufficienti posti di lavoro per la popolazione locale.

… non si parla di quanti posti di lavoro per i Timoresi saranno generati da questi progetti, di quanta terra verrà sottratta a impieghi come l'agricoltura o la pesca, di quante persone dovranno essere trasferite, o di quanto profitto verrà generato per lo Stato.
Se il Parlamento non riceverà queste informazioni in una forma attendibile e accessibile, vi esortiamo a non dare al Governo un “assegno in bianco” per un progetto che potrebbe risultare inutile o produrre benefici trascurabili.

Secondo il portale web degli Approvvigionamenti del Governo, le imprese che hanno manifestato l'intenzione di partecipare al progetto sono in gran parte straniere.
Una delle aziende qualificate, la TOKE OIL & GAS SA, ha ottenuto un contratto del valore di 6.639.517 dollari.

Assemblea della comunità per il progetto. Immagine di laohamutuk.org.

Assemblea della comunità per il progetto. Immagine di laohamutuk.org.

Il Tasi Mane è diventato oggetto di polemiche perché interesserà varie comunità e le costringerà a lasciare la propria terra. Un membro della comunità, Manuel da Costa, precisa che la gente non è contraria allo sviluppo:

… la costa meridionale diventerà una terra promessa per lo sviluppo di Timor Est, ma noi, figli di Betano, diventeremo le vittime dello sviluppo stesso.
Noi gente di Betano sosteniamo lo sviluppo, ma le nostre necessità devono venire prese in considerazione.

La comunità di Betano ha già acconsentito a cedere quattro ettari della propria terra al governo, ma protesta contro l'occupazione:

La gente di Betano, di Aldeia Bemeta, ha offerto mesi fa quattro ettari della propria terra al Governo perché venisse costruita una centrale termoelettrica.
Poco tempo fa il Governo ha stipulato un contratto con Tinolina Construction Ltd per preparare l'area. Durante questo processo hanno occupato più terra di quanto concordato.

Poiché l'occupazione della terra è stata maggiore rispetto all'accordo originario fra il Governo e la Comunità, quest'ultima ha iniziato ad organizzarsi come suo diritto, essendo consacrata dalla Costituzione come popolo di una “nazione indipendente”.

Il Governo e l'azienda hanno dimostrato mancanza di trasparenza e una notevole manipolazione dei fatti lungo tutto il processo, e ci sono molte incongruenze nella storia.

Quando la gente ha manifestato, la polizia ha disperso la folla con violenza.

Per questo motivo la comunità ha organizzato un'azione pacifica nei campi. Tuttavia c'è stata una reazione violenta della polizia, che è intervenuta per impedire la dimostrazione pacifica.

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