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Perù: i primi 100 giorni del presidente Ollanta Humala

Sabato 5 novembre si sono celebrati i primi cento giorni del governo [es, come per tutti gli altri link, eccetto ove diversamente indicato] di Ollanta Humala [it]. Mettendo per un momento da parte successi e insuccessi, l'elemento che salta subito agli occhi è la differenza tra il presidente che lo ha preceduto, Alan García [it] , sempre attento al ruolo dei media e presente sia sulla stampa che in televisione — mentre Ollanta Humala appare poco propenso a fare dichiarazioni alla stampa.

Molte testate hanno presentato i propri servizi speciali sui cento giorni recentemente compiuti. Il giornale El Comercio ha proposto diversi articoli sull'argomento, tra cui una nota riassuntiva con gli alti e bassi e una sintetica analisi sul comportamento degli uomini più vicini al presidente. Anche il quotidiano La República nel suo numero speciale sfodera una serie di articoli che analizzano la trasformazione subita da Ollanta Humala in questi 100 giorni e un’intervista all'analista político Nelson Manrique che si chiede che ne è stato delle persone che durante il periodo pre elettorale dichiaravano che in caso della vittoria di Humala, se ne sarebbero andate dal Paese.

Ollanta Humala, cien días

Il Presidente Ollanta Humala ha portato aiuti al villaggio di Calacoa, dove nel 2000 aveva guidato una rivolta militare. Immagine su Flickr, di Presidencia Perú, licenza Creative commons (CC BY 2.0).

Su Twitter è stato creato l'hashtag #100diashumala, e pur non avendo suscitato gran entusiasmo tra i blog, limitandosi a riportare link agli articoli delle maggiori testate, permette di scovare post interessanti tra i quali quello de La Escena Contemporánea, in cui il blogger Eduardo Jiménez fa riferimento a uno dei momenti più noti della campagna elettorale, cercando di fare il bilancio dei cento giorni trascorsi:

Para la evaluación se puede tomar como parámetros de referencia lo que prometió en campaña o lo declarado en el plan de gobierno, a fin de contrastar lo dicho con lo que está haciendo, lo que falta por hacer o los necesarios cambios en el camino. El primer inconveniente es qué plan de gobierno contrastamos, si “la gran trasformación”, furibundamente estatista, o la más flexible “hoja de ruta”, aparecida cuando el candidato Humala pasa a la segunda vuelta. Evidentemente que es la hoja de ruta el instrumento eje que delimita actualmente la política del gobierno.

Per poter fare un bilancio si possono considerare come parametri di riferimento le sue promesse in campagna elettorale o ciò che ha incluso come programma di governo, per compararlo con ciò che sta effetivamente facendo, ciò che non ha ancora fatto o i cambiamenti che sarebbero necessari nella sua azione di governo. Il primo inconveniente è a quale programma fare riferimento, se quello de “la grande trasformazione”, radicalmente statalista, o la più flessibile “mappa”, apparsa quando il candidato Humala si è presentato al secondo turno. Evidentemente la mappa ad oggi è lo strumento che delimita la política del governo.

Il giornalista Jaime del Castillo non nasconde la sua delusione rispetto alle misure prese dal governo e sul suo blog dichiara:

Consideramos que el presente gobierno de turno encaja exactamente en lo que negó y rechazó y recusó el pueblo mayoritariamente electoral el 05 de junio: Continuismo

¿Es o no es continuismo (y de la peor laya) habernos estafado con tanto avivato e impresentable y delincuente y deshonesto y un largo etcétera en negativo y en hediondo en cuanto a Parlamentarios de ‘Gana Perú’?, ¿’Honestidad para el Gran Cambio’? …

¿Es o no es continuismo: Dejar hacer y dejar pasar al más puro estilo liberal de todos los siglos con respecto a Grupos de poder económico-financiero que dominan al Perúhace décadas: Mineras, Telefónica del Perú, etc., etc.?

¿Es o no es continuismo: Que la PRENSA GRANDE haga lo que se le dé la gana embruteciendo al pueblo peruano y marcando su agenda comercial, política y económica antes que el interés público o de las grandes mayorías que pidieron y exigieron CAMBIO el 05 de junio del 2011?

Pensiamo che l'attuale governo incarni esattamente ciò che la maggioranza dell'elettorato ha rifiutato il 5 di giugno: la continuità

Non è forse continuità (e della peggior specie) averci truffato con la marea di parlamentari furbetti, impresentabili, delinquenti e disonesti e una lunga serie dei altri epiteti negativi presentati dal partito ‘Gana Perú’?,’Onestà per il grande cambiamento’? …

Non è forse continuità: Lasciar fare e non intervenire in occasione del più puro stile liberista di ogni epoca che si manifesta attraverso i gruppi di potere economico-finanziario che dominano il Perúda decenni: imprese minerarie, l'impresa Telefónica peruviana, etc., etc.?

Non è forse continuità: che i media dominanti facciano come gli pare abbruttendo il popolo peruviano e dando spazi o alla propria agenda commerciale, politica ed economica anteponendola sia all'interesse pubblico che a quello dell'immensa maggioranza che ha chiesto e esige un CAMBIAMENTO il 05 di giugno del 2011?

Nel blog Societas Consultora, Gerardo Castillo Guzmán segnala il suo punto di vista sulla situazione politica ed economica, presentando tre riforme fatte dal governo:

Primero, el logro de un aumento sustancial de la contribución de las empresas mineras a través de un acuerdo de consenso que permite no romper los marcos legales de estabilidad tributaria y límites de competitividad, sobre todo en comparación con nuestro vecino Chile. Aunque algunos sectores de la izquierda cuestionan el monto y la forma, el ingreso de recursos directos para el gobierno central para emprender proyectos mayores de infraestructura –importantes no solo para cerrar las brechas del país sino también para incentivar la economía en momentos de crisis— es importante.

Segundo, aunque con muchas más complicaciones, se han avanzado en las negociaciones para dedicar de manera exclusiva las reservas de gas del proyecto Camisea al mercado interno peruano. Ello es importante no solo por ser una promesa electoral central y por el ahorro que supondría para la nación abastecerse con un gas barato […]. Ante todo es clave por que podría suponer la puesta en marcha de ambiciosos planes de desarrollo gasífero –incluyendo plantas petroquímicas y de fertilizantes— para el sur andino, la región con mayores índices de pobreza y el enclave electoral de Ollanta Humala.

Tercero, la captación de mayores recursos para el gobierno central es justificada por la necesidad de potenciar y redirigir los programas sociales con el fin de reducir dramáticamente la pobreza, especialmente en las áreas rurales. La pronta creación del Ministerio de Desarrollo e Inclusión Social, cuyo función es la de centralizar los programas y tornarlos más eficientes evitando los serios problemas de duplicidad y filtración existentes, es señal de la prioridad dada al tema.

Primo, aver ottenuto un aumento sostanziale del contributo delle imprese minerarie per mezzo di un accordo raggiunto che permette di rispettare sia la stabilità fiscale che i livelli di competitività, in particolar modo rispetto al nostro vicino il Cile. Anche se parte della sinistra mette in discussione l'ammontare e le modalità, è fondamentale l'entrata di risorse dirette per il governo centrale che permette di dare inizio a progetti infrastrutturali, importanti sia per superare le grandi differenze nel paese per stimolare l'economia in un momento di crisi.

In secondo luogo, sebbene con molte difficoltà, si sono registrati progressi nel campo delle negoziazioni volte a veicolare in modo esclusivo le riserve di gas del progetto Camisea al mercato interno peruviano. Questo progetto oltre a far parte delle promesse elettorali, permetterà un risparmio che la nazione che potrà contare con gas più economico […]. Potrebbe costituire il primo passo verso la messa in moto di ambiziosi piani di sviluppo gasífero, che includerebbero stabilimenti petrolchimici e di fertilizzanti per il sud andino, la regione che registra i maggiori indici di povertà e in cui Ollanta Humala ha ricevuto più voti.

E infine, l'entrata di maggiori risorse da parte del governo centrale si giustifica con la necessità di potenziare e ridirezionare i programmi di sostegno sociale con l'obiettivo di ridurre in modo efficace la povertà, specialmente nelle zone rurali. La rapida creazione del Ministero di sviluppo e inclusione sociale, che ha come compito quello di centralizzare i programmi e renderli più efficenti evitando che si duplichino e si verifichi la diffusione di notizie, indica il livello di priorità dato al tema.

Nel blog La caja de Daysi indicano tre brutte cadute di stile, una verificatasi prima che avessero inizio i 100 giorni di governo:

mucho antes que Humala juramente, su hermano menor, Alex Humala ya se había adelantado, viajando a Rusia y reuniéndose con el ministro del Exterior Serguei Lavrov para discutir posibles formas de cooperación en proyectos de gas a través de Alianzas Estratégicas. El caso se solucionó cuando el partido de Gana Perú tomo las medidas respectivas por aquella acción adelantada que hizo el hermano menor del presidente.

La designación de Ricardo Soberón al frente de Devida [Comisión Nacional para el Desarrollo y Vida sin Drogas], también fue uno de las gestiones más cuestionadas porque este había sido el asesor de la congresista Nancy Obregón. Enseguida dispuso la suspensión temporal de la erradicación de cocales en el VRAE [Valle del Río Apurímac y Ene].

Humala también tuvo una exitosa gira en Latinoamérica y fue muy bien recibido por el marco de la Asamblea de la ONU. Sin embargo lo que le hizo temblar fue cuando un periodista de la Univisión le preguntó sobre una posible reelección, a lo que el mandatario muy soberbio en su respuesta atinó a no responder.

ben prima del giuramento di Humala, il fratello minore Alex Humala si era portato avanti, viaggiando in Russia dove si era riunito con il ministro degli esteri Serguei Lavrov per discutere di possibili forme di cooperazione in progetti di sfruttamento gasifero, attraverso la creazione di alleanze strategiche. Il caso si risolse con la decisione da parte del partito Gana Perú di prendere una serie di misure rispetto al comportamento avventato del fratello minore del presidente.

La nomina di Ricardo Soberón a capo della Devida [Comisión Nacional para el Desarrollo y Vida sin Drogas], è stato un altro momento molto discusso perchè si trattava dell'ex assessore della parlamentare Nancy Obregón. In seguito decise la sospensione temporanea della sradicazione dei coltivatori di coca nella VRAE [Valle del Río Apurímac y Ene].

Humala è anche reduce da un lungo giro per l'America Latina ed è stato ricevuto molto bene in occasione dell’ Assemblea dell’ ONU. Senza dubbio il momento critico è stato quando un giornalista di Univisión gli ha domandato se prevedeva la ri-elezione e il presidente con un atteggiamento molto superbo non si è degnato di rispondere.

Dalle opinioni raccolte si può dedurre che il governo di Humala non sia all'altezza delle attese né della destra né della sinistra: in sintesi il Perú non è entrato nell'orbita dell'influenza di Chavez, come molti temevano, né sono state prese misure nettamente pro popolo. E forse questo è un bene, nel caso il governo riesca a trovare la propria strada, includendo tutti i peruviani, ricchi e poveri, bianchi, cholos (creoli), cinesi e afrodiscendenti. Solo con il tempo ci darà la risposta.

[ La versione originale di questo post è stato pubblicato su Globalizado, il blog personale di Juan Arellano, il 5 novembre 2011 ]

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