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Spagna: polemiche online sulle elezioni generali

A scrutinio concluso, si confema la maggioranza assoluta del PP (Partido Popular), di ideologia neoliberale. I partecipanti alle celebrazioni nella calle Génova di Madrid, sede del partito, hanno subito illustrato quel che adesso la Spagna deve aspettarsi: tagli al sociale e all'occupazione; tagli su tagli con l'obiettivo di rispondere alle necessità del mercato e degli elettori. Da non tralasciare è il numero delle astensioni e voti nulli, che ha raggiunto quota 10.000.000 e che rappresenta la seconda forza politica del Paese, nonostante non trovi espressione nei risultati reali o nei mass media.

@VicenteVallesTV, giornalista di Antena 3: gridano “elimina l'aborto” mentre Rajoy parla dal balcone di Génova.

Durante la giornata ci sono state anche varie controversie. In molti seggi elettorali, professori membri della cosiddetta marea verde [es, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato], difensori dell'educazione pubblica e contrari ai tagli nel sistema scolastico e universitario, si sono presentati a votare con una maglietta di colore verde e si sono visti impediti dall'esercitare il loro diritto al voto in base al regolamento della Giunta Elettorale che proibiva agli scrutatori – ma non agli elettori – di far girare slogan di qualsiasi genere nei seggi.

Le magliette proibite in vari seggi elettorali

@democraciareal#votodenuncia La Giunta Elettorale ordina di impedire il voto a chiunque le indossi: #camisetaverde#20n# mareaverde#votar#mesas20n

Se un elettore si presenta in un seggio elettorale e non gli consentono di votare perchè indossa una maglietta della “marea verde”, ha due alternative: o se la toglie o presenta un reclamo ma non vota, secondo quanto spiegato dal portavoce di un seggio.

È accaduto anche che per alcune ore i votanti di un partito politico (PACMA) a difesa dei diritti degli animali, non avessero le schede elettorali per esercitare il proprio diritto al voto. Un rappresentante del Ministero degli Interni si è visto obbligato a reacarsi sul luogo per ovviare all'irregolarità del rifiuto da parte del presidente del seggio — il quale negava la sua firma in calce al reclamo dei votanti con la seguente motivazione: “non firmo agli anti-taurini”.

In almeno due occasioni alcuni giornalisti sono stati allontanati dai seggi elettorali. I presidenti dei seggi avevano infatti chiesto di non essere fotografati e si sono mostrati ostili ai fotografi, nonostante questi spiegassero che volevano semplicemente fotografare i deputati che si erano recati a votare.

Nelle ultime settimane c'è stato un numero illimitato di strategie anti-campagna, come l'invito da parte del collettivo di hacker-attivisti Anonymous alla cosiddetta “operazione 20 novembre” (#Op20N) che aveva come obiettivo quello di “hackerare le elezioni” e chiedeva di votare contro il bipartitismo di PP e PSOE (Partido Popular-Partido Socialista Obrero Español), oppure di annullare la scheda. Iniziative simili sono nate spontaneamentre tra gli elettori, come nel caso del blog Doriyakitú, che proponeva agli elettori di presentare reclami o querele contro il voto e lo scrutinio in base all'Art. 19 della Legge Elettorale Spagnola, accusando la vulnerabilità del pluralismo politico o l'ingiustizia della stessa legge elettorale (Metodo D'hont [it]).

Per i risultati delle elezioni generali, si veda la relativa pagina ufficiale.

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