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Video: il festival Plural+ premia i giovani registi

Categorie: Africa sub-sahariana, America Latina, Asia orientale, Europa occidentale, Medio Oriente & Nord Africa, Argentina, Brasile, Cina, Finlandia, Israele, Kenya, Malesia, Portogallo, Arte & Cultura, Citizen Media, Diritti umani, Etnia, Giovani, Migrazioni, Relazioni internazionali

Recentemente si è tenuta a New York la cerimonia conclusiva del Plural+, un festival di cortometraggi incentrato sui temi della diversità, dell'emigrazione e dell'inserimento sociale. Giovani provenienti da ogni parte del mondo sono stati premiati per la realizzazione di cortometraggi che invitano alla riflessione, nei quali hanno espresso le loro proposte per aspirare a una società pacifica e multiculturale.

Impronte di mani su tessuto bianco [1]

Mani [1], in CC [2] di John-Morgan [3]

Il Plural+ Youth Video Festival [4] [en, come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato] riconosce i giovani come validi rappresentanti del cambiamento sociale. Nella cerimonia di premiazione [5], giovani filmmaker hanno ricevuto un riconoscimento per gli ottimi lavori presentati.

Di seguito alcuni dei video vincitori.

GIFT [6], creato da Pang Jia Wei, Ryan Tan Chuan Min e dal Tunku Abdul Rahman College (Malesia), ha vinto nella categoria 18-25 anni. Attraverso suoni e immagini, vediamo come la diversità sia in grado di costruire una nazione.

 

The New Portuguese [7] è un breve documentario sugli immigrati in Portogallo. Alcuni hanno lasciato il proprio Paese di origine e sono immigrati a Lisbona, altri sono arrivati in Portogallo appena nati insieme ai propri genitori: in entrambi i casi, devono lottare per essere accettati e per riuscire a trovare un posto da poter chiamare “casa”.

 

Wish [8], cortometraggio che parla delle famiglie in Cina, racconta la storia di un bambino che vive con il nonno, mentre i genitori lavorano in una città lontana. Agire nel migliore dei modi, cercando di garantire una stabilità economica al bambino, può essere molto più difficile del previsto.

 

I am Quiaqueña [9] ci riporta le riflessioni di una donna nata al confine tra l'Argentina e la Bolivia: è difficile sentirsi appartenenti a un luogo quando geografia e politica rappresentano un ostacolo.

 

Il video Between Us Two [10], da Israele, ci mostra come avere molte affinità non basta se c'è una differenza a cui si dà molta più importanza.

 

Nel video Our Hood [11] troviamo il gruppo musicale Wafalme Crew, formato da ragazzi di strada che vivono nei ghetti di Nairobi (Kenya). Questi ragazzi cantano e raccontano di come la musica sia riuscita a migliorare le loro vite, insegnando loro a reagire davanti alle sfide e a mantenere sempre una visione positiva della vita.

 

In Exile Song [12] un ragazzo scrive a suo padre, da sempre lontano da casa per lavoro. Gli ricorda che se desidera rivedere le palme e ascoltare il cinguettio dei tordi, tutto ciò che deve fare è tornare a casa.

 

In Belong [13], alcuni immigrati in Finlandia parlano della propria esperienza di vita lontano dalla terra d'origine e di cosa li aiuta a sentirsi appartenenti alla loro nuova casa.

 

Gli altri video vincitori sono pubblicati sull'apposita pagina di Plural+ [14].