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Egitto: dura repressione dei militari contro le donne

A quasi un anno dall’inizio delle proteste che hanno portato milioni di persone nelle strada per invocare dignità, libertà ed eguaglianza sociale, la serie di violenze contro le donne non ha tregua. Durante questo anno il Consiglio Supremo delle Forze Armate (CSFA, acronimo in italiano), il potere militare al governo in Egitto, ha abusato delle donne egiziane sessualmente, fisicamente ed emotivamente – in modo ignobile ed irrimediabile.

L’Egitto torna ancora una volta in primo piano nel mondo a causa di una fotografia che ritrae ufficiali militari che brutalmente colpiscono una ragazza velata e le strappano di dosso i vestiti durante il tentativo di dispersione del sit in #OccupyCabinet[en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato].

Per tre settimane, gli attivisti hanno organizzato un sit in fuori dal quartier generale del governo a Il Cairo, protestando contro la nomina militare di Kamal El Ganzouri come nuovo Primo Ministro egiziano all’inizio del mese di dicembre. Dieci persone sono state uccise e circa 500 ferite durante gli scontri tra soldati e manifestanti all’interno e intorno a Piazza Tahrir a partire dal 16 dicembre. Le atrocità commesse dai militari contro le donne hanno scioccato il mondo.

Dalia Ezzat ha postato un video per mostrare l’atto di violenza commesso contro la contestatrice velata indicata precedentemente:

@Daloosh: E se la foto non fosse abbastanza, ecco il video che mostra l’uso oltraggioso della violenza contro una donna

Questo video che mostra uomini in uniforme militare che selvaggiamente colpiscono e denudano una donna velata è circolato ampiamente in Rete ed è stato diffuso dai mezzi di informazione.

Se non per l’atto di strappare i vestiti che potrebbe essere accaduto in modo non intenzionale, è necessario però osservare attentamente il piede del militare che colpisce la ragazza, sul viso e sul petto più e più volte. L'accanimento e la violenza del gesto sono ingiustificabili.

La scorsa notte, varie chiamate hanno tentato di fermare la circolazione della fotografia affinché non arrecasse imbarazzo alla ragazza. Ma i netizen hanno affermato con convinzione che a provare vergogna deve essere la CSFA e non la donna.

La giornalista egiziana Mona El Tahawy ricusa:

@monaeltahawy: Non staremo in silenzio. Parleremo a tutti, volenti o nolenti. La vergogna appartiene alla polizia CSFA, e non a noi, donne egiziane.

Amira Aly spiega:

@FEM4Ever: la CSFA ha ridotto quella donna a #BlueBraGirl “la ragazza dal reggiseno blu”. Non dovremmo permetterlo. Lei è Libertà , Dignità e Coraggio. E’ la vera #EgyptGal

Mona Seif, una blogger e attivista egiziana molto determinata che è stata detenuta e torturata insieme a sua sorella[ar], conferma che la ragazza nel video non è in stato di fermo e che si sta riprendendo – si suppone a livello fisico, non emotivo – ma che la sua identità non sarà rivelata [ar]:

البنت اللي ظهرت في الصور بتتعرى و بيعتدوا عليها مش محتجزة،خرجت و بتحاول تتعافى. هنلتزم بعد الإعلان عنها حماية ليها و لخصوصيتها.أرجوكو تفهموا
@Monasosh: La ragazza che appare nel video mentre viene denudata non è stata trattenuta, ma è fuori e sta recuperando. Ci tratterremo dal rivelarne l’identità al fine di garantire la sua privacy

Tra gli atti di violenza contro i manifestanti si annovera anche un attacco ad una donna egiziana di età avanzata così che gli anziani non si sentano esclusi! Di seguito un’immagine che Ahmed Shokeir condivide su Twitter con il seguente commento [ar]:

جيش العار
L'esercito della vergogna
Immagine condivisa da Ahmed Shokeir su Twitter, un soldato egiziano mentre sta per colpire una donna anziana

Immagine condivisa da Ahmed Shokeir su Twitter, un soldato egiziano mentre sta per colpire una donna anziana

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