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Russia: analisi sulla possibile portata delle manifestazioni del 10 dicembre

Categorie: Europa centrale & orientale, Russia, Citizen Media, Cyber-attivismo, Elezioni, Libertà d'espressione, Media & Giornalismi, Politica, Protesta, Tecnologia, RuNet Echo

Mentre rimangono insolute le controversie sui risultati delle elezioni politiche in Russia e la situazione dei dimostranti detenuti dalle autorità, (vedi Global Voices 1 [1], 2 [2], 3 [3]), in molte città del paese si stanno organizzando nuove manifestazioni per sabato 10 dicembre.

Mitingmap ha pubblicato ieri una mappa [4] [ru, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] dei gruppi di protesta nelle varie località, mentre Novaya Gazeta ha diffuso una lista [5] delle manifestazioni previste.

Pressioni su Vkontakte

I gruppi appartenenti a social media che si sono stati formati in quasi tutte le città principali vengono percepiti come una minaccia. L'8 dicembre, l'utente Edvvvard di LiveJournal riferì [6] di aver notato qualcosa di strano nel suo gruppo Rospil [7] (creato in supporto del progetto rospil.info di Alexey Navalny) in Vkontakte [8] [it].

Mappa delle proteste. Schermata da Yandex.maps [4]

Mappa delle proteste. Schermata da Yandex.maps

Il suo primo pensiero fu che si trattasse di una misura di Vkontakte per impedire ai dimostranti di comunicare tra loro. Poi ricevette una replica di Pavel Durov, fondatore del social network in questione, il quale gli comunicò che il gruppo aveva raggiunto il limite massimo giornaliero di commenti e che stavano lavorando per risolvere il problema.

In seguito, però, Durov aggiunse [6]:

Tutto OK. Recentemente l'FSB [Servizio di Sicurezza Federale] ci ha chiesto di chiudere i gruppi di opposizione, come il tuo. Noi questo non lo facciamo, per principio. Non sappiamo ancora come andrà a finire per noi, ma non cediamo.

Secondo Edvvvard, Durov ha così preso una posizione nel conflitto del dopo elezioni: quella dei blogger.

Qualche ora dopo, il sito di notizie lenta.ru rivelava [9] che la polizia aveva proposto di vietare l'anonimato online, dato che i social network “rappresentavano una potenziale minaccia alla base della società”. Più tardi, il ministro Nurgaliev definiva [10] la proposta “un'assurdità”.

Finora nessun gruppo è stato chiuso o vietato.

Un'analisi dell'attuale mobilitazione online

Le dinamiche nel mondo digitale si stanno dimostrando alquanto vivaci. L'emittente televisiva ‘Rain’ ha riportato [11] che negli ultimi quattro giorni ha registrato un aumento dell'utenza di cinque volte, mentre in pochi giorni un gruppo Facebook moscovita organizzato dal ventiquattrenne Ilya Klishin ha superato [12] i 30.000 iscritti.

Abbiamo analizzato alcuni dati relativi a gruppi in Facebook e Vkontakte associati con le proteste del dopo elezioni e osservato una serie di caratteristiche interessanti (i dati si riferiscono al periodo tra le 11:30 e le 15:00 dell'8 dicembre, fuso orario dell'Europa Centrale):