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Singapore: animato il dibattito online sulla ‘SlutWalk’

Il 4 dicembre scorso centinaia di persone hanno preso parte alla SlutWalk, provocando altresì vivaci riscontri online. Le organizzatrici hanno iniziato diffondendo ovunque possibile questo invito [en, come tutti i link successivi]:

Non bisogna considerarsi “prostitute” per partecipare alla SlutWalk (letteralmente marcia delle prostitute). Vi chiediamo di unirvi a noi per prendere posizione riguardo alle aggressioni sessuali e ai diritti delle vittime, e per rivendicare il rispetto per tutte noi. Non dovete sbandierare la vostra sessualità, vi chiediamo solo di unirvi a noi. Non vi chiediamo di vestirvi in modo vistoso, altrimenti cadremmo nello stereotipo tradizionale di cui cerchiamo così difficilmente di liberarci. ‘SlutWalk Singapore’ vi chiede di VENIRE COME SIETE — in jeans e maglietta, calze a rete, sari, con la giacca, o in ‘tudung’. Non importa il modo in cui vi identificate visivamente, accogliamo TUTTI quelli che volgiono far qualcosa per cambiare gli atteggiamenti prevaricatori che sono la causa delle aggressioni sessuali.

Secondo A Wolf's Tale nel parco si contavano oltre 600 manifestanti:

Le organizzatrici avevano previsto circa 300 presenze, ma si sono presentate 600 persone, molte donne con i propri mariti e compagni. In qualche modo, sono felice di vedere che i loro compagni sostengono l'evento. La pioggia non ha inzuppato lo spirito, ma ha fatto scappar via qualcuno partecipanti. Comunque c'era una bellissima energia – c'era la musica, dimostrazioni di Muay Thai, chiacchiere e gustosi drink. Ho incontrato nuove persone e parlato con loro. Bellissimo!

Slutwalk Singapore. Immagine di Irene Ma

Slutwalk Singapore. Immagine di Irene Ma

Curioso di sapere cosa fosse il movimento SlutWalk, Shawn Bryon Danker ha partecipato all'evento:

Come uomo, orripilato sia dalla mancanza di un pensiero progressista all'interno della nostra società e dalle abitudini incallite dei provocatori contro questo movimento, domenica sono andato di persona a vedere cosa fosse la SlutWalk. Volevo dare il mio appoggio a ciò che secondo me è la continuazione del vecchio movimento per i diritti civili, una chiamata; o un garbato promemoria se volete, per rinnovare la tolleranza e l'accettazione dell'altro nella nostra società – tematiche che penso molti abbiano dimenticato al giorno d'oggi.

rrrett descrive perchè si è unito alla causa:

Ora ci credo, e qui deve finire la vergogna. Pensando alla SlutWalk, ogni giorno mi vergognerò sempre di meno. E se ciò significa parlare di cose che non ho mai detto a nessuno, ben venga. Perchè se a 16 anni avessi pensato quel che penso ora, in questi 8 anni avrei passato meno tempo a vergognarmi, e molto di più a indignarmi e a lavorare verso una soluzione.

Per me, per noi, per tutte le ragazze a cui è andata peggio e vivono con dolori segreti, questo è il piano, e inizia con la SlutWalk Singapore: Parlare, senza vergogna .

Alcuni blogger tuttavia hanno sollevato varie domande sulla SlutWalk. Il Lycan Times nota la debolezza dell'evento:

…nessuno ha chiesto in che modo la Slutwalk eviterà che altre donne vengano aggredite dai predatori sessuali. Sicuramente aiuterà le vittime a non accusare loro stesse di essere la causa della propria sfortuna, ma la Slutwalk insegna alle donne come proteggersi? Mi sembra che abbiano completamente ignorato il rischio che costituisce comportarsi e vestirsi in un certo modo. E’ da irresponsabili completi. Le organizzatrici della Slutwalk hanno una vaga idea della brutta impressione che ora fanno, dal momento che sembrano un branco di persone che semplicemente rifiutano di agire responsabilmente, anche nei confronti di loro stesse?

LCC suggerisce alle donne di essere più prudenti riguardo al modo di vestire:

Ed è vero, forse dovremmo insegnare agli uomini a trattare le donne con il rispetto che meritano, a prescindere dal modo in cui si vestono e dovremmo concentrare i nostri sforzi nel cercare di trovare soluzioni strutturali permanenti che eliminino i reati sessuali una volta per tutte. Comunque questo approccio non verrà messo in pratica in tempi brevi nel futuro prossimo. Quindi, nel frattempo, sarebbe prudente che le donne avessero un atteggiamento saggio rispetto alle loro scelte di abbigliamento, per salvaguardarsi da attenzioni maschili indesiderate, e se dovessero indossare abiti che possono attirare i criminali sessuali, sarebbe prudente per loro adottare altre precauzioni, ad esempio: essere vigili, portarsi uno strumento di difesa che possa impaurire l'aggressore, eccetera.

Musings from the Lion City sostiene invece che le organizzatrici non dovrebbero usare il nome ‘SlutWalk’:

Non ho problemi ad avere una “SlutWalk” a Singapore ma una “SlutWalk” nel weekend non è veramente una “SlutWalk”. Dall'immagine che vedo, le donne sono arrivate alla marcia con magliette a manica lunga e jeans. Lo so che le organizzatrici hanno detto che l'idea non era essere provocatrici o vistose, ma protestare contro la violenza sulle donne. Visto come stanno le cose, allora non dovrebbero usare il nome “SlutWalk”.

Kirsten è infastidita dalle obiezioni disinformate alla SlutWalk:

Come era prevedibile, la SlutWalk ha acceso un dibattito abbastanza incandescente a Singapore, e ci sono molte, molte persone che si oppongono a essa per varie ragioni. Rispetto il fatto che alcune persone abbiano le loro ragioni personali per non volere appoggiare la SlutWalk, e va bene. Nessuno dice che a Singapore tutti debbano partecipare all'evento, o iniziare a promuovere il messaggio se non vogliono.

Tuttavia, mi disturba molto quando l'opposizione alla SlutWalk è generata dall'ignoranza o dalla ristrettezza mentale, o quando queste persone ricorrono agli insulti nei confronti delle organizzatrici e delle partecipanti.

MsDemeanour Singapore scrive infine il successo dell'iniziativa:

La SlutWalk ha affrontato i critici e gli scettici, e ha trionfato. Quelli che pensavano che la violenza sessuale non fosse un problema a Singapore e che la SlutWalk fosse solo aggregarsi ad un'iniziativa. Sono quelle persone che non riconoscono o non vogliono riconoscere i problemi a casa propria. Ma anche se non fosse un problema a Singapore, dovremmo allora smettere di essere solidali nei confronti di seri problemi che esistono nel resto del mondo, solo perchè sentiamo che non succedono a casa nostra?

Su Twitter è stata usato l'hashtag #slutwalksg per documentare l'evento.

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