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Messico: artisti uniti contro la violenza

La violenze e l'impunità che sta vivendo il Messico negli ultimi anni ha spinto artisti, creativi e media a unire le proprie forze e lanciare una campagna per dare alle statistiche nomi e storie. Attraverso un progetto di tipo collaborativo chiedono al pubblico di rendere pubblici altre storie e dare voce alle vittime della violenza.

Gli artisti hanno già girato una serie di video in cui raccontano alcune storie di persone che sono state uccise in Messico. Ad esempio la cantante Ely Guerra presta la sua voce alla figura di Marisela Escobedo, una madre che ha lottato per ottenere giustizia per la morte della figlia. Nonostante il marito di sua figlia avesse confessato il crimine, le autorità hanno dichiarato la mancanza di prove evidenti per la sua incarcerazione.

Dopo essere riuscita a portarlo per la seconda volta di fronte al tribunale, la corte lo ha dichiarato nuovamente innocente.  Marisela Escobedo è stata uccisa di fronte al Tribunale durante una protesta in cui chiedeva che venisse fatta giustizia per sua figlia. Ancora oggi entrambi gli omicidi, quello di  Marisela e quello di sua figlia, rimangono impuniti

L'intera storia, con sottotitoli in inglese, è raccontata in questo video:

Il sito Proyecto Ambulante [es, come per tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato] descrive così il prossimo video:

Leonardo Amador Rivas trabajaba en la discoteca News Divine y perdió la vida el 20 de Junio del 2008, junto a otros 11 jóvenes. Un operativo de la policía en el lugar, sin organización, actuando con negligencia y regidos por la criminalización de estos jóvenes, acabó con sus vidas.

Piro Pendas (Ritmo Peligroso), músico mexicano, le da voz a la historia de Leonardo, que es la historia de nuestro país.

Leonardo Amador Rivas lavorava nella discoteca News Divine dove è morto il 20 giugno del 2008 insieme ad altri 11 giovani. Quel giorno ebbe luogo un'operazione di polizia non prevista nè organizzata; gli agenti sono intervenuti in modo negligente e mirando alla criminalizzazione di questi giovani, concludendosi con il loro assassinio.

Piro Pendas (Ritmo Peligroso), musicista messicano, presta la sua voce alla vicenda di Leonardo, un riassunto della storia del Messico.

La quindicenne Victoria Castro proveniente dal Salvador è stata una dei 72 immigrati massacrati in Messico mentre cercava di entrare negli Stati Uniti. La sua storia viene raccontata dall'attrice Diana García.

Su Facebook è stato inoltre lanciato un appello pubblico, nella speranza di ricevere nuovi contributi di storie di vittime di violenze, raccontate dagli stessi cittadini. Tutti i video si chiudono con un commento sulla situazione che rende possibile questi reati, uno Stato in cui la legge pare essere stata sostituita dalla corruzione e in cui urge una spinta a reagire da parte dell'intero Paese. I video possono essere inviati in qualsiasi momento, dato che il progetto rimane aperto a tutti.

Los invitamos a participar en un video colectivo que pretende darle voz y vida a los que la perdieron en manos de la guerra contra el narco, de la impunidad y corrupción, en manos de la violencia que se vive actualmente en nuestro país. Los nombres se cambian por números y esto nos hace ajenos a la tragedia. Cada víctima tiene nombre y detrás de él existe una vida, una historia, una familia. La tragedia es nuestra, no de alguien más.

Vi invitiamo a partecipare a questa esperienza collettiva, che vuole dare vita e voce a coloro che l'hanno persa a causa della guerra contro il narcotraffico [it], dell'impunità e della corruzione, a causa della violenza che oggi vive il nostro Paese. I nomi diventano dei numeri e questo ci allontana dalla tragedia che viviamo. Ogni vittima ha un nome, e dietro a questo c'è una vita, una storia, una famiglia. La tragedia è nostra, non di qualcun'altro.

Carlo Avilés presta la sua voce a Juan Carlos Medrano, ucciso da un gruppo armato a casa, dove stava celebrando la vittoria della squadra di basket favorita. Il suo migliore amico lo ha trasportato in ospedale ma non c'è stato nulla da fare ed è morto 48 ore dopo, come anche altri 14 ragazzi, oltre a circa 20  feriti. Tutti avevano tra i 15 e i 20 anni.

Infine, ecco come la testata online Marvin sintetizza il progetto:

Utilizando herramientas como YouTube y las redes sociales para crear fenómenos virales, “Nuestras vidas, nuestros nombres” pretende generar una consciencia colectiva acerca de las tragedias que vivimos a diario en nuestro país. La violencia no es solamente la que vemos en los medios, la violencia inicia en los hogares, y desde ahí es desde donde se tiene que generar una cultura anti-violencia.

Ricorrendo a strumenti come  YouTube e ai social network per creare video virali, “Nuestras vidas, nuestros nombres” vuole dar vita alla coscienza collettiva sulle tragedie che accadono tutti i giorni nel nostro Paese. La violenza non è solo un fenomeno rappresentato dai media,  ma ha inizio nelle case ed è da lì che vogliamo far partire il processo che generi la cultura della non-violenza.
[Foto del titolo di elbragon, riprese da Flickr  con Licenza Creative commons.]

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