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Brasile: la storia di una emigrante siriana oggi 93enne

“Sito Badia” – “Nonna Badia”, così la chiamano i suoi nipoti – è nata nel villaggio di al-Hawash, nel governatorato di Homs [it]. Badia si trasferì in Brasile con la famiglia 80 anni fa, quando ne aveva solo 13. La storia della sua vita, qui raccontata, ci riporta alla prima fase dell'emigrazione dai Paesi arabi verso il Brasile e l'America Latina in generale.

Badia, 93 anni, con suo fratello Michael, 91 anni, mostra una foto di famiglia scattata per il Natale del 2011. Fotografia pubblicata con permesso.

Badia, 93 anni, con il fratello Michael, 91 anni, mostra una foto di famiglia scattata nel Natale del 2011. Fotografia pubblicata con permesso.

Nel 1932, Habib, il padre di Badia, decise di trasferirsi in Brasile seguendo le orme dei fratelli maggiori, che risiedevano già a São Carlos [it], nello stato di Sao Paolo:

Mio nonno Farah si trovava in Argentina coi suoi figli più grandi, che all'epoca avevano solo 10 e 12 anni. Quando seppe che suo fratello si era stabilito a São Carlos, in Brasile, decise di lasciare i ragazzi con lui e di tornare in Siria, dove visse fino alla sua morte. Mio padre partì da solo per il Brasile per vedere i suoi fratelli maggiori; vi rimase per un anno prima di tornare in Siria. Dopo aver riflettutto sulla differenza tra Brasile e Siria in termini di qualità della vita, decise di stabilirsi in Brasile e ci chiese di seguirlo. Con mia madre e due fratelli piccoli, Michael, che aveva 11 anni, e Adib, che aveva 9 anni, partii dal porto di Beirut per un viaggio in nave di 40 giorni alla volta di Santos [it]. Soffrii molto il mal di mare. Ci fermammo a Genova, dove ricordo il cimitero, e a Marsiglia, dove ci tennero sulla nave per cinque giorni.

I cugini stavano aspettando i membri mancanti della famiglia a São Carlos, dove il padre di Sito Badia prese una casa in affitto. Negli anni seguenti, Badia aiutò sua madre a tirare su i suoi fratelli, senza frequentare la scuola. Non sa scrivere, ma ricorda vecchie canzoni siriane come عتابا ودلعونا (Ataba & Delona) e canzoni dabka [it], che spesso cantava per sua madre:

لابدا شعيطة ولابدا بعيطة، الأمر المقدر ياأمي لبسنا البرنيطة. من مدة سبع سنين كنا فلاحين، واليوم مرتاحين بلبس البرنيطة

“Per sette anni tirammo avanti coltivando i campi. La nostra vita era semplice, ma stavamo bene. Adesso abbiamo una vita più moderna e confortevole.” Mia madre mi rimproverava, ma rideva allo stesso tempo.
La prima generazione della famiglia. Fotografia pubblicata con permesso.

La prima generazione della famiglia. Fotografia pubblicata con permesso.

La maggior parte degli immigrati siriani ha una storia simile: l'inizio a casa con la famiglia, ed in seguito l'avvio di un'attività. Secondo statistiche [pt] che risalgono al 1962, il 9% dei proprietari di industrie a San Paolo erano siriani e libanesi.

Mio padre cominciò a vendere vestiti, ed in seguito aprì un negozio a Descalvado, dove lavoravamo noi tre fratelli insieme a Michael Shamas, un libanese. Qualche anno dopo, mio padre venne a sapere di una città in via di costruzione chiamata Novo Horizonte. Più tardi, quando avevo 28 anni, mi sposai con Mossa, il nostro cugino siriano.

Sito Badia ha quattro figlie, otto nipoti e un bisnipote in arrivo, Gabriel. Mettendo insieme le famiglie e i cugini dei suoi fratelli, la famiglia allargata conta in tutto 90 membri. Oggi anno per Natale viene organizzata una festa per integrare i membri più giovani e consolidare i legami con le radici arabe della famiglia.

Sito Badia mantiene vivi a tutt'oggi i contatti con parenti sia in Brasile che in Siria, grazie alle figlie: Maria, Najat, e Marta (Esmeralda è deceduta). Inoltre, è grazie a Badia stessa che la lingua araba viene ancora parlata in famiglia:

Una grande famiglia dalle radici arabe. Fotografia pubblicata con permesso.

Una grande famiglia dalle radici arabe. Fotografia pubblicata con permesso.

Soltanto io, mio fratello Michael e i miei cugini Elias e Jamelihe parliamo l'arabo siriano. Gli altri conoscono solo i nomi dei piatti siriani (ride)! Sono tornata in Siria tre volte, ma al momento è difficile per via dei voli. Ci sentiamo per telefono a Natale e a Pasqua. Marta e Najat sono stati in Siria nel 2009, quando la mia prima nipote ha sposato un siriano.

Oggi, Badia vive a Novo Horizonte, nello Stato di San Paolo, dove tra sette anni conta di festeggiare il suo centesimo compleanno.

Questo post è apparso originariamente sul blog personale di Rami Alhames [pt].

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