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Russia: il sesso vende anche in campagna elettorale

Categorie: Russia, Citizen Media, Cyber-attivismo, Donne & Genere, Elezioni, Giovani, Musica, Politica, RuNet Echo

Giovani ragazze che incitano le fan di Putin a strapparsi i vestiti di dosso [1] [en, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato]: la notizia aveva fatto scalpore nei media per un paio di settimane la scorsa estate, ma poi non se ne era più parlato. È comunque interessante a questo punto analizzare in retrospettiva come si sia evoluto tale fenomeno, e come la campagna elettorale abbia stuzzicato la creatività di altre donne sia a favore che contro Putin. A questo proposito vale la pena di soffermarsi sul concetto di ‘2.0,’ che sembra di recente aver preso molto piede [2]. Wikipedia definisce [3] [it] il Web 2.0 come:

[…] uno stato dell'evoluzione del World Wide Web, rispetto alla condizione precedente. Si tende a indicare come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito e l'utente (blog, forum, chat, wiki, flickr, youtube, facebook, myspace, twitter, google+, linkedin, wordpress, foursquare, ecc.). Il termine Web 2.0 è stato coniato dal guru del business Tim O’ Reilly. La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle e-mail e dei motori di ricerca.

Detto ciò, quella per le Presidenziali russe 2012 potrebbe essere benissimo definita “Campagna elettorale 2.0″. Non solo ha spinto la gente – sia online che nelle strade - [4] a diventare protagonista della politica, ma a farlo in modo creativo. Internet è diventato il terreno del dibattito politico virtuale, dove sia i sostenitori che gli avversari di Putin hanno dato sfogo all'immaginazione a sostengno della propria causa.

Video Pro-Putin

Putin's Army [5]” [L'esercito di Putin, ru] è solo uno dei tanti esempi. Raggiunto l'apice, questo ‘esercito’ ha prodotto due colonne sonore — una e’ l'inno e l'altra s'intitola “Go, Vova Putin!” — e altri video [6] [ru] a carattere provocatorio. In uno dei più recenti le ragazze dell'Armata si esibiscono in un brano hip-hop [7] [ru], scatenando – ancora una volta – accese critiche nella sezione commenti:

In un altro [8] ru], apparso a due giorni dalle elezioni, una sensualissima Dar'ja Aljab'eva cita una frase di Putin, già da qualche tempo sulla bocca di tutti per le interpretazioni a cui si offre, quando usata in un contesto totalmente diverso: “Se uno non è convinto di poterlo alzare, non lo alzerà mai.”

La performance della modella ha suscitato una valanga di commenti (per lo più di scherno), tutti prontamente rimossi.

Quasi contemporaneamente [9] [ru] ai clip dell'Armata, ne sono comparsi anche degli altri, prodotti dal gruppo ‘Devočki Za Putina [10]‘ [Ragazze pro Putin, ru]. Nella loro produzione più recente [11] [ru] si assiste a una vera e propria rissa tra ragazze che si contendono Putin, descritto come partner ideale in un mondo di maschi mediocri.

A febbraio hanno cominciato a circolare nuovi video in cui le giovani protagoniste, in contesti sempre diversi, discutono la loro “prima volta” con vari interlocutori. L'intento del gruppo ‘Pervyj Raz [12]‘ [appunto, “La prima volta”, ru] sarebbe quello di incoraggiare – giocando sull'ambiguità del tema – i giovani elettori ad andare a votare, dando ovviamente la preferenza a Putin, visto che anche in politica la prima volta “dovrebbe essere sempre per amore”.
Nel primo video [13] [ru], una ragazza discute la propria esperienza con uno psicologo:

nel secondo invece [14] [ru] la protagonista ascolta il consiglio a un ginecologo, che mette l'accento sull'importanza – specialmente quando lo si fa la prima volta – della sicurezza.

Infine nel terzo [15] [ru], una maga legge il futuro di una ragazza che vuole conoscere l'uomo a cui sarà destinata; dal mazzo di carte ne viene scelta una che reca l'immagine di Putin, con tanto di aureola:

Non sorprende che i commenti a quest'ultima produzione in particolare (che nel giro di dieci giorni è stata guardata da centinaia di migliaia di persone) siano stati tutt'altro che favorevoli.

Anti-Putin

Dal canto suo l'opposizione non è certo rimasta con le mani in mano; in risposta ai video descritti sopra, ne sono usciti degli altri – sempre realizzati da giovani donne – che attaccano o ridicolizzano la campagna pro-Putin. Il primo di questa serie appare nell'agosto 2011, poco dopo la costituzione dell'Armata. In una produzione [16] [ru] dello Studio F1 un gruppo di ragazze, sfidando apertamente l'Armata Putin, si rivolge alle giovani elettrici domandando loro sino a che punto sarbbero disposte a spingersi per avere finalmente un “presidente normale”:

Il giorno prima delle elezioni, in risposta alla campagna della “prima volta” è apparso in rete questo video [17] [ru], in cui Ksenija Sobĉak – famoso volto della televisione russa – discute la sua “terza volta” con il ginecologo, che le suggerisce di cambiare partner. Sorpresa, la ragazza domanda se ci sono dei rischi. “Temo di prendermi qualche virus […] Uno arancione per esempio… (uno dei colori dell'opposizione).” Il dottore la rassicura dicendo che ci si può proteggere usando il “Bianco” (con riferimento al colore che ha dominato le proteste anti-Putin delle settimani pre-elettorali).

Non vanno dimenticate le esibizioni della banda punk femminista delle Pussy Riot [18] [ru] che, durante i mesi della campagna elettorale, ha improvvisato una serie di miniconcerti [19] in diverse parti di Mosca inclusa la Piazza Rossa [20], scelta quest'ultima che è costata loro l'arresto:

La stessa band aveva suscitato scandalo [21] [en] all'inizio di febbraio per aver radunato un ‘gruppo di preghiera [22]‘ nella cattedrale più grande di Mosca, chiedendo alla Vergine Maria di distruggere Putin

La Chiesa ortodossa ha reagito sporgendo denuncia [23] contro il gruppo per incitamento all'odio religioso. Che il sesso venda, è una verità ormai riconosciuta nel mondo del commercio e delle relazioni pubbliche. Ma a quanto pare, in Russia il concetto vale anche per la politica, ambito in cui le donne hanno dimostrato di essere attiviste agguerrite.