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Balcani: il film di Angelina Jolie riaccende il dibattito sul lascito bellico

Il film del 2011 con Angelina Jolie nelle vesti di sceneggiatrice e regista, Nella Terra del Sangue e del Miele [it], ambientato nella Sarajevo della guerra in Bosnia-Erzegovina [it], ha ricevuto molta pubblicità, sia positiva che negativa, nei Paesi Balcani, gettando benzina sul fuoco del dibattito sempre attuale sull'eredità dell’eccidio [it] che ha avuto luogo nella ex-Jugoslavia negli anni '90.

Sembra però che molti di coloro che hanno preso parte alla discussione sul film non abbiano avuto la possibilità di vederlo realmente. Viktor Markovic, residente a Belgrado, scrive così [en, come i link successivi tranne ove diversamente segnalato] sul suo blog Belgraded:

Tanto per cominciare, devo dire che nonostante questo sia stato etichettato come un “film di propaganda”, la propaganda stessa è fallita sin dal primo momento, dato che era estremamente difficile già solo trovare il film e riuscire a vederlo. È come se fosse stato dato solo in un paio di cinema in tutto il mondo… Si potrebbe dire che, proprio per via di questa scarsa distribuzione, questa pellicola è una vergogna per i film di propaganda veri e propri. […]

Angelina Jolie ha ricevuto un premio come Person of the Year dalla testata bosniaca Dnevni Avaz, alla prima film presso lo US Holocaust Memorial Museum a Washington, D.C. Foto di EUROPA NEWSWIRE, copyright © Demotix (10/01/12).

Angelina Jolie ha ricevuto un premio come Person of the Year dalla testata bosniaca Dnevni Avaz, alla prima film presso lo US Holocaust Memorial Museum a Washington, D.C. Foto di EUROPA NEWSWIRE, copyright © Demotix (10/01/12).

Marko Attila Hoare, dall'Inghilterra, ha scritto queste parole sul suo blog Greater Surbiton:

Il prodotto del debutto di Angelina Jolie alla regia, il film dal titolo “Nella terra del sangue e del miele”, è difficile da vedere, nel senso che qui nel Regno Unito non è stato distribuito, e non si sa affatto se e quando lo sarà; non c'è alcuna informazione al riguardo, nè sul sito ufficiale del film, nè in nessuna delle recensioni apparse sui giornali britannici. Ho trascorso i primi tre giorni della settimana a Washington DC, dove ho scoperto che il film non era più disponibile in città, e che non potevo vederlo su Amazon.com perchè la mia carta di credito è registrata in Gran Bretagna. Ora sono riuscito a vederlo (purtroppo solo la versione in inglese) tramite un link diffuso su Facebook da un amico.

È strana questa ritrosia del pubblico nell'andare a vedere il film, considerando la vasta pubblicità che ha ricevuto, la polemica che l'ha accompagnato e la fama e la popolarità di cui gode la regista. […]

Alan Jaksic, residente in Gran Bretagna, che sul suo blog Balkan Anarchist è già intervenuto su “Nella terra del sangue e del miele”, spiega che quella di non vedere il film nella sua interezza è stata una sua scelta consapevole:

[…] Non ho visto proprio il film, ma solo degli spezzoni su Youtube, e non sono davvero sicuro di volerlo vedere; non è perchè temo che ne sarò profondamente offeso, ma perchè non ho una gran voglia di sorbirmi un film di guerra così carico di emozione, in qualsiasi luogo del pianeta sia ambientato! […]

Markovic si esprime così riguardo alla rappresentazione del conflitto fornita dalla neo-regista:

[…] Nel film ci sono alcune scene davvero sconvolgenti. Questa è stata una delle cose che più hanno turbato l'opinione pubblica serba, la quale non accetta che qualcuno della parte serba potesse essere così crudele; sfortunatamente, io sono dell'idea che la guerra reale sia stata ben più cruenta e sconvolgente di quanto qualunque film possa descrivere. […]

Qui di seguito la reazione di Hoare sullo stesso aspetto del film:

[…] E comunque, gli orrori e la violenza qui descritti non sono quelli dei fumetti, non sono caricature. Inevitabilmente, questo film è stato preso di mira dalla lobby serba che nega il genocidio, e accusato di essere “anti-serbo” e di dipingere “i serbi” come mostri. Bene, è “anti-serbo” nella stessa maniera in cui film come Schindler’s List [it] o Il Pianista [it] sono “anti-tedeschi”. […]

Ina Vukic, dall'Australia, commenta così:

[…] Nel corso della sua storia, il cinema ha sempre portato alla luce rappresentazioni di fatti realmente accaduti o di pura finzione. La Jolie ha fatto raccontare una storia vera piena di orrore a dei personaggi finzionali. Non c'è alcuna propaganda in tutto ciò; ma anche se ci fosse, sarebbe proprio ora, dato che giustizia non è ancora stata fatta per tutte le vittime innocenti, e soprattutto per le vittime di stupro in Croazia e in Bosnia-Erzegovina. […]

Jaksic spiega la ragione per cui il film di Jolie è considerato “offensivo” da molti serbi:

[…] Molti di noi serbi hanno la sensazione che il film vada a dare nuova linfa a quell'immagine mediatica così profondamente negativa del nostro popolo a cui gli osservatori occidentali si sono abituati negli anni '90, e che ci vede descritti come una nazione crudele, sadica, fatta di criminali di guerra, fortemente determinata a perseguire la pulizia etnica, addirittura perfida quanto i nazisti della Seconda Guerra Mondiale! Ora, non nego la serietà e la gravità di tutte queste accuse di crimini di guerra e quant'altro, rivolte a un'intera schiera di leader serbi, sia politici che militari, che hanno influenzato la visione negativa di noi come persone; non bisogna però dimenticare che tutta questa pubblicità negativa, da allora, ha lasciato in noi serbi, in chi è tornato a casa ma anche in chi ha vissuto la diaspora, la sensazione di essere disumanizzati e demonizzati, ma soprattutto incompresi dal mondo intero. […]

Comunque, ciò che del film della Jolie davvero ci offende molto, e fa sentire a noi serbi un senso di frustrazione, a prescindere dal fatto di averlo visto integralmente o meno, è il modo in cui esso rappresenta le sofferenze di una sola delle parti coinvolte nella guerra, vale a dire quella bosniaca. Questo non significa che noi ci opponiamo alla produzione di qualunque film che possa ritrarre i bosniaci come le vittime principali; dopotutto, essi hanno effettivamente sofferto enormemente durante quella guerra, tra il 1992 e il 1995, e non dovremmo negarlo in alcun modo. Tuttavia, ciò che infastidisce molti di noi serbi è che si sa ben poco delle sofferenze patite dalla nostra gente durante quello e altri conflitti nel corso degli anni '90. […] Certo, noi serbi siamo consapevoli dei crimini di guerra da noi commessi ai danni di altri, e molti di noi si vergognano per tutto ciò; ma siamo anche preoccupati per la sorte delle nostre vittime di quei conflitti, e ci dispiace che ancora oggi, di loro, si sappia così poco. […]

Markovic, dal canto suo, spiega perchè è sbagliato definire “anti-serbo” il film:

[…] Si, il film mostra solo i militari serbi nel ruolo dei cattivi; ciononostante, e questo sembra difficile da capire per la maggior parte dei serbi, questo fatto non rende il film anti-serbo. Questo perchè (tenetevi forte) uno squadrone militare serbo non rappresenta anche l'intero esercito serbo, figurarsi l'intera popolazione. Ma questa è la trappola in cui la maggior parte del nostro popolo tende a cadere: difendiamo noi stessi anche se nessuno ci sta realmente attaccando, e così facendo finiamo per difendere i veri cattivi, vale a dire i criminali di guerra. […]

Jaksic scrive anche a proposito della “tendenza dei Paesi dell'area balcanica a sentirsi offesi dall'idea di sentirsi vittime, se vissuta ed espressa da un'altra nazione”:

[…] Molte volte, navigando in rete, leggendo i messaggi apparsi su alcuni forum dell'ex-Jugoslavia, o consultando i commenti postati a video di YouTube o pagine di discussione di articoli di Wikipedia, mi sono reso conto di quanto facilmente si possano offendere i miei compatrioti serbi quando, ad esempio, si sentono rivolgere dai croati accuse di crimini di guerra, e viceversa! E non sono solo i conflitti recenti la causa di accese discussioni; anche differenti interpretazioni di periodi lontani della storia possono scatenare offese, come la diversa visione serba e bosniaca del dominio ottomano nei Balcani! E come possiamo vedere dall'accoglienza riservata al film della Jolie, anche le pellicole straniere possono offendere queste nazioni, e non solo i commenti su YouTube!

Vukic spera che “il film della Jolie dia il via a nuove indagini, e contribuisca ad assicurare alla giustizia tutti gli stupratori della guerra in Croazia e in Bosnia-Erzegovina”:

[…] Quindi, io dico: “brava, Angelina! Ora fai un film sulle migliaia e migliaia di vittime di stupro in Croazia, perchè le donne croate che hanno subito violenze da parte dei serbi, durante la guerra, stanno ancora aspettando di avere giustizia. […]

Infine, Markovic fa notare che il film probabilmente non metterà fine al doloroso dibattito post-bellico:

[…] La cosa che più mi lascia perplesso, e so di non essere l'unico a pensarla così, è che non capisco in che modo il film possa contribuire alla riconciliazione; cosa che, stando alle dichiarazioni della stessa Jolie, avrebbe dovuto essere il vero obiettivo di questa pellicola. […]

Per una panoramica delle reazioni serbe al film della Jolie apparse online, è possibile consultare questo post di GV scritto da Sasa Milosevic, che ne ha parlato anche sull'Huffington Post.

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