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Netizen di tutto il mondo ricordano l'attivista Vittorio Arrigoni

Il 15 aprile di un anno fa la notizia del rapimento e poi dell'uccisione [it, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato] di Vittorio Arrigoni, membro dell'International Solidarity Movement a Gaza, scuoteva il mondo dell'attivismo internazionale ben oltre la sfera online.

Vittorio Arrigoni a Gaza, dal suo profilo Facebook

Vittorio Arrigoni a Gaza, dal suo profilo Facebook

Vittorio, meglio conosciuto come Vik, raccontava Gaza e la Palestina in presa diretta tramite il suo blog Guerrilla Radio, concludendo sempre i post con la firma Restiamo umani. Il blog è attivo ancora oggi grazie all'impegno di amici e collaboratori, i quali ne tengono viva la memoria e l'impegno scrivendo e documentando la quotidianità, le difficoltà e le violenze subite dai palestinesi nella Striscia di Gaza. Analogamente, diverse e in varie lingue le pagine Facebook [ar] a suo nome e/o a lui dedicate.

A un anno dalla sua scomparsa, tante le iniziative organizzate per ricordare il coraggio nella difesa dei diritti umani e il suo sostegno alla causa palestinese. In Italia sono previsti eventi e manifestazioni in varie città (per un elenco completo si veda l'apposita pagina Facebook ), ma sono previsti eventi anche in alcune città europee, come Parigi [fr] , Madrid [es], Colonia e Palma de Maiorca [es] nonché a Gaza, Ramallah [en] e Il Cairo [en].

Manifestazione a Gaza in ricordo di Arrigoni - 15 aprile 2012, da Facebook

Manifestazione a Gaza in ricordo di Arrigoni – 15 aprile 2012, da Facebook

Il network di informazione indipendente Globalist.it propone una retrospettiva del lavoro e degli scritti (alcuni inediti) di Arrigoni, dedicando ampio spazio a testimonianze e ricordi di amici, scrittori e giornalisti.

Un'altra iniziativa nata – anche con il sostegno della famiglia Arrigoni – sta prendendo la forma di un reading movie , prodotto grazie a un’iniziativa di crowdfunding conclusasi il 31 marzo scorso. Diciannove personalità internazionali (tra cui Tariq Ali, Noam Chomsky, Brian Eno, Stéphane Hessel, Luisa Morgantini, Moni Ovadia, Ilan Pappé e Roger Waters) che in passato hanno mostrato interesse e vicinanza, sia culturale che umana, alle tragiche conseguenze del conflitto israeliano-palestinese, hanno deciso di “prestare la loro voce” per la lettura dei 19 capitoli del libro Gaza – Restiamo Umani, la raccolta di articoli di Arrigoni durante la sua permanenza in Palestina nei mesi dell'operazione “Piombo Fuso”.

Di seguito il trailer del lungometraggio “Gaza – Stay Human” [en]:

Agli eventi commemorativi si aggiunge un'importante e significativa iniziativa organizzata dalla rete internazionale della Freedom Flotilla: domenica 15 Aprile partirà una missione internazionale di 1500 attivisti italiani e internazionali con l'obiettivo di “rompere l'isolamento e l'assedio della Palestina”.

Sul sito dell'iniziativa si legge:

Questa nuova missione ha per obiettivo, quello di rivendicare il diritto di entrare in Palestina e la libera circolazione per i palestinesi e per chiunque voglia andare a trovarli, rompendo l’assedio “di fatto” che Israele pratica anche in Cisgiordania. […] Il nostro progetto è trasparente: noi andiamo direttamente in Cisgiordania per contribuire alla costruzione di una scuola. Il terreno è già stato acquistato, i lavori sono iniziati e quello che vedete qui sopra è il progetto degli edifici. All’uscita dell’aeroporto di Tel Aviv, il 15 aprile, ci aspetteranno delle auto per portarci direttamente a Betlemme, dove le famiglie e le associazioni palestinesi ci riceveranno.

Per aggiornamenti e notizie in tempo reale sull'iniziativa si può seguire l'account @freedomflotita e gli hashtag #flytilla e #airflotilla2 su Twitter.

La pagina Facebook di Vittorio in questi giorni è il luogo principale per la segnalazione e condivisione di eventi e ricordi. Tuttavia, anche su Twitter da giorni vanno susseguendosi messaggi di sostegno e ricordo, pur se non manca chi la pensa diversamente.

Per esempio, @dscanferla scrive:

I paci-finti non si smentiscono mai, #Arrigoni è morto da un anno, il processo a #Gaza è una farsa e per loro la colpa è d’#Israele ???

Mentre Rosa Schiano, attivista e fotoreporter che conosceva personalmente Vik,racconta di una manifestazione organizzata dai bambini di Beit Lahia:

@infoxresist I bambini di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza, ricordano vik con musica e e rappresentazioni.

Tuttavia, ad un anno dalla sua tragica scomparsa, molte sono ancora le ombre sugli episodi che ne hanno portato alla morte. Dalle udienze (finora se ne contano 14), infatti, non è emerso ancora il movente dell'omicidio e in molti sospettano la manipolazione delle informazioni da parte della polizia israeliana.

A tal proposito sul sito Near East News Agency Michele Giorgio scrive:

Ritrattando in buona parte le confessioni che avevano reso negli interrogatori seguiti all’arresto da parte della polizia di Hamas, i tre – Mahmud Salfiti, Tamer Hasasnah e Khader Jram – hanno recitato, davanti ai giudici della corte militare di Gaza city, la parte dei giovani difensori delle tradizioni sociali «minacciate» da un presunto stile di vita troppo «liberal» di Vittorio. Più di tutto hanno negato di essere stati a conoscenza di un piano per uccidere l’attivista italiano. È evidente il tentativo degli avvocati della difesa di far ricadere tutte le responsabilità su Breizat e Omari che non possono raccontare la loro versione dei fatti. La prossima udienza è fissata per il 14 maggio e secondo alcune voci potrebbe essere l’ultima prima della sentenza.

Due parlamentari del Partito Democratico – Vincenzo Vita e Lucia Codurelli – hanno presentato un'interrogazione al Parlamento italiano affinchè il governo chiarisca le modalità del rapimento e dell'uccisione dell'attivista.

Please stay human.

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