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Colombia: commenti e rilanci in occasione della Festa del Lavoro

Anche in Colombia, al pari di altri Paesi [en], la Festa del Lavoro [it] viene celebrata il 1° maggio. Come vuole la tradizione [es, come gli altri link, tranne ove diversamente specificato], in occasione della ricorrenza vengono organizzati cortei a cui partecipano le federazioni sindacali operaie e i cittadini che sfilano a sostegno del benessere lavorativo, sociale ed economico e contro qualsiasi iniziativa che minacci la dignità umana e la qualità di vita dei lavoratori.

Quest'anno l'adesione della cittadinanza alle manifestazioni è stata massiccia: in diverse città della Colombia i lavoratori sono scesi in strada per esprimere la loro contrarietà al Trattato di Libero Scambio [it] stipulato con gli Stati Uniti e per far sentire la loro voce su tematiche come l'alto tasso di disoccupazione, le remunerazioni inadeguate a fronteggiare un costo della vita sempre più elevato, l'esternalizzazione dei contratti di lavoro attraverso cooperative e agenzie interinali e la cessione della gestione pensionistica dall'ente pubblico Instituto de Seguro Social a Colpensiones, un'entità commerciale a controllo statale. Le manifestazioni hanno inoltre invocato il rispetto del diritto alla vita, all'istruzione, al lavoro e alla salute.

Nella maggior parte delle città del Paese i cortei si sono svolti in modo pacifico come riferisce il blog Frontera Informativa citando il caso di Manizales [it]. Tuttavia, in metropoli come Bogotá e Medellín, dove sono confluite molte più persone, il bilancio a fine giornata ha registrato arresti e feriti a seguito dell'intervento delle forze di sicurezza per arginare presunti atti di vandalismo. Quanto accaduto non ha ricevuto copertura da parte dei media tradizionali, che (fatte salve alcune eccezioni) hanno preferito rivolgere la loro attenzione agli avvenimenti internazionali; i media partecipativi o indipendenti invece hanno scelto di proporre una rassegna di notizie maggiormente incentrata sulle vicende nazionali.

Nel sito Este es el punto viene ricordato l'avvenimento che ha dato origine alla celebrazione e ci si interroga sulla scelta della data per la ricorrenza (1° settembre) negli Stati Uniti. Infine si fa riferimento al decreto recentemente approvato dal Presidente Santos [it] che regola i contratti di telelavoro:

Como nota positiva el presidente santos firmo un decreto para que las empresas empiecen a contratar a sus empleados desde sus casas.

Una nota positiva: il Presidente Santos ha firmato un decreto che permette alle aziende di iniziare a far lavorare i loro dipendenti da casa.

L'autore Carlos Arturo Gamboa nel suo blog Vórtice Virtual traccia un parallelismo tra lavoro e schiavitù e rilancia un video del regista argentino Santiago Bou che ben illustra il suo punto di vista:

El trabajo hoy, en su gran mayoría, es la marca de que el valor de lo humano es una cifra, de que la dignidad habita en el olvido y lo peor de todo, de que la mayoría de empleados están dispuestos a aceptar los más grandes vejámenes con el fin de sostenerse en su lugar. Es como si los esclavos amaran sus cadenas.

Nella maggior parte dei casi, al giorno d'oggi, il lavoro dimostra che il valore dell'essere umano è un numero e che la dignità risiede nel oblio; la cosa peggiore è che i lavoratori sono disposti ad accettare le più gravi vessazioni pur di restare al loro posto. È come se gli schiavi si mettessero le catene con le loro stesse mani.

 

 

In Colombia, la frase Día del Trabajo (Festa del Lavoro) è diventata un trend topic su Twitter; nei loro messaggi gli utenti hanno fatto riferimento ai cortei, al lavoro dignitoso e ad altre tematiche affini.

Pacho‏ (@pachitoelche) fa riferimento ai disordini e rivendica il diritto a un lavoro dignitoso:

Marcharon muchos en diferentes ciudades de Colombia también hubo disturbios. Yo marché por millones de personas q no tienen trabajo digno

Nelle varie città della Colombia in molti si sono uniti ai cortei. Ci sono stati anche dei disordini. Io ho partecipato alla marcia per quei milioni di persone che non hanno un lavoro degno.

Iván Martínez (‏@OlimacNavi) pensa che i cortei siano degenerati in violenza per colpa dei comunisti:

Otra vez los comunistas tirándose la ciudad. Luego dicen que los del ESMAD [Escuadrón Móvil Antidisturbios] son cerdos que los maltratan. Feliz Día del Trabajo en la cárcel.

Ecco di nuovo i comunisti che mettono a ferro e fuoco la città. E poi quelli della ESMAD (il reparto antisommossa della polizia colombiana) vengono accusati di essere delle carogne che li maltrattano. Buona Festa del lavoro dietro le sbarre.

Karla Serrano (‏@KarlaSerrano7) rilancia una citazione celebre:

“El trabajo endulza la vida; pero no a todos les gustan los dulces.” Richard Hugo

“Il lavoro addolcisce la vita; il fatto è che non a tutti piacciono i dolci.” Richard Hugo

Jesús Blanco‏ (@Gsusologo) scrive ironicamente:

Me río yo del trabajo digno…

Mi faccio delle grasse risate sul lavoro dignitoso…

L'utente@comolanigua rilancia due fotografie che ritraggono i reparti antisommossa:

En la marcha de #1mayo se distribuyeron decenas de papas en la cara del ESMAD http://www.flickr.com/photos/21476752@N08/6988071524/, esta su reacción http://www.flickr.com/photos/21476752@N08/6988073666/in/set-72157629581472990/

Durante i cortei del 1° maggio (#1mayo) sono stati lanciati decine di sacchetti di patatine contro gli uomini della ESMAD http://www.flickr.com/photos/21476752@N08/6988071524/, questa la loro reazione… http://www.flickr.com/photos/21476752@N08/6988073666/in/set-72157629581472990/

Attraverso il suo canale YouTube, il blog Pueblo Uníos ha messo in rete alcune video-interviste: una di queste raccoglie le opinioni degli operai che hanno partecipato al corteo di Medellín in merito a diverse tematiche di scottante attualità come il passaggio di ISS a Colpensiones, la riforma delle pensioni, i contratti di lavoro temporanei, le cooperative, il riconoscimento delle culture native, il Trattato di Libero Scambio con gli Stati Uniti e il diritto alla salute:

 

 

Infine, il blog Marcha Patriótica pubblica una serie di dati statistici piuttosto avvilenti:

(…) Colombia es hoy el tercer país más desigual del mundo, en el que mientras 30 compañías reportan ingresos operacionales anuales superiores a dos billones de pesos, según cifras oficiales el 43.6% de los trabajadores son informales y el 49.2% del total de ocupados recibe ingresos inferiores al salario mínimo y el nivel de crudeza e injusticia es tal que en puerto Gaitán, lugar donde tiene su principal centro de operaciones Pacific rubiales, empresa que reporta exorbitantes ganancias, los niños mueren de hambre, tendiendo este municipio el mas alto índice de mortalidad infantil del país y como muestra de la persecución sistemática contra la organización de los trabajadores entre el 2011 y lo que va corrido del 2012 han sido asesinados 35 lideres sindicales.

(…) oggi la Colombia è il terzo Paese al mondo che presenta le maggiori disparità: un Paese in cui, mentre 30 aziende registrano fatturati operativi annuali superiori a due miliardi di pesos (circa 900 mila euro), le cifre ufficiali mostrano che il 43,6% della forza lavoro è rappresentato da lavoratori informali e che il 49,2% degli occupati riceve stipendi inferiori al salario minimo; la crudeltà e l'ingiustizia sono a livelli tali che a Puerto Gaitán, sede operativa della Pacific Rubiales che registra profitti esorbitanti, i bambini muoiono di fame e questa città presenta il più alto indice di mortalità infantile del Paese. Inoltre, le organizzazioni dei lavoratori vengono sistematicamente perseguitate e tra il 2011 e i primi mesi del 2012 sono stati assassinati 35 leader sindacali.

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