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Medio Oriente: tecnologia al tempo della rivoluzione

Le rivolte arabe hanno permesso che si aprisse un dibattito [en,come i link successivi, eccetto dove diversamente indicato] riguardo il ruolo svolto dai social media e dalla tecnologia mobile in una fase di cambiamento come quella che l'area sta attraversando. Al di là delle singole opinioni sul tema, resta indubbio il fatto che gli attivisti continuino ad utilizzare le nuove tecnologie in maniera massiva.

Dare notizia del proprio arresto

Molti sono stati i blogger e gli attivisti detenuti dall'inizio delle rivolte nel mondo arabo. In Siria, soltanto negli ultimi mesi sono stati arrestati Rima DaliSafana BaqlehAli Mahmoud OthmanRazan Ghazzawi. In Egitto, Maikel Nabil SanadAlaa Abd El Fattah e Amr Gharbeya sono solo alcuni esempi. Senza menzionare altri paesi come la Tunisia o il Bahrein, o casi come quello di bloggerattivisti cui è stato negato l'ingresso in Egitto e che sono stati trattenuti all'aeroporto del Cairo.

Nonostante alcuni dei blogger e degli attivisti siano stati infine rilasciati, molti di loro non hanno avuto la possibilità, durante il periodo di detenzione, di comunicare ai propri avvocati o familiari la situazione in cui si trovavano. Ed è in casi come questi che la tecnologia ha potuto giocare un ruolo fondamentale. Non molto tempo fa, ad esempio, Ramy Raoof, collaboratore di Global Voices Advocacy, parlava di Etmasakt, strumento che può fornire una soluzione tecnica in queste situazioni:
RamyRaoof: Il nostro amico Mohamed Hussien (@7aloli) ha sviluppato questa applicazione per Android (http://bit.ly/Etmasakt) per avvisare in caso si venga arrestati.

Etmasakt

Etmasakt permette l'invio di brevi messaggi a destinatari multipli (familiari, avvocati, attivisti, ecc.), indicando inoltre il luogo esatto dell'arresto.

Etmasakt è espressione araba per “Mi hanno arrestato”. Orlando Elkabeer, nel suo blog, ha spiegato il funzionamento di questa applicazione: essa è in grado di inviare, con un solo click, un SMS a destinatari multipli indicando la posizione esatta del detenuto fornita dal sistema GPS del cellulare:

التطبيق يمكنك في حالة القبض عليك من ارسال رسالة لعدة أرقام تخبرهم فيها أنه قد تم القبض عليك ويرسل عنوانك بدقة بضغطة زر واحدة
L'applicazione ti permette di inviare un SMS a destinatari multipli, comunicando loro che sei stato detenuto e inviando loro la tua posizione esatta con un solo click.

Ma Etmasakt non è la sola applicazione di questo tipo. “Byt2ebed 3alia” e “I'm Getting Arrested” [it] svolgono lo stesso compito, anche se quest'ultima vanta un utilizzo più ampio, e richiede dunque più tempo per entrare in funzione. L'esistenza di tutte queste applicazioni con lo stesso scopo è certamente prova della necessità di “servizi” come quelli citati.

Trasmissione di video dal vivo

Non c'è nulla di peggiore che filmare un incidente importante per poi essere immediatamente arrestati dalle forze di sicurezza e vedere la propria videocamera distrutta o essere costretti a cancellarne la memoria. Per evitare situazioni come questa, Bambuser si è distinto come mezzo molto diffuso tra gli attivisti. L'applicazione, di origine svedese, permette di registrare video e di scaricarli in maniera immediata dal telefono cellulare: in poche parole, una stazione radio tascabile.

Bambuser ha conosciuto ampio utilizzo in Siria, prima che il governo lo bloccasse. L'informazione del suo blocco è stata diffusa sul relativo blog nel mese di febbraio:

Durante le ultime settimane il numero di trasmissioni di Bambuser dalla Siria è cresciuto. Alcune di esse contengono informazioni di forte impatto, riferite a bombardamenti, vittime, e a immagini di alcuni ospedali di campagna in pessime condizioni.

Alcuni di questi contenuti, come quello dell'oleodotto andato distrutto a Homs, sono stati trasmessi anche dalle grandi emittenti satellitari CNN, BBC, AlJazeera y Skynews:

Crediamo che tali contenuti abbiano spinto il governo siriano a bloccare l'accesso a bambuser.com per impedire la trasmissione di video in diretta dai cellulari nello spazio 3G siriano.

In Egitto, Tarek Shalaby comunicò di essere stato arrestato attraverso Bambuser, mentre in seguito fu stabilito l'utilizzo dell'applicazione per monitorare il normale svolgimento delle elezioni parlamentari, compito che era già stato impedito di svolgere agli osservatori internazionali. Durante i primi giorni delle proteste egiziane, il governo decise dunque di bloccare Bambuser, arrivando, pochi giorni dopo, alla decisione estrema di negare l'accesso a tutta la Rete.

Altri strumenti utili

Nancy Messieh, del sito The Next Web, ha messo insieme un intero arsenale di applicazioni essenziali per il cellulare destinate agli attivisti. Il sito Movements.org, organizzazione senza fini di lucro dedicata a identificare, mettere in contatto e offrire assistenza agli attivisti digitali e agli avvocati nell'utilizzo delle nuove tecnologie, ha identificato dozzine di applicazioni, da programmi di editing audio e video o di videoscrittura, fino a programmi di codificazione e tunneling.

Esistono infine altre applicazioni quali Google Play, che tenta di documentare le proteste egiziane attraverso una galleria di fotografie scattate da cellulari, tuttavia esse registrano un minore utilizzo rispetto alle prime.

Gli inconvenienti dell'automatizzazione

Nonostante la comprovata utilità di questo tipo di applicazioni, l'automatizzazione non è esente da alcuni problemi. Un mese fa, ad esempio, l'attivista Hossam El Hamalawy riceveva un breve messaggio da parte di Mostafa Sheshtawy nel quale egli avvertiva di essere stato detenuto.

@3arabawy: Ragazzi, pochi minuti fa ho ricevuto un SMS da @msheshtawy nel quale dice di essere stato arrestato. L'ho chiamato, ma non risponde.

In molti iniziarono quindi a preoccuparsi per Mostafa Sheshtawy fino a che non si scoprì che il messaggio in questione era stato inviato per sbaglio:

@msheshtawy: Ragazzi, sto bene. Non mi hanno incarcerato né mi è capitato nulla di simile. Non avevo il cellulare con me. Mi dispiace.

@msheshtawy: Qualcuno ha attivato l'applicazione mentre dormivo. Uno scherzo di cattivo gusto. Mi preoccuperò di scoprire il colpevole. Mi dispiace molto.

Infine, analogamente ad attivisti e comuni cittadini, anche i dittatori si avvalgono delle nuove tecnologie. I regimi autoritari dei Paesi arabi hanno ricevuto l'appoggio di alcune aziende USA che progettano strumenti utili alla censura e allo spionaggio contro le manifestazioni pro-democratiche. Per ultimo, e non meno importante, la tecnologia resta un'arma a doppio taglio, e ciascuno può utilizzarla secondo i propri interessi.

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