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Russia: controverso progetto di Putin per lo sviluppo della Siberia

Il 20 aprile scorso il quotidiano Kommersant ha rivelato  [ru come i link successivi, tranne dove altrimenti indicato] l'esistenza di un progetto legislativo per la creazione di una compagnia statale con il compito di monitorare lo sviluppo economico della Siberia orientale e dell'Estremo Oriente russo. Il disegno di legge, realizzato dal Ministro dello sviluppo economico su ordine del Presidente Vladimir Putin è già stato presentato ai ministeri competenti ed è in attesa di approvazione. Qualora venisse costituita, la compagnia statale sarabbe responsabile dello sviluppo di 16 unità subfederali nella Russia orientale, che insieme costituiscono il 60% dell'intero Paese. La legislazione andrebbe a prendere il posto di molte delle leggi attualmente in vigore su estrazione di materie prime, imboschimento, proprietà terriera, pianificazione urbana, lavoro e cittadinanza. Ma il centro della polemica risiede nel fatto che, ad avere completo e diretto controllo su questo gigante statale, sarebbe proprio il Presidente Putin; il Cremlino avrebbe in questo modo carta bianca per quanto riguarda alcuni elementi fondamentali della governance locale in Siberia.

Un gasdotto di Novosibirsk, Russia. (19 dicembre 2011) Foto di AIHAM DIB, copyright © Demotix.

Il piano di Putin ha sollevato reazioni contrastanti da parte dei netizen di RuNet. La prospettiva di un ‘grande progetto nazionale’ (una vera panacea per i mali del Paese, a detta dei ‘patrioti’ russi) è stato ovviamente accolto con favore dai sostenitori del Presidente e con orrore dai suoi avversari. Tuttavia, leggendo attentamente alcuni dei commenti alla vicenda si scopre che, nonostante la netta differenza dei punti di vista, esistono delle apprensioni che influenzano profondamente la percezione della realtà politica da parte dei netizen russi. Se da un lato sono chiari gli elementi della polemica, al fine di decifrare la complessa società civile di RuNet non si possono ignorare alcuni pregiudizi che sembrano essere condivisi da entrambi gli schieramenti.

Netizen anti-Putin

Netizen ventenne, Yuri Krugovykh appartiene a uno dei gruppi più particolari della conversazione politica online, e precisamente quello dei nazionalisti russi, anti-liberali e anti-cremliniani. Krugovykh è convinto che la compagnia statale voluta da Putin in Siberia rientri in un complotto americano finalizzato alla colonizzazione della Russia orientale con il patrocinio di Mosca. In un attacco su LiveJournal contro coloro che avevano dimostrato solidarieta’ al Presidente nelle dimostrazioni pre-elettorali Krugovykh scrive:

Mi viene da ridere ascoltando gli attivisti “anti-arancioni” dopo l'entusiasmo suscitato negli Stati Uniti dalla vittoria di Putin. Cos'è tutto questo chiasso sul Dipartimento di Stato americano? Cosa cercate di ottenere? Putin sta facendo esattamente quello che gli è stato chiesto. I suoi capi [gli americani] sono soddisfatti.

Anche Konstantin Krylov, un nazionalista anti-cremliniano russo pro-liberale, non vede di buon occhio l'istituzione di questa compagnia: a suo avviso il gigante statale rappresenterebbe per la Russia un ritorno al colonialismo zarista di Ivan il Terribile, che con la sua Opričnina [it], con la quale lo zar conquistò controllo illimitato di oltre un terzo del territorio russo inclusi molti dei centri economici più ricchi dell'impero.

Krylov condivide l'opinione di Krugovykh secondo cui l'obiettivo del Cremlino sarebbe conquistare nuove ricchezze e scrive:

Tra l'altro, ho l'impressione che tra i motivi per cui si cerca di sottrarre il 60% del territorio [russo] all'amministrazione locale vi sia il desiderio di instaurare ‘interessanti relazioni con gli stranieri’ (proprio come Ivan il Terribile). Mi domando se decideranno di vendere la terra in blocco o se si limiteranno a svuotarne i ricchi depositi…

Maksim Kalašnikov [en] (pseudonimo di Vladimir Kučerenko) è un esperto di Eurasia e ‘patriota’ russo (da non confondersi con i nazionalisti russi, le cui convinzioni hanno una distinta componente etnica). Anche Kalašnikov teme la nuova ondata di colonialismo da cui verrebbe travolta la Russia con il progetto del Cremlino; ma quello che a suo parere desta più preoccupazione è l'idea di “privatizzazione dello Stato” su cui si fonda il disegno di legge, facendo di quest'ultimo l'esempio più eclatante della ‘passione fanatica’ di Putin per il liberalismo economico. Secondo Kalašnikov, la compagnia statale in Siberia è il clone della Compagnia britannica delle Indie orientali, uno strumento che Putin vuole utilizzare per distruggere l'apparato statale russo:

Con il nobile pretesto dello ‘sviluppo siberiano’ non solo stanno creando un clone della Compagnia britannica delle Indie orientali, ma stanno anche legalizzando il principio di privatizzazione del governo e dell'apparato statale. […] I monopoli avranno il sopravvento sullo Stato e andranno al potere, conquisteranno il controllo sull'esercito e sul sistema penale e spazzeranno via qualsiasi residuo di democrazia con l'istituzione di una dittatura militare.

In questo catastrofico scenario gli Stati Uniti sono, al pari della Russia, una vittima. L'impatto del capitalismo sulla governance (rappresentato dai monopoli a controllo statale) avrà gli stessi effetti ovunque, e consumerà sia Washington che Mosca.

Netizen Pro-Putin

Il netizen chakasso Michail Verchoturov invece appoggia pienamente la proposta della compagnia statale (accettando senza problemi i paragoni con l'Opračina di Ivan il Terribile), e accusa i liberali di trarre conclusioni affrettate:

I liberali sono incredibili. Non resistono neppure per un secondo all'ossessione di dover trovare ad ogni costo la falla, e sproloquiano su come il governo ‘taglierà il bilancio, saccheggerà e venderà la Siberia agli Americani-Cinesi-Giapponesi’. La compagnia non è ancora stata creata e hanno già cominciato a frignare!

Anche Nikolaj Starikov [en], famoso esperto di teoria del complotto direttore di una emittente televisiva statale, usa il paragone con l'Opračina, ritenendola l'unica misura in grado di contrastare la riforme di decentramento ‘a matrice occidentale’ avviate lo scorso inverno durante le proteste pre-lettorali:

Il governo russo ha perso la guerra di informazione in cui si è trovato coinvolto alla vigilia delle elezioni. […] In una guerra di informazione non ci sono morti o feriti, ma gli sconfitti vengono riprogrammati dai vincitori. […] Dopo gli eventi del dicembre 2011, il pezzo forte delle concessioni della Russia ai nostri ‘partner occidentali’ è stata l'approvazione della nuova legge sulle elezioni.

Secondo Starikov, anche l'elezione diretta dei governatori sarebbe una strategia dell'Occidente per indebolire il Cremlino:

Se il Presidente sarà privato della possibilità di ‘filtrare’ la lista dei candidati alla carica di governatore verrà inflitto un colpo durissimo all'integrità territoriale della Russia. […] Pensateci bene: cosa significa veramente l'elezione diretta dei governatori? Una riduzione dei diritti del Presidente. Prima poteva nominare, ora non più. Domandatevi da cos'altro potrebbe nascere l'urgenza di passare questa legge se non dalla pressione dell'Occidente?

Per finire, Starikov appoggia la creazione di una potente compagnia statale sotto il controllo diretto del Presidente in quanto ultima linea di difesa contro il caos generato dall'Occidente:

Come difenderci dalla minaccia di governatori-populisti, governatori-democratici e governatori-separatisti? Come evitare la creazione di autorità a livello regionale che potrebbero sabotare i programmi federali e scegliere programmi di sviluppo basandosi sulle richieste di Washington? Cosa possiamo fare contro coloro che improvvisamente si lasciano guidare da preoccupazioni di carattere locale piuttosto che dalle necessità del Paese? […] Mettere la Siberia orientale e l'Estremo Oriente russo sotto il diretto controllo del Presidente. Creare una struttura che aggiri i boiardi ribelli e che promuova gli interessi nazionali.

La peculiarità di RuNet

Se da una parte gli argomenti pro e anti-Putin sono chiarissimi, è interessante osservare come entrambi gli schieramenti nutrano forti dubbi riguardo le intenzioni del mondo esterno. I contestatori del Presidente lo accusano di aver concesso troppo all'Occidente, mentre i suoi sostenitori vedono nella sua strategia l'unico metodo per contrastare ulteriori manipolazioni da parte delle potenze occidentali (e magari anche della Cina).

Figure pubbliche di spicco, come ad esempio l'ex Ministro delle finanze Aleksej Kudrin, vedono il piano di Putin come un metodo per sbarazzarsi della concorrenza degli investitori privati. Si teme che l'istituzione di una compagnia con tali poteri straordinari costituisca un pericolo per la libertà di mercato e la supremazia della legge.

Anche se gli argomenti di carattere legale ed economico sono sicuramente al centro del dibattito tra i netizen di RuNet, non mancano alcune ‘ansie da complotto’ che conferiscono alla discussione un carattere unico, portandola talvolta a degli estremi alquanto complessi.

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