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Brasile: dibattito sulla regolamentazione dei media

All'inizio di maggio è andato in onda uno spezzone televisivo del programma ‘Brazil Urgente’, in cui un ragazzo povero di colore, con il volto visibilmente tumefatto, veniva “intervistato” dalla reporter Mirella Cunha [pt, come i link successivi eccetto ove diversamente indicato], la quale lo accusava di aver tentato di violentare una donna. Nel video, la giornalista del Baindeirantes Network di Bahia scherza sullo scarso livello di scolarizzazione del ragazzo che, in lacrime, ammette disperato di aver provato a rapinare una donna, ma senza aver mai tentato di violentarla – lei e nessun'altra.

Il giornalista Renato Rovai fornisce i dettagli:

Una giornalista bionda, con una coda di cavallo che ricorda Feiticeira (una modella brasiliana [nota del traduttore inglese]), ha messo un giovane uomo di colore, con un visibile ematoma causato da una recente aggressione, in una posizione di forte disagio. Lei lo giudica prima che lo faccia il Tribunale, lo umilia per la sua ignoranza riguardo ai propri diritti e le procedure attuate durante un esame di medicina forense, e trova tutto molto divertente.

“Spettacolarizzazione della notizia” vs presunzione di innocenza
In Brasile anche una persona colta in flagrante, per furto o qualsiasi altro crimine, ha il diritto alla difesa prima di essere accusata. Paulo Sérgio, accusato pubblicamente in televisione per un crimine che dice di non aver commesso, è un giovane uomo povero che vive nei sobborghi di Bahia. Egli, essendo di colore, è una delle vittime preferite in un paese segnato da razzismo e pregiudizio.

Casi come questo accendono (o riaccendono) il dibattito riguardo alla necessità di regolamentazione dei grandi media brasiliani e di imporre dei limiti per quanto concerne l'abitudine di stereotipare le minoranze e le persone vulnerabili.

Il giornalista Marco Antõnio Araújo osserva:

Prima di tutto: non siamo qui per difendere i delinquenti. Lo sfortunato ragazzo del “servizio” si assume la responsabilità dei suoi crimini e nemmeno protesta quando, nel passaggio, egli racconta della probabile aggressione fisica di cui è stato vittima. Semplicemente insiste nel sostenere che una delle accuse è falsa, quella della violenza carnale. Tutto ciò, vera o no che sia la storia del povero ragazzo, è irrilevante di fronte all'atteggiamento dell'intervistatrice.

Eveandro Cruz, editor di Café e Analgésicos prende le distanze dalla tipologia di giornalismo praticato dal programma:

Immagine dal video Youtube del programma TV in cui appare Paulo Sérgio con una ferita al volto

Immagine dal video Youtube del programma TV in cui appare Paulo Sérgio con una ferita al volto

La stampa è uno dei più potenti organi che la società possieda. Un programma televisivo con un grande audience, come ‘Brazil Urgente’, costringe a formarsi un opinione su un caso e sul soggetto nel giro di pochi minuti e questa è la ragione per cui noi non possiamo praticare giornalismo in questo modo: ridicolizzando una persona in televisione. L'immagine che in questo caso viene comunicata è questa: “Il ragazzo è ridicolo, un ladro e probabilmente uno stupratore”. Be’, il giovane passa da essere un ladro abituale ad una orribile creatura, la sua immagine viene distrutta e la sua repplica non verrà ascoltata da quasi nessuno.

Il giornalista e professore Laurindo Lalo Leal Filho, specializzato nella regolamentazione dei media, esprime la sua sorpresa:

In questa categoria di programmi modello ‘Giallo’, la violazione dei diritti umani è comune […] “ma non ho mai visto il comportamento di un giornalista abbassarsi a questo livello di umiliazione. Lei è andata oltre i limiti etici della professione. Incluso, credo, quello di violare le norme legali mettendo un persona vulnerabile in una situazione di disagio. Si è spinta al di là di tutti gli altri atti osceni già commessi da questo tipo di programma.

Il giornalista Cristóvão Feil sostiene: “un quadro normativo è necessario nei media brasiliani, in modo che spazzatura del genere non venga presentata come un programma d'intrattenimento ed educazione”. Egli si chiede inoltre:”la giornalista avrebbe agito in questo modo, e si sarebbe sentita così a suo agio, tale da essere così sfacciata, se il ragazzo fosse stato del ceto medio o un figlio di papà dell'alta società?”.

Il blogger Alexandre Haubrich afferma che “un'analisi dello stato generale degli affari dei media brasiliani, aggiuntosi alla preoccupazione per i precetti costituzionali e dei diritti umani universali, è il modo più completo e complesso con il quale dimostrare l'assoluta necessità di una regolamentazione di tali media, andare avanti verso una nuova struttura per la comunicazione nel paese” e aggiunge:

Ciò a cui ci troviamo di fronte, oltre al pregiudizio, la codardìa e l'inumanità, è tortura. Mirella tortura l'accusato per tre minuti. Tortura verbale non fisica, ma non meno umiliante. E’ la spettacolarizzazione della notizia, il circo degli orrori del network nazionale. Niente a che vedere con la notizia, con l'informazione, con la fornitura di servizi, niente che abbia a che fare con l'interesse pubblico.

. Open access image”]Campagna Twitter #SensacionalismoForaDoAr

Campagna Twitter #SensacionalismoForaDoAr

Thales Barreto, dal blog Simulações, la pensa allo stesso modo, ma aggiunge anche che i telespettatori di questo tipo di programmi sono ugualmente responsabili:

Nel nome della libertà di espressione, vengono permesse cose assurde come questa. Quale punizione riceverà Mirella? E il network Bandeirantes, verrà punito anch'esso in questo caso? I telespettatori di questo programma hanno già fatto la loro parte in questo horror show. Non possiamo dimenticare che questo programma sensazionalistico ha un'enorme audience che approva questo stile di giornalismo ripugnante.

Il girnalista Altino Machado ha pubblicato una lettera aperta sottoscritta da più di 50 giornalisti che condannano il network Bandeirantes, la giornalista Mirella Cunha e il programma Brasil Urgente, chiedendo al Governo e al Pubblico Ministero di intervenire rispetto a questo e altri programmi che promuovono l'abuso dei diritti umani:

Noi chiediamo un'azione del Pubblico Ministero di Bahia,  il quale ha stabilito i Termini di adeguatezza comportamentale per ridurre le azioni arbitrarie dei programmi popolari, ma che oggi non si esprime di fronte al costante abuso commesso contro i prigionieri e gli abitanti dei sobborghi della capitale bahiana.

Il 22 maggio è stata avviata una campagna su Twitter, #SensacionalismoForaDoAr [Sensazionalismo Fuori Onda], per protestare contro la violazione dei diritti umani promossa dai programmi televisivi sensazionalistici.

Il Pubblico Ministero Federale di Bahia ha aperto una rimostranza contro la giornalista per la palese violazione dei diritti costituzionali di Paulo Sérgio il 23 maggio. E lo stesso giorno il network Bandeirantes ha dichiarato che la giornalista Mirella Cunha sarebbe stata licenziata, senza tuttavia assumersi nessuna responsabilità per lo stile editoriale del programma.

 

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