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BRICS vs. NATO, è scontro sull'intervento in Siria

La recente decisione della Cina e della Russia di porre il veto sulla proposta di risoluzione [en, come i link successivi tranne ove diversamente indicato] del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Uniti contro il governo siriano, ha riacceso il dibattito concernente le relazioni tra le “nuove” potenze (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica, i cosiddetti BRICS) e le “vecchie” (rappresentate dalla Nato) negli interventi internazionali.

I capi di Stato dei BRICS a Nuova Delhi, India, per il quarto BRICS Summit, marzo 2012. Foto di Roberto Stuckert Filho/PR. Usata per gentile concessione dell'autore.

I capi di Stato dei BRICS a Nuova Delhi, India, per il quarto BRICS Summit, marzo 2012. Foto di Roberto Stuckert Filho/PR. Usata per gentile concessione dell'autore.

La conferenza dei BRICS dello scorso marzo faceva da sfondo ad un articolo di Oliver Stuenkel, pubblicato sul The Hindu, nel quale l'autore prefigurava, per la terza volta, il veto di Russia e Cina sulla risoluzione Onu per la Siria:

…Nel caso della Libia, nel marzo 2011, sembrò esserci un certo consenso. Ciononostante già durante la guerra, i BRICS avevano giustamento sostenuto che l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (la NATO) aveva operato una forzatura, eccedendo il mandato assegnatole dalle Nazioni Unite. La Risoluzione 1973 mirava a “proteggere i civili e le aree popolate da civili sotto minaccia di attacchi”, tuttavia la NATO la interpretò come un nulla osta per operare un cambio di regime. Di conseguenza, oggi i BRICS temono qualsiasi risoluzione riguardante la Siria.

D'altra parte, la posizione dei BRICS ha suscitato molte critiche tra le “vecchie” potenze. Daniel Korski, consigliere dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'UE, ha prefigurato per il 2012 una situazione di stallo:

Anche se l'operato della Nato in Libia ha funzionato, sia da un punto di vista diplomatico che militare, Cina e Russia hanno bloccato qualsiasi azione decisiva contro la Siria, malgrado la violenta repressione del governo contro gli oppositori. Il negoziato con l'Iran, di estrema importanza per l'alleanza atlantica, richiede comunque il supporto di Cina, Russia e India

Bisogna intervenire o no?
Il caso della Siria, al pari della Libia, è sicuramente controverso. Si tratta di due vicende che dimostrano come “vecchie” e “nuove” potenze abbiano un diverso approccio alla gestione dei conflitti, e differenti argomenti a sostegno delle loro posizioni. Alex Thurston, dottorando al Dipartimento di studi religiosi della Northwestern University, nell'Illinois, ritiene che l'intervento della Nato in Libia sia stato un errore, e lo spiega nel suo blog:

Mentre la guerra civile avrebbe prodotto sicuramente una situazione di caos, credo che ci fossero buone possibilità che, senza l'intervento occidentale, l'esercito di Muammar Gheddafi avrebbe sconfitto i ribelli e il Colonnello avrebbe conservato il potere, un risultato che avrebbe ridotto l'instabilità della regione

L'eredità della Seconda Guerra Mondiale
I paesi con una consolidata tradizione di interventismo negli affari regionali biasimano le “nuove” potenze per il loro attendismo, e lo fanno in nome della difesa dei diritti umani. Dal canto loro, le “nuove” potenze sostengono che gli interventi finiscono per fare più male che bene. Ad ogni modo, ciascun paese agisce principalemte nel proprio interesse. Infatti, mentre la Cina ed altri stati spingono le proprie economie anche grazie alle relazioni commerciali nell'area, nel 2011 la spesa statunitense per la difesa ha superato i 700 miliardi di dollari, la più alta dalla Seconda guerra mondiale, secondo il Time. Per il giornalista brasiliano Pepe Escobar, l'insistenza con la quale l’ “Occidente” spinge per l'intervento in Siria, costituisce il “dannato costo” della “guerra santa” della Nato [pt]:

E,enquanto o “ocidente” flerta com a Guerra Santa, as empresas estatais chinesas compram mercadorias feito doidas, por todo o Oriente Médio, Norte da Áfria e América do Sul – além de ampliar seus estoques de terras raras nas reservas estratégicas…..

Mentre l’ “Occidente” flirta con la “Guerra Santa”, le aziende cinesi di proprietà statale fanno affari in Medio Oriente, Nord Africa e Sud America – in modo da incrementare la disponibilità di terre rare tra le proprie riserve strategiche…

Il ruolo della NATO nell'attuale ordine mondiale – nel quale l'assetto bipolare tra Stati Uniti e quella che un tempo era l'Unione Sovietica è stato rimpiazzato da un sistema multipolare – è cambiato, secondo Hans Christoph von Sponeck, ex assistente del Segretario generale delle Nazioni Unite:

il mandato [della Nato], definito dal Trattato dell'Atlantico del Nord del 1949, era orginariamente finalizzato alla difesa dei suoi stati membri. Alla fine della Guerra Fredda, nel 1989, sembrava avesse raggiunto il suo obiettivo. Ciononostante, i membri della NATO vogliono continuare a mantenere in piedi questa alleanza occidentale. Ciò implica la necessità di definire un nuovo ruolo per la NATO.

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